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In 3 sorsi – Negli ultimi mesi si sono riaperte le dispute territoriali tra Singapore e Malesia. Da una parte, la Malesia ha annunciato di voler espandere i confini del porto di Johor Bahru, dall’altra, Singapore ha fatto sapere di voler inaugurare nuove rotte aeree per l’aeroporto di Seletar.

1. LA CRISI ATTUALE

Da quando la Repubblica di Singapore ha rivendicato la propria indipendenza dalla Malesia nel 1965, numerose sono state le controversie sorte tra i due Paesi negli anni seguenti. La più recente è di duplice natura: da una parte, la disputa riguarda i confini marittimi della Malesia, dall’altra interessa lo spazio aereo che divide i due Stati.
Il 25 ottobre 2018 il Governo malese ha annunciato di voler estendere i confini del porto di Johor Bahru. La risposta di Singapore è stata immediata: secondo il ministro dei Trasporti singaporiano, un’estensione di questi confini significherebbe uno sconfinamento nelle acque su cui Singapore ha sovranità. Inoltre è stata riportata la presenza di navi malesi nelle acque territoriali singaporiane al largo di Tuas. Di contro, la Malesia ha respinto ogni accusa affermando che l’estensione del porto di Johor Bahru rimarrà all’interno dell’area di competenza malese.
Il secondo motivo di conflitto tra i due Stati riguarda la volontà da parte di Singapore di aprire da gennaio 2019 nuove rotte aeree per l’aeroporto di Seletar. La Malesia si è già opposta fermamente a questo progetto in quanto le nuove rotte andranno a influenzare negativamente lo sviluppo del distretto di Johor, il quale si trova esattamente di fronte all’aeroporto.

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Fig. 1 – Un’isola circondata dalla Malesia: questa cartina geografica mostra perfettamente il motivo alla base delle tensioni tra Singapore e il suo vicino settentrionale

2. LE DISPUTE PASSATE

Le origini delle controversie territoriali tra Singapore e Malesia risalgono a fine anni Settanta del secolo scorso. Infatti, nel 1979 la Malesia pubblicò una mappa indicante le acque territoriali di sua appartenenza in cui venne inclusa anche l’isola di Pedra Branca. Date le forti proteste di Singapore, il quale rivendicava l’appartenenza di Pedra Bianca all’interno dei propri confini, nel 1995 i Governi dei due Stati firmarono un accordo che delimitasse ufficialmente i confini marittimi tra Malesia e Singapore. L’accordo, fatte eccezioni per alcune modifiche apportate nel 1999, è rimasto inalterato fino a ottobre 2018. Nonostante ciò, la disputa circa Pedra Branca è proseguita fino al 2008, quando la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito l’appartenenza dell’isola a Singapore.
Anche le dispute sullo spazio aereo tra i due Stati risalgono agli anni Settanta, ovvero da quando Singapore ha iniziato a gestire l’intero traffico aereo nella zona che separa i due Stati.

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Fig. 2 – I leader ASEAN durante il 33esimo summit di Singapore (novembre 2018)

3. LE DIFFICILI RELAZIONI BILATERALI TRA I DUE PAESI

Al momento la situazione tra i due Stati non si è ancora distesa. Infatti, nonostante la visita istituzionale da parte del primo ministro malese Mahathir Mohamad a Singapore durante il summit annuale dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN), la tensione è continuata a crescere durante il mese di dicembre. Il ministro dei Trasporti singaporiano auspica una risoluzione pacifica della controversia, ma ha anche annunciato una presa di posizione forte da parte del proprio Governo, in quanto le navi malesi si trovano ancora nelle acque territoriali di Singapore. La Malesia continua a sostenere la propria innocenza, ma, allo stesso tempo, non ha ancora rimosso i propri vascelli al largo di Tuas.
Osservando le relazioni bilaterali tra i due Paesi, questa controversia territoriale si inserisce in un quadro relativamente complesso. Infatti a novembre Mahathir ha chiesto una modifica dei prezzi di fornitura dell’acqua a Singapore. Inoltre il premier malese ha annunciato di non voler più portare avanti il progetto di costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità tra Kuala Lumpur e Singapore iniziato dal suo predecessore Najib Razak.
Bisognerà tuttavia aspettare i risultati del prossimo incontro tra i due ministri degli Affari Esteri previsto per metà gennaio per conoscere le prossime mosse dei due Stati.

Tiziana Petrucci

 

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Tiziana Petrucci

Dopo aver frequentato un corso di lingua cinese durante il quarto anno di liceo, ho deciso di continuare lo studio di questa lingua con una Laurea Triennale in Scienze della Mediazione Linguistica e Culturale. Dopo essermi laureata nel 2016, ho cercato un corso di Laurea Magistrale che unisse la mia passione per la Cina e la sua cultura con un altro mio grande interesse: le relazioni internazionali. Per questo motivo, ho scelto il corso Scienze Internazionali – China and Global Studies che mi ha portato ad ottenere a novembre 2018 un Double Degree presso l’Università degli Studi di Torino e presso la Zhejiang University in Cina. Durante questi cinque anni universitari ho vissuto due volte in Cina (nell’estate 2014 e da settembre 2017 a settembre 2018), ho trascorso un semestre in Norvegia come studentessa Erasmus e ho effettuato un tirocinio presso la sede di Pechino di ITA (Italian Trade Agency).