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In 3 sorsi

settembre, 2013

  • 3 settembre

    Siria, l’incertezza di Obama e il dissenso diffuso

    Anche il resto dell’Occidente sembra scettico e negli USA alcuni militari manifestano la propria posizione con un’iniziativa coordinata su internet.Prima di lanciare un attacco in Siria, Obama attenderà il mandato del Congresso, i cui lavori riprenderanno il 9 settembre.

agosto, 2013

  • 29 agosto

    Siria: informazione e contro informazione

    Alcune indiscrezioni di “NBC News” indicavano per oggi l’avvio delle operazioni militari statunitensi in Siria, ma l’intervento di Ban Ki-Moon, che chiede di attendere gli esiti dell’indagine dell’ONU, potrebbe modificare i piani.

  • 27 agosto

    Siria, ultime ore prima dell’attacco?

    Gli ispettori dell’ONU proseguono le indagini a Damasco, ma gli Stati Uniti non hanno dubbi: Assad ha impiegato armi chimiche. In tutto il mondo si riflette sulle posizioni da tenere e sull’eventualità di un conflitto in Siria

luglio, 2013

  • 31 luglio

    Sfida in Zimbabwe

    Lo Zimbabwe è chiamato a scegliere il nuovo Presidente: da un lato l’89enne Mugabe, al potere da 33 anni, dall’altro il grande oppositore, il premier Tsvangirai. Tra notizie di brogli e minacce, il timore è il ritorno alle violenze del 2008.

  • 30 luglio

    Iraq, il Paese senza tregua

    Una serie di sanguinosi attentati in Iraq ha causato oltre 70 morti, un numero che si aggiunge alle almeno 700 vittime nel solo luglio e alle 3mila dall’inizio dell’anno: il Paese rischia di restare preda del conflitto tra sunniti e sciiti, nonché di subire l’influenza del conflitto siriano.

  • 29 luglio

    Egitto: la guerra civile è già in corso?

    L’Egitto è tornato a infiammarsi nel fine settimana, con violenze in tutto il Paese. Il bilancio, in base alle fonti, oscilla tra i 66 e i 120 morti, con un reciproco scambio d’accuse tra i sostenitori del Governo e i fedeli di Morsi: la guerra civile, secondo alcuni osservatori, è già cominciata.

  • 25 luglio

    Sud Sudan: Governo sciolto dal Presidente

    Il presidente sudsudanese Kiir ha comunicato ieri sera lo scioglimento immediato del Governo e la rimozione del vicepresidente, misure completamente inattese, ma da inserirsi nel percorso di costante inasprimento dei rapporti interetnici nel Paese.

  • 23 luglio

    Egitto: che fine ha fatto Morsi?

    L’Egitto torna a infiammarsi: quattro manifestanti sono morti ieri negli scontri tra le opposte fazioni in piazza Tahrir, con la Fratellanza Musulmana che ha invitato ad assediare l’ambasciata statunitense. Nel frattempo, la famiglia di Morsi ha invocato la liberazione del Presidente destituito, tenuto da venti giorni in stato di fermo in una località non precisata e senza contatti con l’esterno, una richiesta condivisa anche dall’Unione Europea.   1. NUOVE VIOLENZE – A due settimane dalla nomina a Primo Ministro di el-Beblawi, in Egitto la situazione resta incandescente. Nella giornata di ieri, durante intensi scontri in piazza Tahrir tra i sostenitori di Morsi e quelli del Governo, sono morte quattro persone. Secondo una prima ricostruzione, le violenze sarebbero esplose appena i manifestanti a favore del Presidente destituito hanno tentato di accedere alla piazza, occupata dagli avversari. I sostenitori di Morsi erano in movimento verso l’ambasciata statunitense, poiché, nelle ore precedenti, i vertici della Fratellaza Musulmana avevano invitato gli egiziani a protestare attivamente contro le ingerenze di Washington in favore dell’azione dell’esercito. In particolare, è stato el-Erian, vice-presidente del Partito Libertà e Giustizia (il ramo politico della Fratellanza), a parlare apertamente di «assedio delle ambasciate fino alla loro chiusura», auspicando l’espulsione della rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti dal Paese.   2. «LIBERATE MORSI» – Tuttavia, a ispirare le proteste sono state anche le parole dei familiari di Morsi, i quali hanno annunciato l’intenzione di presentare una denuncia contro l’Esercito –  in particolare contro al-Sissi – per sequestro di persona, poiché il Presidente destituito si trova trattenuto in una struttura non precisata (forse presso il quartier generale della Guardia Repubblicana) da circa venti giorni, senza alcuna possibilità di contatto con l’esterno, nemmeno con i parenti più stretti. La dichiarazione della famiglia di Morsi è giunta pressoché in contemporanea con una posizione analoga da …

  • 18 luglio

    Un ‘pasticcio’ in Eritrea per l’Italia?

    Il rapporto annuale del Gruppo di monitoraggio dell’ONU per Eritrea e Somalia, rivelato in anteprima da “Reuters”, accusa Asmara di mantenere contatti diretti con al-Shabaab e la rete islamista nel Corno d’Africa.

  • 17 luglio

    Egitto, la scelta di campo del nuovo Governo

    In Egitto ha giurato il Governo di el-Beblawi, composto soprattutto da tecnocrati con collegamenti in Occidente e nelle Organizzazioni internazionali, sebbene non manchino figure già presenti nell’esecutivo precedente. Nel Sinai, però, continua l’emergenza terrorismo.