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In 3 sorsi – L’ex colonia di lingua inglese, l’Honduras britannico che ha cambiato il nome in Belize nel 1973 e ha ottenuto la piena indipendenza nel 1981, vanta tassi di criminalità eccezionali.

1. BELIZE, OMICIDI E CRIMINALITÀ

Noto ai più per lo snorkeling, le spiagge caraibiche, le rovine maya e il Great Deep Blue Hole per gli amanti delle immersioni, ma più tristemente per le vicende legali del noto programmatore antivirus John McAfee, il Belize, mesoamerica, rimane ancora una delle aree più pericolose del pianeta, con il terzo tasso di omicidi più alto al mondo. Tra il 2000 e 2010 il tasso di omicidi è più che triplicato, arrivando a 39 casi per 100mila abitanti e toccando nel 2018 i 90 morti ammazzati per 100mila abitanti. Un aumento dei sequestri di droga e di armi lungo il confine con il Messico e la crescente presenza dei Los Zetas ha visto la piccola nazione caraibica a poche ore da Playa del Carmen aggiunta alla lista degli Stati Uniti dei Paesi coinvolti nel narcotraffico. Governo e polizia del Belize hanno fatto diversi tentativi per mediare la situazione nella speranza di ridurre la violenza, ma finora hanno avuto scarso successo.

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Fig. 1 – Il famoso Great Blue Hole, ritrovo degli appassionati di immersioni

2. I CARTELLI DELLA DROGA CONTROLLANO IL BELIZE

Le Autorità del Belize hanno espresso la preoccupazione negli ultimi anni che la violenta banda messicana dei Los Zetas possa essere attiva lungo il confine con il Guatemala, un altro Paese in cui il gruppo ha una forte presenza, notando che anche un’altra organizzazione criminale messicana, il cartello di Sinaloa, ha legami con il Belize. Ciò è stato apparentemente confermato nell’agosto 2012, quando il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha disposto sanzioni su tre presunti trafficanti di droga in Belize ritenuto «associati chiave» del cartello Sinaloa. Oltre ai gruppi criminali messicani, ci sono le violentissime bande centroamericane coinvolte nel contrabbando di beni acquistati nella zona di libero scambio Corozal verso El Salvador, Guatemala, Messico e Honduras. Funzionari della United States Immigration and Customs Enforcement (ICE) lo hanno confermato, facendo riferimento a un numero crescente di membri aggressivi e mortali dell’MS13 nel PaeseNonostante la presenza di attori criminali transnazionali, la maggior parte delle violenze in Belize è ancora guidata da bande domestiche che si dedicano al traffico di droga locale e alle rapine, e la violenza è concentrata principalmente a Belize City, ultimamente nota per macabri ritrovamenti di resti umani. Il Ministero della Sicurezza nazionale ha dichiarato che l’85% di tutti gli omicidi in Belize sono il risultato di rivalità tra bande e a Belize City si verifica il 90% di tutti i reati nel Paese. Le bande di strada del Belize si ispirano alle bande rivali degli Stati Uniti, i Bloods e i Crips.

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Fig. 2 – Le armi, sono il prodotto più trafficato tra Messico e Belize

3. BELIZE PONTE PER IL TRAFFICO DI ARMI VERSO IL MESSICO 

Il Belize è un punto di transito per il commercio di armi, con i trafficanti che sfruttano i deboli controlli alle frontiere per spostare le armi nei vicini Guatemala e Messico, oltre che in HondurasLe forze di polizia del Belize sono dotate di risorse insufficienti nelle aree dove sono presenti, hanno una scarsa formazione e una supervisione limitata, fattori che hanno alimentato inefficienze e abusi. Il Prosecutorial Reform Index (PRI) per il Belize, condotto dall’American Bar Association (ABA), ha rilevato che il tasso di condanna per omicidio in Belize era nel 2011 di un caso su dieci. Inoltre, l’ABP ha evidenziato che l’ufficio del Director of Public prosecutions (DPP) non ha le risorse necessarie per svolgere efficacemente il proprio ruolo. In Belize, infatti, non esiste neanche una vera polizia scientifica. Il sistema penitenziario è supervisionato dal Ministero della Sicurezza Nazionale e c’è solo una prigione nel Paese, la prigione centrale del Belize, gestita da una ONG locale, la Fondazione Kolbe. Sebbene il sovraffollamento non sia un problema, nel 2012 il carcere aveva una capacità del 67% circa – le condizioni nella prigione non rispettano gli standard internazionali, secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Inoltre, secondo il Centro internazionale per gli studi penitenziari, il Belize è al 23mo posto a livello mondiale nella classifica del rapporto tra numero di detenuti e popolazione. Esperti internazionali hanno anche raccomandato che il Belize utilizzi misure meno punitive per quanto riguarda le pratiche di detenzione dei giovani. Infine, considerato che la moneta locale è agganciata al dollaro statunitense e che il Paese è un centro bancario e societario offshore, il Belize è identificata dal Dipartimento del Tesoro e dal Dipartimento di Stato di Washington come centro di lavaggio di narcodollari. Va anche detto che il FMI è in fervido contatto con le Autorità del Belize per introdurre per la prima volta in America latina la famosa legislazione Dodd Frank, che preverrà qualsiasi abuso del sistema finanziario-bancario negli anni a venire, eliminando di fatto un’industria, quella offshore, che ha aiutato i cartelli messicani a far evaporare milioni di dollari sotto il naso della DEA.

Ivan Memmolo

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