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In 3 sorsi Come si acquisisce la cittadinanza italiana? Quanti sono gli stranieri nel nostro Paese e qual è il loro status? Vediamo con un articolo in due parti che cosa prevede la legge in Italia.

Prima parte

1. CITTADINANZA: DEFINIZIONE DI UN DIRITTO

Per definizione, la “cittadinanza” è lo status giuridico che denota l’appartenenza di un soggetto a una certa comunità politica, sociale e geografica: uno Stato. In termini giuridici, la cittadinanza è l’espressione di un legame reale ed effettivo tra lo Stato e l’individuo attraverso una manifestazione di interessi e sentimenti tendente a una reciprocità di diritti e obblighi. Il legame di cittadinanza è più complicato da definire se un individuo è immigrato in un Paese straniero. Nel caso di individui apolidi, la Convenzione sullo Statuto degli apolidi del 1954 delinea i diritti e le misure di protezione che devono essere garantiti alle persone prive di cittadinanza. Ciò nonostante, oltre 10 milioni di persone in tutto il mondo ne sono ancora prive. Nel caso del rifugiato, invece, il legame deve essere distinto dal punto di vista giuridico dall’apolide, poiché si tratta di uno straniero che gode di un regime particolare di protezione nello Stato di accoglienza, in considerazione delle persecuzioni per ragioni di razza, di religione o di credo politico di cui è stato vittima nel proprio Stato.

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Fig. 1 – Migranti manifestano a Roma in favore dell’introduzione della legge sullo Ius Soli

 2. GLI STRANIERI E LA CITTADINANZA ITALIANA

Negli ultimi anni l’Italia ha accolto un ampio numero di migranti con l’intento di attuare le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute per garantire allo straniero – al quale sia impedito nel suo Paese d’origine l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana – il diritto d’asilo nel territorio della Repubblica italiana, in applicazione dell’art. 10.3 della Costituzione. Secondo una statistica dell’UNHCR, alla fine del 2017 l’Italia ha accolto 354.698 migranti, di cui 186.335 sono rifugiati, 186.648 in attesa di protezione internazionale e 715 apolidi. Alcuni dati Istat mostrano come sul territorio siano presenti 3.714.137 cittadini non comunitari, di cui 760mila minori nati in Italia. Il “mosaico delle nazionalità” è particolarmente variegato: la maggior parte proviene da Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine. Nel biennio 2016-2017 si osserva un rilevante aumento di acquisizioni di cittadinanza da parte di stranieri provenienti soprattutto da Marocco e Albania.

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Fig. 2 – L’Italia sono anch’io è la campagna nata per promuovere il diritto di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera

3. COME SI DIVENTA CITTADINI ITALIANI

L’istituto della cittadinanza italiana, allo stato attuale, è regolato dalla legge n. 91 del 5 febbraio 1992, che si fonda sul principio dello ius sanguinis, secondo il quale acquisisce la cittadinanza italiana colui o colei che abbia padre o madre cittadini. L’applicazione del principio dello ius soli è residuale, legata a casi specifici. Alcuni esempi: se al momento della nascita in territorio italiano entrambi i genitori siano ignoti o apolidi; non sia possibile acquisire la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato cui essi appartengono; entrambi i genitori siano ignoti e non sia trovato il possesso di altra cittadinanza. La legge prevede l’acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione concessa per residenza e matrimonio. In quest’ultimo caso, il cittadino straniero deve convivere e risiedere in Italia per almeno due anno dopo il matrimonio (ora “quarantotto mesi” ex Decreto Legge 4 ottobre 2018 n. 113 in materia di cittadinanza).

 Ornella Ordituro

Immagine di copertina: Pixabay, licenza CC0

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