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Europa

novembre, 2015

  • 14 novembre

    Sette temi dopo Parigi

    Tattica, scopo, messaggio, reazione, attori, tutti a casa, scontro di civiltà (?). Dopo gli atti di terrorismo di Parigi, confronto aperto qui in redazione, per aiutarci tutti a capire meglio, oltre le reazioni istintive che un momento così ci provoca

  • 12 novembre

    Un Caffè con Jarno Antonelli, Beretta

    Miscela Strategica – Intervistiamo Jarno Antonelli, Defence&Law enforcement communication specialist di Beretta.  Affrontiamo temi delicati tra i quali le regole internazionali per la vendita di armi leggere, l’influenza delle crisi sulle vendite, i problemi politici e culturali con i quali l’azienda si confronta

  • 12 novembre

    I programmi satellitari francesi per la difesa

    Miscela Strategica – La Francia è il Paese leader nel settore satellitare per la difesa europeo. Tuttavia la continuazione del suo retaggio strategico le impedisce di poter sfruttare questa posizione per la guida dell’integrazione europea del settore

  • 11 novembre

    Il progetto Beps

    Secondo il Segretario generale dell’OECD Ángel Gurría, ogni anno l’assenza di coordinamento tra Stati, assieme a regole tutt’altro che trasparenti, provoca danni all’erario mondiale tra i 100 e i 240 miliardi di dollari. Il progetto Beps, iniziato dall’OCSE nel settembre 2013, potrebbe essere la svolta tanto attesa contro l’evasione e l’elusione fiscale, delle multinazionali e non solo. Pratiche che nell’Unione europea si sono dimostrate particolarmente frequenti e dannose.

  • 9 novembre

    Lo sguardo del sinodo sul mondo

    Comincia oggi una nuova rubrica sulla diplomazia della Santa Sede, soggetto giuridico pienamente inserito nelle relazioni internazionali. Qual è la visione del Vaticano sul mondo? Iniziamo parlando delle implicazioni che il sinodo sulla famiglia avrà per il dibattito su alcune importanti questioni globali.

  • 5 novembre

    Un Caffè con Mikael Westerlund, Savox

    Miscela Strategica – La Finlandia è un Paese membro dell’Unione europea ma non della NATO e confina direttamente con la Russia. Il suo settore industriale della difesa risente di questa connotazione geopolitica. Ne abbiamo parlato con Mikael Westerlund, SVP Global Marketing per Savox Communications, azienda leader nelle comunicazioni ed equipaggiamento hi-tech

  • 5 novembre

    Svolta conservatrice in Polonia: brutte notizie per l’UE?

    In 3 sorsi – Le recenti elezioni parlamentari in Polonia hanno sancito il ritorno del partito nazionalista di centro destra di Jarosław Kaczyński. È parere diffuso che i risultati di queste elezioni avranno importanti riflessi nella gestione di alcuni aspetti fondamentali della politica estera europea, in primo luogo i rapporti con la Russia. Di primaria importanza, inoltre, è il nuovo assetto regionale che la Polonia intenderà offrire ai suoi partner del settore orientale e la cooperazione con la NATO, il tutto a possibile discapito dei buoni rapporti finora esistiti con la Germania della cancelliera Merkel.

  • 4 novembre

    Crisi dei migranti nel Mediterraneo: vecchie e nuove risposte

    Da Mare Nostrum a Triton, fino all’operazione Sophia: gli arrivi dei migranti in Europa attraverso il Mediterraneo richiedono operazioni sempre più strutturate e che si avvalgono del coordinamento multilaterale. Facciamo il punto della situazione

  • 3 novembre

    Disastro del volo russo Metrojet: facciamo il punto

    Sabato 31 ottobre un aereo Airbus A-321 della compagnia russa Metrojet è precipitato nella regione egiziana del Sinai, provocando la morte di tutti i passeggeri e dei membri dell’equipaggio. Subito sono circolate voci su un probabile attentato terroristico. Facciamo chiarezza sulle ipotesi al vaglio degli investigatori.

ottobre, 2015

  • 26 ottobre

    Lo scandalo Volkswagen (2)

    Il nuovo a.d. Volkswagen Matthias Müller ha dichiarato che i 6,5 miliardi di euro accantonati non saranno sufficienti, ma alla fine del 2016 ogni problema sarà risolto. Il vice-cancelliere e ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel ha richiesto che lo scandalo non diventi il pretesto per screditare l’intera industria tedesca. Il n.1 americano di Volkswagen Michael Horn ha posto le scuse ufficiali al Congresso, mentre l’EPA ha comunicato l’avvio di una seconda indagine. Cerchiamo, dove possibile, di capire i motivi e le conseguenze di queste dichiarazioni