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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN

  • L’Emirato Islamico dell’Afghanistan ha rivendicato l’attacco che ha portato alla morte del generale afghano Abdul Raziq, ucciso durante un meeting tenutosi a Kandahar in presenza di Austin Miller, generale a capo dell’operazione NATO Resolute Support. Il generale Raziq era considerato uno degli uomini più potenti nel fragile Governo afghano e la sua morte può trascinare il sud del Paese in un’instabilità ancora più strisciante.
  • Lo Stato Islamico nel Khorasan ha rivendicato di aver ucciso e ferito circa 370 persone in diverse operazioni perpetrate in tutto il paese al fine di ostacolare il processo elettorale afghano.
  • Allo stesso modo, anche l’Emirato Islamico dell’Afghanistan ha rivendicato di aver compiuto 407 attacchi in tutto il Paese per impedire il regolare svolgimento del voto afghano, promettendo che i dettagli delle operazioni saranno espressi e comprovati da numerosi video e foto-reportage nelle prossime settimane.
Locandina di al Emarah Studio che annuncia il messaggio relativo alle operazioni compiute dal gruppo durante il periodo elettorale.
PAKISTAN

  • Le Autorità pakistane hanno rilasciato Abdul Ghani Baradar, cofondatore ed ex vice capo dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, arrestato a Karachi nel 2010 nel corso di un raid congiunto tra forze di sicurezza pakistane e forze speciali USA. La notizia è stata confermata anche dal portavoce ufficiale dei taliban afghani e sembra che il mullah Baradar goda ancora di buona fama nel gruppo. Probabilmente il suo rilascio è frutto di un parziale accordo nato dai recenti colloqui, che si stanno tenendo in Qatar, tra l’ufficio politico dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan e gli USA.
LIBIA

  • Lo Stato Islamico ha rivendicato un attacco nella cittadina di al Fuqaha, situata a sud di Sirte, nella Libia centrale. Durante l’azione quattro cittadini sono stati uccisi e circa una decina di persone sono state prese in ostaggio. 
SIRIA

  • Continuano le schermaglie tra il gruppo HTSHayat Tahrir al Sham – e il Fronte di Liberazione Nazionale, organizzazione ombrello che racchiude al suo interno le fazioni islamiste di Ahrar al Sham e Nour al Din al Zinki e appoggiata dalla Turchia. Gli ultimi scontri tra le due formazioni si sono verificati nel settore di Aleppo e hanno portato a circa venti perdite in entrambi gli schieramenti. Nel mentre, il gruppo Tanzim Hurras al Din, emanazione di al Qaeda in Siria, ha bersagliato a colpi di artiglieria le postazioni tenute dai lealisti delle SAA nei pressi del settore meridionale di Aleppo.
Immagine ritraente l’artiglieria del gruppo Tanzim Hurras al Din mentre bersaglia le postazioni delle SAA
SOMALIA

  • Trovato morto a Mogadiscio Mahad Moalim, uno dei leader dello Stato Islamico in Est Africa, la filiale dello Stato Islamico nata in Somalia in seguito a una scissione interna del gruppo al Shabaab. Fonti interne ai servizi di sicurezza somali hanno riferito che i parenti di Moalim avrebbero accusato altri leader locali dell’organizzazione di aver perpetrato l’omicidio, approfittando delle precarie condizioni di salute del vice emiro e per accelerare il processo di successione nel gruppo.
EGITTO

  • Lo Stato Islamico nel Sinai ha rivendicato l’attacco che ha colpito la comunità cristiano copta. I miliziani fedeli al sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi hanno assaltato due bus di fedeli che tornavano da un battesimo al monastero di San Samuele Confessore in Minya, a 260 chilometri dal Cairo. L’attacco ha provocato sette morti e circa 20 feriti.
Traduzione in inglese del comunicato ufficiale dello Stato Islamico diffusa dal canale Halummu
TURCHIA

  • Smantellata una cellula di sei terroristi legati allo Stato Islamico che progettava attacchi nella città di Adana, vicino al confine con la Siria. Le Autorità hanno riferito che l’attacco era in programma per il 29 ottobre e i dettagli sui sei arrestati, tra cui una donna, non sono ancora stati resi pubblici.
RUSSIA

  • I servizi di sicurezza russi (FSB) hanno smantellato una cellula dormiente dello Stato Islamico composta da sei elementi, nella regione di Mosca. Le persone arrestate avevano preso istruzioni da un cittadino, residente in Siria, di origine centro-asiatica. All’interno delle strutture perquisite sono state rinvenute armi automatiche e diversi manuali per costruire ordigni esplosivi. 
USA

  • Il Dipartimento di Stato degli USA ha aumentato il premio per chiunque porti informazioni utili alla cattura di Qasim al Raymi (10 milioni di dollari) e di Khalid Saeed al Batarfi (5 milioni). Sono entrambi membri di altissimo livello di al Qaeda nella Penisola ArabicaAQAP. Il primo è l’Emiro in carica e numero uno dell’organizzazione, succeduto a Nair al Wuhayshi dopo la sua morte per mano di uno strike americano. Il secondo è un membro al vertice dell’organizzazione, ex direttore del Consiglio della Shura del gruppo, con forti legami con l’Emirato Islamico dell’Afghanistan. Fu quest’ultimo, inoltre, a dare conferma della morte di Nair al Wuhayshi in un video comunicato.
L’inizio del primo episodio di “Demolishing of the Espionage”, serie diffusa da al Qaeda nella Penisola Arabica
JIHADIMEDIA

  • Al Malhaeem Media, il canale mediatico ufficiale di AQAP, ha diffuso il primo episodio di “Demolizione dello Spionaggio”, una serie di documentari che mira a spiegare come funziona il sistema di spionaggio adottato da sauditi e statunitensi per infiltrare i ranghi dell’organizzazione. In questo primo episodio, di circa un’ora di durata, si passano in rassegna le metodologie di reclutamento dell’intelligence e quali caratteristiche portano un soggetto a essere appetibile in vista di un potenziale reclutamento.
  • È nata una nuova rivista dei sostenitori dello Stato Islamico nel Kashmir, intitolata “Al Risalah – Messages from soldiers of Khilafah in Kashmir”. Gli articoli della rivista, come si nota dal titolo, sono quindi scritti da membri attivi dell’organizzazione che sta provando a imporsi, nonostante le molte difficoltà e le molte rivalità insite nella galassia jihadista, nel contesto regionale al confine tra India e Pakistan.

Valerio Mazzoni

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo NBA.