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UE vs Brexit

speciale_brexit2016Anche se le tematiche migratorie la fanno da padrone sulla scena europea, il mese di giugno di questo 2016 potrebbe rappresentare un punto di svolta tanto radicale quanto incerto per le sorti dell’Unione.

Il 23 giugno prossimo, infatti, i cittadini britannici saranno chiamati a esprimersi sulla possibile uscita della Gran Bretagna dall’UE, ai più nota come “Brexit“.

In attesa di questo referendum, unico nel suo genere e dall’esito tutt’altro che scontato, abbiamo deciso di proporvi, insieme al punto di vista britannico, anche quello di tutti gli Stati membri dell’Unione.

Buona lettura!

ottobre, 2017

  • 2 ottobre

    Brexit un passo avanti? Si riavviano i negoziati

    In 3 sorsi – A Marzo 2019 scadranno i due anni previsti per negoziare l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Il 22 settembre 2017, a Firenze, Theresa May ha tenuto un discorso-chiave sull’Europa che potrebbe modificare la direzione dei negoziati per la Brexit

marzo, 2017

  • 31 marzo

    La Brexit è partita. Ora che si fa?

    Si parte. La procedura di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è stata attivata e sarà lunga e complessa: siamo davvero solo all’inizio, con pochissime certezze ed alcune ragionevoli ipotesi. Vediamole

novembre, 2016

  • 14 novembre

    Brexit: parola a Westminster

    In 3 sorsi – La sentenza dell’High Court of Justice ha dato ragione a Gina Miller, rimettendo nelle mani del Parlamento britannico il potere decisionale in campo Brexit. Questo, almeno teoricamente, potrebbe fortemente influenzare le modalità del processo di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea

settembre, 2016

  • 6 settembre

    UE vs Brexit, i profili legali

    La decisa reazione degli scozzesi all’esito del referendum e la presa di posizione della Premier Nicola Sturgeon dimostra da un canto, che il potere di seduzione dell’Unione europea è tutt’altro che tramontato e, dall’altro, che il “famigerato” referendum britannico sulla permanenza nella UE non è stato altro che la mossa di un giocatore d’azzardo alle prime armi che ha fatto male i suoi calcoli e ha reso la Gran Bretagna l’inconsapevole vittima dell’incoerenza politica del suo – ormai ex – Premier e delle beghe interne al suo Partito.

agosto, 2016

  • 29 agosto

    La Brexit vista da Martin Feldstein

    Il dibattito e le previsioni degli effetti della “Brexit” infiammano da mesi l’Europa. Tuttavia anche dall’altra parte dell’Atlantico, nonostante la sfida per la Casa Bianca, l’evento non è stato ignorato.

  • 18 agosto

    Brexit: le implicazioni per una Scozia indipendente

    In 3 sorsi – Nonostante nel Regno Unito abbia prevalso il Leave, un’ampia maggioranza dell’elettorato scozzese si è espressa in favore alla permanenza nell’Unione europea

  • 12 agosto

    I giovani e la Brexit: una generazione tradita?

    In 3 sorsi – La reazione dei giovani britannici alla Brexit: rabbia, frustrazione e disgusto. Una generazione si è vista “portare via il futuro”, ma in molti hanno attribuito questa sconfitta proprio alla bassa partecipazione dei giovani britannici. Ma li si può davvero accusare per questo esito?

luglio, 2016

  • 26 luglio

    Theresa May: una nuova “Lady di Ferro”?

    In 3 sorsi – Theresa May è il nuovo Primo Ministro britannico e avrà il difficile compito di guidare il Paese nell’uscita dall’Unione Europea. Le nomine della nuova squadra di Governo hanno suscitato molte polemiche, ma forse vi è una linea strategica dietro le scelte di May

  • 20 luglio

    Brexit: cosa ne pensano nel Commonwealth

    Brexit non è solo Europa: come la vedono i paesi del Commonwealth, dall’altra parte del mondo? 53 nazioni e 2,2 miliardi persone del vecchio mondo coloniale britannico non sembrano plaudire

  • 9 luglio

    Brexit e social media: dove abbiamo sbagliato

    Le analisi delle conversazioni social nei giorni precedenti al referendum britannico sul Brexit hanno largamente previsto la vittoria del Leave sul Remain: è quindi giunto il momento di interrogarci se i social media siano oggi un luogo adatto all’attività politica non propagandistica. #WhatWeHaveDone si chiedono gli inglesi su Twitter in queste ore, due giorni dopo l’annuncio che il referendum su Brexit ha sancito in maniera inequivocabile il trionfo di “Leave” su “Remain”. Risultato scontato per alcuni, come se si chiedesse oggi ai tedeschi di votare “si” o “no” all’ingresso di nuovi immigrati dalla Siria o agli italiani se votare “si” o “no” al bail in, e che era stato largamente previsto da numerose ricerche indipendenti che hanno misurato le conversazioni relative a Brexit sui social media nelle settimane precedenti al voto. Pochi numeri, ma essenziali: sebbene secondo Talkwalker nelle ultime 24 ore del referendum il numero di hashtag associati a Remain avesse sorpassato di 10 punti percentuali quelli del Leave, è diventato presto evidente quanto questo recupero sia stato tardivo, rispetto al grande sforzo messo in atto sui social media dagli attivisti pro-Brexit nelle settimane precedenti il referendum. Una predominanza che emerge in primo luogo su Twitter, dove secondo una ricerca condotta da EuVisions nel periodo che va dal 4 aprile al 9 giugno 2016 ogni attivista pro-Brexit riconducibile all’UKIP (il partito di Nigel Farage, tra i principali sostenitori della campagna per il Leave) ha pubblicato in media 48 tweet, rispetto ai 18 degli attivisti Liberal e Tories, e agli 8,6 dei Labour. “Contenuti, slogan e hashtag a favore del Leave sono stati quelli più attivamente propagati e discussi – è la conclusione degli autori del report – a dimostrazione che anche piccoli gruppi organizzati e coordinati tra loro possono diventare decisivi, all’interno di dibattiti fortemente polarizzati”. Per fortuna o no, Twitter non …