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Simone Pelizza

Simone Pelizza

Sono nato ad Alessandria nel 1978 ed ho conseguito la Laurea in Storia all’Università Cattolica di Milano nel 2006. Dopo un breve soggiorno a scopo linguistico negli Stati Uniti, ho continuato gli studi all’Università di Torino dove ho conseguito un Master in Studi Nordamericani nell’estate del 2008. Dal 2010 al 2013 ho poi lavorato come teaching assistant nel Dipartimento di Storia della University of Leeds, in Inghilterra settentrionale, alternando i miei compiti didattici con la preparazione di una tesi di dottorato sulla vita di Sir Halford Mackinder (1861-1947), celebre “padre” del pensiero geopolitico moderno. In tempi più recenti ho pubblicato alcuni brevi contributi storici su riviste accademiche e ho avviato una promettente carriera professionale come insegnante di Inglese.
Per Il Caffè Geopolitico sono responsabile del desk Asia e di quello dedicato alla Russia. Vivo a St Albans, nei dintorni di Londra.

ottobre, 2017

  • 16 ottobre

    Kirghizistan: la vittoria di Jeenbekov non dispiace all’Europa

    Ristretto – I primi risultati delle elezioni presidenziali in Kirghizistan segnalano una netta affermazione di Sooranbai Jeenbekov, candidato del Partito Social-Democratico (SDP), con il 55% dei voti. Il suo rivale Omurbek Babanov del Respublika Ata-Zhurt si è fermato invece al 34%, smentendo le previsioni pre-elettorali che vedevano un probabile ballottaggio tra lui e Jeenbekov per la presidenza

settembre, 2017

  • 6 settembre

    Myanmar: l’ombra del Jihad sui Rohingya

    Ristretto – Negli ultimi giorni non sono infatti mancate continue dichiarazioni di esponenti o simpatizzanti della galassia jihadista a sostegno di tale minoranza etnica preseguitata dal Governo birmano

agosto, 2017

  • 28 agosto

    Lo scandalo Samsung e la fine del modello sudcoreano

    La vicenda della condanna a cinque anni di carcere di Lee Jae-yong non ha avuto l’eco che avrebbe meritato sui nostri media. Ecco perchè invece è un colpo molto duro per l’economia e la reputazione internazionale della Corea del Sud

  • 22 agosto

    Antonov, il nuovo uomo di Mosca a Washington

    Ristretto – Anatoly Antonov è il nuovo ambasciatore della Russia negli Stati Uniti. È stato designato ieri da Vladimir Putin e si recherà presto a Washington per prendere il posto del suo predecessore Sergey Kislyak, balzato agli onori delle cronache per i suoi contatti poco limpidi con diversi membri dello staff di Donald Trump.

  • 14 agosto

    La vampa d’agosto: Kim, Trump e una crisi sempre più pericolosa

    In 3 sorsi – La guerra verbale tra Washington e Pyongyang rischia di degenerare in un conflitto armato vero e proprio. Sia Kim Jong-un che Donald Trump sembrano prigionieri del proprio ego e continuano a muoversi verso un’escalation pericolosa, mettendo a rischio i fragili equilibri della regione Asia-Pacifico

  • 4 agosto

    Giappone: due “maverick” nel nuovo Governo Abe

    In Giappone il Premier Shinzo Abe ha effettuato un vasto rimpasto di Governo. Si tratta di una scelta dettata dai numerosi scandali che hanno sconvolto l’esecutivo nipponico nei mesi scorsi e dalla crescente impopolarità dello stesso Abe. Sono soprattutto due le novità nella nuova compagine ministeriale presentata ieri a Tokyo: la nomina di Taro Kono a Ministro degli Esteri e quella di Seiko Noda come Ministro degli Interni

  • 1 agosto

    House of Cards in Pakistan: dentro Abbasi, ma Sharif non va via

    Ristretto – Shahid Khaqan Abbasi è il nuovo Primo Ministro ad interim del Pakistan. È stato infatti eletto oggi dal Parlamento con una maggioranza di 221 voti, ottenuti principalmente dalla Pakistan Muslim League (Nawaz) (PML-N), partito di orientamento conservatore guidato dall’ex Premier Nawaz Sharif. E compito di Abbasi sarà proprio quello di sostituire lo stesso Sharif, dimessosi venerdì scorso dopo essere stato deposto dalla leadership del Governo dalla Corte Suprema per corruzione

luglio, 2017

  • 13 luglio

    Classifiche, crimini e dittature: qualche spunto di riflessione

    In 3 sorsi – La lista dei dieci regimi più sanguinari della Storia, segnalata nei giorni scorsi dal Caffè Geopolitico come contenuto esterno, ha provocato accesi dibattiti tra i nostri lettori. Molti hanno criticato la metodologia impiegata per redigere la lista, mentre altri se la sono presa per l’enfasi posta sui crimini di certi regimi invece che su quelli di altri. Sicuramente la metodologia usata dagli autori della lista è discutibile, impedendo un’adeguata contestualizzazione storica degli eventi, ma il documento risulta comunque abbastanza accurato e offre diversi spunti interessanti di riflessione. Ne segnaliamo almeno tre

  • 5 luglio

    Una populista a Tokyo: l’irresistibile ascesa di Yuriko Koike

    Trionfatrice alle elezioni per l’assemblea metropolitana di Tokyo, Yuriko Koike potrebbe ora tentare la scalata alla scena politica nazionale, approfittando della pesante crisi di popolarità del Governo Abe. Le sue tendenze populiste e il suo stile energetico piacciono infatti a molti elettori giapponesi stanchi degli scandali e della rigidità dei partiti tradizionali. Ma la strada per la creazione di un nuovo soggetto politico nazionale appare difficile e le ambizioni di Koike devono fare i conti con le sue responsabilità di Governatrice di Tokyo nella fase organizzativa delle Olimpiadi del 2020

giugno, 2017

  • 21 giugno

    Marawi: l’inizio della fine?

    In 3 sorsi – Dopo quattro settimane di furiosi combattimenti, l’Esercito filippino controlla ormai circa il 90% di Marawi, la città occupata dai jihadisti del gruppo Maute a fine maggio. L’obiettivo dei militari è quello di concludere le operazioni nei prossimi giorni, che coincidono con la fine del Ramadan, in modo da mandare un messaggio conciliante alla locale popolazione musulmana e impedire il possibile afflusso di nuovi militanti in città