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Alessandro Gaini

Alessandro Gaini

Italiano espatriato in Brasile per lavoro. Classe 1989. Laureato in Studi Politici all’Università di Firenze, dopo un soggiorno di un anno a Londra, sono approdato a Roma dove ho conseguito la magistrale in Scienza del Governo. Ho frequentato il master dell’Istituto per il commercio estero sull’internazionalizzazione delle imprese italiane. Mi occupo di export e strategia internazionale per le imprese, lavoro attualmente nel settore dell’ecologia industriale per la filiale di San Paolo di un’azienda italiana. Sono da sempre amante di geopolitica e di lingue straniere.

ottobre, 2016

  • 17 ottobre

    Brasile, quali fonti di energia per un futuro più indipendente?

    Il Brasile dispone di risorse naturali che consentono una elevata diversificazione in fatto di energia, nonostante ciò l’obiettivo degli ultimi governi è stato quello di ampliare la filiera per l’approvvigionamento. I problemi non mancano e, soprattutto, quando si tratta di distribuire l’energia sul territorio nazionale, le infrastrutture dimostrano di non essere ancora all’altezza delle grandi sfide energetiche Advertisements

maggio, 2016

aprile, 2016

novembre, 2015

  • 9 novembre

    Italia-Brasile. Tra opportunità e delusioni (1)

    Affinità culturali. Importanti legami politici ed economici. Il Brasile è il Paese dove risiedono più italiani o discendenti di italiani al mondo. San Paolo è la città più italiana sulla terra dopo Roma. Tutto questo potrebbe far pensare ad antichi rapporti privilegiati, ma non sempre il Paese della samba è così accogliente come sembra, specialmente per le nostre imprese che comunque continuano a investire. Luci e ombre di un rapporto latino.

ottobre, 2015

  • 2 ottobre

    Que Pais é esse? I dilemmi del Brasile

    Dopo anni di crescita galoppante il Brasile si è fermato di colpo e ha cominciato la sua turbolenta discesa verso la recessione. Il real si svaluta nei confronti di euro e dollaro, le agenzie di rating tagliano il grado di fiducia nei confronti del Paese , gli investimenti si fermano e la produzione industriale perde quasi il 7% nel 2015. Il Governo Rousseff è schiacciato dalla corruzione che coinvolge politici e imprenditori legati alla Petrobras. Ma quanto è profonda la crisi brasiliana? E se dopotutto questa crisi fosse “gestibile”?