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Altea Pericoli

Altea Pericoli

Nata a Bari nel 1992, all’età di 18 anni mi sono trasferita a Milano dove ho cominciato il mio percorso universitario. Dopo una laurea triennale in Lingue per le Relazioni Internazionali, ho proseguito con una laurea specialistica in Politiche per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo presso l’Università Cattolica e sto conseguendo il Diploma in “Sviluppo e cooperazione internazionale” presso l’ISPI di Milano. Prima della passione per le Relazioni Internazionali c’è il mio amore per il mondo arabo. Questo amore mi ha portato a vivere per qualche tempo in Marocco, dove ho scritto la mia tesi di laurea e tra i suoi mari e i suoi deserti ho trovato la mia seconda casa.

dicembre, 2017

  • 6 dicembre

    Marocco e Unione Europea: un’interazione complessa

    In 3 sorsi – Gli accordi e le relazioni con il Marocco costituiscono uno dei punti fermi della politica di vicinato dell’Unione Europea, dal momento che il Paese risulta essenziale per interessi commerciali e non solo

ottobre, 2017

  • 19 ottobre

    Il Marocco e la minaccia jihadista: tra radicalizzazione e narco-jihadismo

    In 3 sorsi – Dopo il fenomeno dei foreign fighters partiti dal Marocco per unirsi allo Stato Islamico, ora la minaccia jihadista viene dal Sahel, dove Al-Qāʿida del Maghreb Islamico ha consolidato il proprio potere e sta sfruttando le reti del narcotraffico marocchino per autofinanziarsi

settembre, 2017

  • 6 settembre

    Le rivolte nel Rif: una “Primavera” per il Marocco?

    In 3 sorsi – Le rivolte partite dalla regione settentrionale del Rif nell’ottobre scorso stanno prendendo piede in tutto il Marocco. I manifestanti sono diventati il simbolo di un malcontento popolare generalizzato che si oppone a un potere finora indiscusso, le cui promesse di cambiamento non sono più sufficienti

luglio, 2017

  • 18 luglio

    “L’eccezione marocchina” tra spinte democratizzanti e squilibri interni

    In 3 sorsi – Il Regno del Marocco appare oggi come il Paese più stabile del contesto del Maghreb ma nasconde in sé molte contraddizioni. L’impegno di Muhammad VI nell’elaborazione delle riforme costituzionali non è bastato a risanare vecchie ferite come nella regione berbera del Rif, dove le proteste continuano a destabilizzare l’equilibrio interno