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Andrea Martire

Andrea Martire

Dottore in Scienze Politiche press “La Sapienza” di Roma, Master in Commercio Internazionale. Nella vita mi occupo di dinamiche ambientali e di politiche agroalimentari. Ho trovato riparo presso il think tank che è Il Caffé Geopolitico, luogo virtuoso che non si accontenta di esistere; vuole eccellere. Ho accettato la sfida e le dedico tutta l’energia che posso. Per il Caffè ho pubblicato un saggio su Expo  e seguito il relativo speciale di approfondimento. Appassionato di bossa nova, coordino il desk America Latina e quello relativo all’Ambiente.  L’impegno quotidiano con il Caffé è un arricchimento che altrimenti non avrei con la consapevolezza che, forse, riusciamo anche ad aiutare qualcuno ad avvicinarsi alla corretta Cultura degli Esteri.

dicembre, 2017

  • 27 dicembre

    Il Perù si infiamma per Fujimori

    Ristretto – Alberto Fujimori, 79 anni, già presidente del Perù dal 1990 al 2000, ha ricevuto l’indulto dal Presidente Kuczynski

novembre, 2017

  • 21 novembre

    Elezioni presidenziali in Cile, ballottaggio tra Piñeira e Guiller in dicembre

    Ristretto – Sebastiàn Piñeira, leader di Renovaciòn Nacional, già presidente dal 2010 al 2014, ha sfiorato il 40% dei consensi alle elezioni presidenziali cilene tenutesi la scorsa domenica. Il risultato è positivo ma non è bastato per aggiudicarsi subito la partita. Piñera dovrà vincere anche il ballottaggio del 17 dicembre per tornare ad essere l’inquilino della Moneda. Il suo sfidante sarà Alejandro Guiller, sociologo e rappresentante del centro sinistra targato Partido Radical. Piñera, miliardario, si pone come liberista puro ma non viene considerato come una proposta nuova; la strana politica economica della Bachelet, progressista che ha messo in pratica tagli alla spesa pubblica e reso a pagamento la scuola, ha probabilmente innescato voglia di cambiamento che è stata intercettata soprattutto dalla candidata della sinistra radicale, giunta terza ed esclusa dal ballottaggio, la giornalista Beatriz Sanchez, del Frente Amplio. Il suo pacchetto di voti (il 20%) fa gola a Guiller (che ha preso il 22,50%) e obbliga Piñeira (fermatosi al 37%) a scendere a patti con gli ultraconservatori di José Antonio Kast, che si rifà direttamente a Pinochet, giunti quasi al 7%. Per vincere, Piñeira dovrà mostrarsi difensore della democrazia e rispettare i valori fondanti della repubblica odierna senza sconfessare Kast mentre Guiller dovrà tendere al centro senza indispettire il Frente Amplio. La partita è tutta da giocare. Andrea Martire  

ottobre, 2017

settembre, 2017

luglio, 2017

aprile, 2017