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In 3 sorsi – Le ultime notizie sulle vicende giudiziarie di Cristina Kirchner rendono necessario un riassunto, data l’apertura dei processi e le prossime elezioni presidenziali argentine, previste per ottobre 

1. L’INIZIO DEL TRACOLLO

Le vicende giudiziarie dell’ex presidente argentino Cristina Kirchner cominciarono a divenire una questione compromettente quando, nel 2017, il giudice federale Claudio Bonadio chiese il suo arresto all’interno delle indagini per dimostrare un tentativo di copertura del presunto coinvolgimento dell’Iran nell’attentato al centro ebraico di Buenos Aires nel 1994, che provocò 85 vittime. In precedenza, nel 2015, il giudice Daniel Rafecas aveva deciso di non incriminare il presidente Kirchner, mentre il procuratore generale Alberto Nisman fu rinvenuto morto suicida prima di aggiornare il Parlamento sulle sue indagini – le quali lo portarono ad accusare Kirchner di aver compiuto l’illecito. Il motivo dietro il tentativo di copertura sarebbero stati vantaggiose vendite di petrolio per attenuare la crisi energetica argentina.
La polizia perquisì tre case di sue proprietà, mentre il giudice Claudio Bonadio – titolare dell’inchiesta – richiese la revoca parziale dell’immunità da senatrice, ottenuta un paio di giorni prima a seguito di un voto nel Senato in cui la stessa Kirchner aveva espresso parere favorevole – istruendo i propri colleghi a fare altrettanto.
Secondo il giudice Bonadio, durante la Presidenza di Nestor Kirchner «venne allestito un sistema di raccolta illegale che continuò durante la Presidenza di sua moglie», la quale assieme al marito era fra coloro che «davano le direttive e gli ordini per lo sviluppo delle manovre investigate, così come i beneficiari finali delle stesse».
A rendere ancor più complesso il caso è la mancanza di prove sul fatto che Cristina Kirchner ricevette le tangenti in prima persona, fatto che però per il giudice non costituisce una prova di innocenza, né porta a escludere la sua responsabilità all’interno della vicenda.
Nodo nevralgico della trama di corruzione sarebbe l’ex ministro della Pianificazione Julio de Vido, il quale sarebbe stato il collegamento fra gli imprenditori interessati a inserirsi nelle opere pubbliche oggetto di trattativa e il Governo.

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Fig. 1 – L’ex presidente Cristina Kirchner

2. GLI ULTIMI SVILUPPI

Si profilano guai all’orizzonte per l’ex presidente argentino Cristina Kirchner: come stabilito dal tribunale federale, l’iconica rappresentante del peronismo di sinistra dovrà essere sottoposta a un processo per corruzione. Assieme a lei una dozzina di persone fra imprenditori e ufficiali pubblici verranno giudicati, dopo che per loro è scattato l’arresto. Le accuse risalgono agli anni fra il 2005 e il 2015, coinvolgendo la Presidenza di Nestor Kirchner, nonché i mandati di Cristina.
L’iter giudiziario parte dallo scandalo dei cosiddetti corruption notebooks, ossia otto quaderni – ricevuti da un giornalista de La Nacion nel 2018 – sui quali l’autista dei Kirchner, Oscar Centeno, ha annotato una serie di informazioni legate a flussi di denaro che egli stesso avrebbe dovuto ritirare da imprenditori argentini, soldi dati in cambio di aiuti di Stato concessi dalla coppia presidenziale. I fatti coprono un arco temporale di oltre 12 anni. È doveroso precisare che i quaderni di Centeno contengano riferimenti a uno scambio di denaro – in minimo 87 occasioni – presso l’abitazione condivisa dai coniugi Kirchner che, al momento, non è stato ancora provato.
Un ulteriore scandalo di corruzione tocca anche Maximo e Florencia Kirchner, figli dell’ex Presidente, i quali sono stati chiamati a comparire a loro volta nell’ambito del caso Hotesur. Si tratta di un’inchiesta relativa a un presunto riciclaggio di denaro compiuto all’interno della società di hotel Hotesur. Per questo caso Cristina Kirchner sarà chiamata a rispondere delle accuse di essere a capo di associazione illecita e di riciclaggio, mentre i figli sarebbero coinvolti in quanto complici.
Le udienze inizieranno nei primi mesi del 2019. In particolare, il 26 febbraio inizierà il processo per favoreggiamento di Lazaro Baez all’interno di alcune opere pubbliche che vede l’ex Presidente come principale imputata. Tuttavia l’incarcerazione di Cristina Kirchner necessita dell’approvazione da parte del Senato per i due terzi dei membri, fatto che rende la collaborazione degli altri ambienti del peronismo necessaria.
Il rischio concreto, vista la lunghezza massima delle sentenze argentine, è che Cristina Kirchner possa essere condannata a 35 anni di carcere, senza considerare il possibile esito negativo di altri processi che la vedono imputata.

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Fig. 2 – La senatrice Kirchner esce dal tribunale federale lo scorso settembre

3. ELEZIONI IN VISTA

La Direzione nazionale elettorale argentina ha stabilito la data delle elezioni generali al 27 ottobre 2019, con un eventuale ballottaggio fissato al 24 novembre. Essendo le date dei primi processi previste per febbraio dello stesso anno, è evidente che gli sviluppi delle udienze avranno delle ripercussioni considerevoli sulle imminenti votazioni – come fu nel caso di Lula da Silva in Brasile.
Il presidente uscente Mauricio Macri correrà per il secondo mandato, prevedendo di dover affrontare nuovamente Cristina Kirchner come avversario designato del peronismo di sinistra. Le vicende giudiziarie non hanno impedito a quest’ultima di essere eletta senatrice ed è difficile prevedere se la sua capacità di correre alle elezioni verrà compromessa. Tuttavia il fronte peronista rimane diviso, con il Partido Justicialista da una parte e il kirchnerista Frente para la Victoria dall’altra. Alcuni sondaggi e proiezioni sono stati realizzati recentemente, nonostante manchino mesi al confronto elettorale e, sebbene i dati richiedano cautela nell’essere trattati, mostrano uno scenario interessante: Macri uscirebbe vincitore nel caso di un confronto con Cristina Kirchner, mentre verrebbe sconfitto in caso di confronto con il candidato peronista moderato Sergio Massa. Quest’ultimo interpreta un peronismo inclusivo, contrapposto al kirchnerismo, ma si dovrà aspettare per capire se una sua candidatura a Presidente potrà sostenere il primo turno delle elezioni e arrivare al ballottaggio di novembre – e contro chi.

Riccardo Antonucci

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Sono nato a Roma il  29 gennaio 1996.Ho studiato presso la LUISS Guido Carli Scienze Politiche indirizzo Politics, Philosophy and Economics. Attualmente studio Energy Security Studies presso la Masaryk University. Ho diretto il giornale universitario Globe Trotter presso la LUISS e svolto l’attività di speaker per The International Newsroom (programma di approfondimento di geopolitica su RadioLuiss). Alla passione per la geopolitica unisco la mia personale mania per la scrittura (nel 2016 è stato pubblicato il mio primo saggio E – Politics. Riflessioni per una nuova dialettica politica), nonché il desiderio di intraprendere la carriera accademica o comunque legata alla ricerca.