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Silvia Semenzin

Laureata in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani a Padova, nel 2016 ho terminato un Master in Comunicazione Sociale all’Università Complutense di Madrid. Sto proseguendo ora gli studi con un dottorato in Sociologia presso l’Università di Milano. Il mio campo di ricerca è quello del digital activism e cyber-democracy (nello specifico, sto studiando il movimento hacktivista), ma nel tempo libero mi occupo di politica internazionale e collaboro con il Caffè Geopolitico per il Desk Medio Oriente.

dicembre, 2017

  • 7 dicembre

    Le radici del neo-ottomanesimo di Erdoğan

    In questo articolo ci proponiamo di tracciare una linea storica che permetta di capire il cambio di paradigma ideologico della Turchia da kemalista a neo-ottomanista, e che fornisca gli strumenti per comprendere il discorso e l’azione politica di Erdoğan

settembre, 2017

  • 18 settembre

    Il punto sulla Turchia

    In 3 sorsi – La Turchia è stata al centro di un anno decisamente movimentato, dopo che un tentato colpo di Stato condotto da elementi deviati delle forze armate turche ha dato il via a radicali cambiamenti interni

luglio, 2017

  • 19 luglio

    Oman, la terza via del Golfo

    In 3 sorsi – L’Oman può considerarsi un affascinante laboratorio di sperimentazione politica dentro un vivace contesto geopolitico. Dal 1970 il sultano Qaboos bin Said al-Said ha mantenuto la pace nel Paese, rivestendo il ruolo di mediatore nei conflitti che caratterizzano la regione mediorientale

giugno, 2017

  • 13 giugno

    In Iran vince Rohani

    La Presidenza di Hassan Rohani è stata riconfermata con oltre il 50% delle preferenze. I cittadini iraniani, specialmente i giovanissimi, hanno preferito la continuità di un cammino più riformista rispetto al ritorno a una rigida ideologia clericale

maggio, 2017

  • 18 maggio

    Verso le presidenziali in Iran

    Il 19 di maggio i cittadini iraniani saranno chiamati al voto per scegliere il prossimo Presidente della Repubblica. L’attuale presidente Rohani sembra essere il candidato favorito, ma dovrà scontrarsi con la linea dura conservatrice e le critiche sul suo primo mandato