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In 3 sorsiIl 19 dicembre si svolgerà il secondo turno delle elezioni presidenziali in Madagascar, in cui si sfideranno Andry Rajoelina e Marc Ravalomanana.

1. IL PAESE AL VOTO

Il 7 novembre i cittadini del Madagascar si sono recati ai seggi per scegliere il nuovo Presidente, che viene eletto secondo un sistema uninominale a doppio turno. Dal momento che nessuno dei 36 candidati ha raggiunto la maggioranza assoluta, sarà necessario attendere il 19 dicembre, data del secondo turno, per l’esito finale. A sfidarsi in questa occasione saranno due ex Presidenti, Andry Rajoelina e Marc Ravalomanana, che hanno ottenuto rispettivamente il 39,19% e il 35,29% dei voti, con un’affluenza di circa il 40%. La campagna elettorale si è concentrata su alcuni problemi storicamente dibattuti: sviluppo economico, lotta alla corruzione, disoccupazione e miglioramento dell’accesso ai servizi di base. Oggi il Madagascar non naviga in buone acque. Secondo l’Indice di Sviluppo Umano, il Paese si classifica 161° su 189, mentre per la Banca Mondiale l’80% della popolazione vive in condizioni di estrema povertà. La pubblicazione dei risultati elettorali da parte della Commissione elettorale (CENI) ha subito forti contestazioni, dato che molti dei candidati hanno sollevato il sospetto di irregolarità e frodi. Lo stesso Presidente uscente, Hery Rajaonarimampianina, ha chiesto l’annullamento dello scrutinio da parte della Corte costituzionale.

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Fig. 1 – Andry Rajoelina, il candidato più votato al primo turno

2. DIECI ANNI, TRE PRESIDENTI

Nel 2009 il Madagascar è stato colpito da una crisi dalla quale non si è mai veramente ripreso. Il motivo scatenante è stato il colpo di Stato intentato da Andry Rajoelina ai danni dell’allora presidente Marc Ravalomanana, al secondo mandato. Ravalomanana era stato accusato per i metodi autoritari adottati nei confronti della popolazione e per aver anteposto i propri interessi a quelli della popolazione. Rajoelina aveva dato voce al crescente malcontento popolare contestando Ravalomanana e costringendolo alle dimissioni. Tuttavia, dopo aver preso il potere, non è riuscito a risolvere i problemi del Paese e, anzi, molti critici sostengono che abbia provocato l’allontanamento degli investitori esteri, esasperando la situazione di recesso economico. Nel 2013 Rajoelina è stato sostituito da Hery Rajaonarimampianina, che è rimasto al potere fino all’8 settembre, quando ha rassegnato le dimissioni.

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Fig. 2 – Marc Ravalomanana, arrivato secondo al primo turno delle presidenziali

3. CHI SONO I DUE CONTENDENTI?

Marc Ravalomanana è Presidente dell’azienda casearia Tiko, è nato da una famiglia di origini umili e nel 1999 ha fondato il partito Tiako i Madagasikara. Nello stesso anno è entrato in politica, diventando Sindaco della capitale Antananarivo. Nel 2001 ha ottenuto la Presidenza, riuscendo a sconfiggere l’allora capo dello Stato Didier Ratsiraka. Durante il suo primo mandato, il Madagascar ha vissuto una fase di forte crescita economica, con una media di circa il +7% annuo. Dopo la rielezione nel 2006, Ravalomanana è stato contestato dall’opposizione per le sue misure repressive, ponendo così le basi per l’ondata di proteste popolari che ha portato al potere Rajoelina. Andry Rajoelina, candidato per il partito Young Malagasies Determined, era un disc jokey, successivamente diventato un imprenditore nel settore dei media radiotelevisivi. Anche lui, proprio come Ravalomanana, ha iniziato la sua carriera come Sindaco della capitale. Quando, nel 2009, ha deposto Ravalomanana, è diventato, a 35 anni, il più giovane Presidente in carica nella storia del Madagascar

Veronica Frasghini