statistiche free

Africa Sub Sahariana

Siamo nel 2018. L’Africa punta i piedi per terra e chiede di essere riconosciuta come un interlocutore internazionale privilegiato. E ci sta progressivamente riuscendo. A dicembre 2017, nel corso dell’ultimo vertice UE-Africa di Abidjan (Costa d’Avorio) sono emersi alcuni dei temi “caldi”, destinati a modellare il futuro del continente nei prossimi anni: gestione dei flussi migratori – non solo esterni, ma anche interni – e operazioni di controterrorismo. Nonostante la crescente voglia di far sentire la propria voce, o meglio, le “proprie voci”, l’Africa deve, però, fare i conti con alcune emergenze, di carattere politico quanto ambientale. La minaccia più insistente è la crescente radicalizzazione di matrice jihadista, che trova la sua massima espressione in gruppi come Al-Shabaab e Boko Haram. E che ha manifestato tutta la sua violenza distruttiva durante lo scorso anno: la strage di Mogadiscio, nell’ottobre 2017, è stata definita da più parti come il più sanguinoso attacco nella storia dopo l’11 settembre. Un ulteriore elemento di destabilizzazione, negli ultimi mesi, è stato il progressivo crollo di alcuni capisaldi della politica africana. Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, infatti, si sono concluse le parabole politiche di José Eduardo Dos Santos (Angola), Robert Mugabe (Zimbabwe) e Jacob Zuma (Sudafrica). Si avvicina la fine di un’epoca, quella degli eredi diretti del colonialismo, che non ha ancora conciso, però, con una presa di coscienza politica tale da riscrivere i destini dei diversi Paesi africani. Quali forme assumerà l’Africa del domani? È ancora difficile dirlo.

A cura di Caterina Pucci con il supporto di Beniamino Franceschini

Dopo le urne i machete: voci di guerra in Burundi

Da Bujumbura - “Se faranno la guerra per cambiare questo governo li supporterò senza esitazioni, spero che non sia solo per il loro...

Nella tana del leone

Da Shanghai - Cina e Africa sono sempre più vicine. La potenza asiatica è ormai protagonista indiscussa della penetrazione economica nel continente nero: dalle...

Elezioni in Burundi: tra democrazia e (in)stabilità

La lunga stagione elettorale attesa in Burundi dal 2005 volge al termine in un clima di tensione, assenza di trasparenza, intimidazioni e violenze. Quale...

Aiutati…che il Brasile t’aiuta

Si parla tanto di aiuti allo sviluppo da parte dei Paesi del cosiddetto “Nord” del mondo e delle strategie che bisognerebbe adottare per aiutare...

The day after (Mubarak)

Da tempo si rincorrono voci che vorrebbero il presidente egiziano Hosni Mubarak sempre più malato, forse addirittura affetto da un cancro. Qualunque sia il...

Al-Qaeda colpisce in Africa, ma non ai Mondiali

Dopo i millantati attacchi che avrebbero dovuto colpire le nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio che si sono appena conclusi, al Qaeda torna a...

Si comincia!

Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato: prendono oggi il via i Mondiali di calcio, che per la prima volta si tengono in un...

Pallone e cioccolato

Queste sembrano essere al giorno d'oggi le principali risorse della Costa d'Avorio, Paese africano il cui sviluppo è stato frenato da anni di guerra...

Gas d’Africa

Dopo aver analizzato la strategicità del settore petrolifero in Africa e particolarmente in Nigeria, è ora il momento di concentrarci sul gas. La corsa...

Sudan: i risultati delle urne

L’attesa è finita. Lunedì 26 aprile sono stati resi ufficiali i risultati delle elezioni che si sono svolte dall’11 al 15 aprile scorso. Come...

Raschiare il fondo del barile

La Nigeria e il petrolio: un caso perfetto che dimostra come, senza una strategia adeguata, lo sfruttamento delle risorse energetiche possa sfociare in un...