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Primo Piano

novembre, 2017

  • 22 novembre

    “Concepita nella libertà”: Lincoln e il discorso di Gettysburg

    In 3 sorsi – Nel 1863 il Presidente Lincoln commemora a Gettysburg la più cruenta battaglia della guerra civile, combattuta per salvare l’Unione e abolire la schiavitù. Il significato delle sue parole cambia insieme allo sguardo che l’America rivolge a se stessa

  • 21 novembre

    Gli occhi nel Jihad: 6 Novembre – 20 Novembre

    Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane

  • 21 novembre

    La rassegna del Caffè 21 novembre 2017

    La rassegna del Caffè – La prima rassegna giornaliera con i consigli della nostra redazione

  • 21 novembre

    EMA: cos’è e perché Milano ha perso

    In 3 sorsi – Milano perde la sfida per l’EMA: l’Agenzia Europea per i Medicinali andrà ad Amsterdam. Il colpo per il capoluogo lombardo e per il Governo italiano è duro, ma piangersi addosso non serve.

  • 21 novembre

    Elezioni presidenziali in Cile, ballottaggio tra Piñeira e Guiller in dicembre

    Ristretto – Sebastiàn Piñeira, leader di Renovaciòn Nacional, già presidente dal 2010 al 2014, ha sfiorato il 40% dei consensi alle elezioni presidenziali cilene tenutesi la scorsa domenica. Il risultato è positivo ma non è bastato per aggiudicarsi subito la partita. Piñera dovrà vincere anche il ballottaggio del 17 dicembre per tornare ad essere l’inquilino della Moneda. Il suo sfidante sarà Alejandro Guiller, sociologo e rappresentante del centro sinistra targato Partido Radical. Piñera, miliardario, si pone come liberista puro ma non viene considerato come una proposta nuova; la strana politica economica della Bachelet, progressista che ha messo in pratica tagli alla spesa pubblica e reso a pagamento la scuola, ha probabilmente innescato voglia di cambiamento che è stata intercettata soprattutto dalla candidata della sinistra radicale, giunta terza ed esclusa dal ballottaggio, la giornalista Beatriz Sanchez, del Frente Amplio. Il suo pacchetto di voti (il 20%) fa gola a Guiller (che ha preso il 22,50%) e obbliga Piñeira (fermatosi al 37%) a scendere a patti con gli ultraconservatori di José Antonio Kast, che si rifà direttamente a Pinochet, giunti quasi al 7%. Per vincere, Piñeira dovrà mostrarsi difensore della democrazia e rispettare i valori fondanti della repubblica odierna senza sconfessare Kast mentre Guiller dovrà tendere al centro senza indispettire il Frente Amplio. La partita è tutta da giocare. Andrea Martire  

  • 21 novembre

    Filippine, ricostruire una regione sulle macerie dell’ISIS

    In 3 sorsi – La città di Marawi nel sud delle Filippine è stata liberata dalle forze jihadiste dopo 5 mesi di scontri. Il pericolo terrorismo resta però alto in tutto il Paese, e il Governo centrale è ora chiamato a gestire la ricostruzione di una regione in piena crisi, dove la minoranza musulmana chiede disperatamente una maggiore autonomia politica

  • 20 novembre

    La rassegna del Caffè 20 novembre 2017

    La rassegna del Caffè – La prima rassegna giornaliera con i consigli della nostra redazione

  • 20 novembre

    Canale del Nicaragua: equilibrio tra compromessi geopolitici e sociali

    In 3 sorsi – Un paese dal potenziale enorme  e dai forti contrasti sociali si appresta a realizzare una opera di indiscusso valore logistico e di interesse geopolitico. Saprà il canale del Nicaragua ricompensare i duri compromessi a cui sottoporrà la sua gente?

  • 20 novembre

    Zimbabwe: l’ultimo ruggito di Mugabe?

    In 3 sorsi – Dopo il presunto colpo di stato militare che potrebbe interrompere i 37 lunghi anni di Governo di Robert Mugabe in Zimbabwe, la situazione resta incerta. Le prossime ore potrebbero essere decisive per il futuro del Paese

  • 20 novembre

    Tra Siria e Israele c’è di mezzo il Golan (e l’Iran)

    In 3 sorsi – Da oltre cinquant’anni pomo della discordia tra Israele e Siria oggi le alture del Golan rappresentano la cartina di tornasole dell’attuale situazione nella regione: nell’area Tel Aviv si gioca l’ultima partita contro il nemico di sempre, l’Iran degli ayatollah (e i suoi alleati di Hezbollah)