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La Cina e i suoi vicini

Nei primi anni novanta, la distensione internazionale seguita alla fine della Guerra fredda e dell’ordine mondiale bipolare, all’indomani del collasso dell’Unione Sovietica, ha favorito l’affermazione di nuovi poli economici ed industriali.
Lo scacchiere geopolitico del sud-est asiatico, da teatro di confronto ostile dei blocchi, sovietico e atlantico, è divenuto il nucleo focale degli interessi strategici della nuova potenza economica mondiale, la Cina.
È in Asia sud-orientale, che la Cina considera da sempre una propria zona di influenza, che si gioca la competizione con i Paesi più forti della regione, Giappone e India.
È a partire dall’Asia sud-orientale che la Cina consolida il suo progetto di ascesa pacifica e la sua strategia di sviluppo economico, ed è in questa regione che la Cina esercita il proprio soft power, facendo leva sullo storico retroterra culturale, con l’ambizione di riconquistare il suo tradizionale ruolo di tutore degli equilibri e della sicurezza regionale.
Il Caffè Geopolitico si propone di approfondire l’analisi dell’espansione dell’influenza cinese nei confronti dei suoi “vicini minori” facendo emergere gli interessi strategici, gli orientamenti geopolitici, geoeconomici e geoenergetici che condizionano le dinamiche politiche della regione.
Attraverso articoli e interviste esamineremo il progetto strategico cinese, le relazioni con i Paesi vicini e con le organizzazioni regionali.

Kirghizistan: un fragile ponte fra Cina e Russia

In 3 sorsi – Nello spazio geopolitico ex sovietico, il Kirghizistan rappresenta uno snodo cruciale sia per i contatti storici con la Russia che per i rapporti commerciali con la Cina. Quest’ultima sta investendo notevolmente in questo Paese dell’Asia centrale, nonostante i grossi problemi interni di Bishkek che rischiano di avere gravi ripercussioni per l’intera regione

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Russia e Cina: solida alleanza o espediente temporaneo?

In 3 sorsi – Il 3 e il 4 luglio scorsi il Presidente cinese  Xi Jinping è tornato in Russia per un incontro formale con Vladimir Putin. Si tratta del loro secondo vertice quest’anno dopo quello di marzo e i due leader hanno confermato la comunanza di vedute su numerose questioni internazionali. Molti però continuano a dubitare dell’amicizia sino-russa, adducendo diverse tensioni latenti tra i due Paesi. E’ dunque prematuro parlare di blocco geopolitico tra Mosca e Pechino nella regione asiatica?

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Nuova Via della Seta? Tokyo dice No

In 3 sorsi – La “One Belt, One Road Initiative” (OBOR), ovvero il progetto economico e infrastrutturale panasiatico promosso con una certa fanfara da Pechino, non piace a tutti i Paesi vicini. Men che meno al Giappone, che già da decenni investe in ferrovie, porti e centrali elettriche non solo nel Sud-est asiatico ma anche in Africa e negli Stati Uniti. La controstrategia di Tokyo si chiama Japan Infrastructure Initiative: ecco in cosa consiste e quali sono i suoi scopi

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Russia: un intermediario nella crisi coreana?

In 3 sorsi – Ormai da tempo la Russia gioca un ruolo fondamentale in uno dei principali punti di crisi dello scacchiere mondiale, ovvero la penisola coreana, dove i recenti test nucleari del regime di Pyongyang hanno portato a un confronto aperto con gli Stati Uniti. Non a caso il leader nordcoreano Kim-Jong-un potrebbe chiedere al Presidente russo Putin di fare da intermediario in un potenziale incontro con il Presidente Trump

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