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Hotspot – Con la fine dell’embargo statunitense nei confronti del Sudan ci si sarebbe aspettati un riavvicinamento tra il Paese africano e Washington, me è invece emerso un altro attore

Il Presidente sudanese Omar al-Bashir ha deciso di intavolare delle trattative di cooperazione con la Russia di Putin, preferendo questa strada al riavvicinamento agli Stati Uniti.

I due Presidenti, infatti, si sono ritrovati più volte in terra russa per discutere degli sviluppi sulle relazioni tra i due Paesi. La principale preoccupazione per al-Bashir è quella di ottenere un flusso di investimenti da parte di uno Stato estero, così da sviluppare il proprio reparto energetico, messo a dura prova dalla secessione del Sud Sudan nel 2011, e il terziario. Un altro punto su cui si è discusso è certamente la cooperazione militare.

Il Presidente africano deve, infatti, fronteggiare numerosi gruppi di oppositori, interni ed esterni, che ne minano l’autorità. Per questo l’appoggio militare russo sarebbe di grande aiuto ad al-Bashir per preservare il potere. Non a caso, alcuni gruppi di contractor russi sono stati impiegati contro i dimostranti dell’opposizione durante le manifestazioni del 31 dicembre scorso.

Al-Bashir si è inoltre reso disponibile alla costruzione di una base aerea per l’aviazione russa sulle coste del Mar Rosso e a equipaggiare le proprie Forze Armate con jet russi SU-30 e sistemi di difesa missilistica terra-aria.

A sottolineare la nuova rotta di politica internazionale, il Presidente sudanese ha preso posizioni gradite a Mosca anche in Medio Oriente. Prima fra tutte è stata la recente visita a sorpresa a Damasco, in cui al-Bashir ha incontrato la sia controparte siriana, Bashar al-Assad, per discutere della situazione del mondo arabo.

La frattura con Washington è stata rimarcata proprio dalle dichiarazioni finali della visita, in quanto entrambi i Capi di Stato hanno condannato gli USA come unici responsabili degli attuali conflitti mediorientali.  Inoltre al-Bashir si è espresso contro un’eventuale guerra con l’Iran in seno alla Lega Araba.

Alessio Baccinelli

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Le immagini sono state inviate alla redazione da fonti locali

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Alessio Baccinelli

Classe 1990 dalla provincia di Brescia, decido di affrontare un nuovo percorso di vita dopo un’esperienza di volontariato in Mozambico e una parentesi lavorativa post-diploma. Per questo decido di avvicinarmi al mondo accademico iscrivendomi alla facoltà di Scienze Linguistiche per le Relazioni Internazionali, appassionandomi da subito al mondo della politica estera. In facoltà riesco ad agganciarmi all’ormai fu progetto “Geopolitical Atlas” in cui mi specializzo nella produzione di analisi grafiche di scenari geopolitici. Grazie al percorso linguistico mi avvicino al mondo russo, senza dimenticare la passione per l’Africa e per i luoghi meno battuti. Trasferitomi a Copenhagen, decido di iniziare il master in International Development Studies and Global Studies presso la Roskilde University.