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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

IRAN

  • Nella città di Ahvaz, nella regione meridionale del Khuzestan, l’Iran ha subito un attacco terroristico durante una parata militare che celebrava l’anniversario della guerra contro l’Iraq. Il conteggio dei morti si è attestato a 29 persone, tra militari e civili, e i feriti sono oltre 60. Dell’attentato parleremo in modo più approfondito in un prossimo articolo, cercando di fare luce anche sulla questione controversa delle due rivendicazioni, portate avanti dal movimento al Azhaviya e dallo Stato Islamico.
PALESTINA

  • Il gruppo Hamas ha diffuso un comunicato di condoglianze verso l’Iran condannando aspramente l’attacco terroristico che ha colpito il Paese. Pochi giorni dopo la diffusione del comunicato, Jaish al Islam, gruppo jihadista attivo nella striscia di Gaza che ha dichiarato la proprio fedeltà allo Stato Islamico, ha affermato che 7 membri di Hamas hanno abbandonato l’organizzazione e si sono uniti ai suoi ranghi. 
Il simbolo di az Zallaqa Media seguito dai simboli delle altre agenzie mediatiche delle filiali di al Qaeda.
SIRIA

  • La comunità jihadista continua ad attendere un comunicato ufficiale del gruppo HTSHayat Tahrir al Sham in merito agli ultimi accordi di Sochi, stipulati tra Turchia e Russia, relativi al cantone di Idlib. Intanto il gruppo Tanzim Hurras al Deeni Guardiani della Religione, organizzazione che si definisce essere l’emanazione di al Qaeda in Siria, ha fortemente condannato gli accordi di Sochi attraverso un comunicato ufficiale del gruppo. Alcune fonti siriane riportano che il gruppo HTS abbia impedito al gruppo Tanzim Hurras al Deen di compiere una grande operazione nella regione di Latakia, dove era previsto l’utilizzo di cinque auto-bomba per colpire una base del regime siriano, al fine di far naufragare gli accordi tra Turchia e Russia. L’ideologo giordano Abu Muhammad al Maqdisi, figura di riferimento nel jihad siriano e molto vicino alle istanze di al Qaeda, continua a criticare fortemente il gruppo guidato da Abu Mohammad al Julani, colpevole di non portare più avanti operazioni militari contro il regime di Bashar al Assad e di aver permesso ai secolaristi turchi di entrare nel cantone di Idlib, e invita, velatamente, i jihadisti presenti in Siria a seguire l’esempio dell’organizzazione Tanzim Hurras al Deen.
NIGERIA

  • Alcune fonti locali affermano che Mamman Nur, vice comandante dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale, sia stato ucciso dai suoi stessi luogotenenti in seguito a dei violenti scontri all’interno dell’organizzazione. Mamman Nur era considerato la mente dietro all’alleanza tra la sua fazione scissionista di Boko Haram e lo Stato Islamico e si pensa che fosse lui il leader de facto dell’organizzazione. Abu Musab al Barnawy, infatti, sembrerebbe essere stato eletto come leader della filiale dello Stato Islamico solo in virtù del nome pesante che porta, essendo il figlio del fondatore di Boko Haram Mohammed Yussuf.
Foto diffusa da Amaq News Agency che ritrae i miliziani dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale in azione nei pressi del Lago Ciad.
GERMANIA

  • Grazie alla cooperazione tra varie agenzie d’intelligence europee, le Autorità tedesche sono state in grado di arrestare un giovane siriano di 21 anni nella città di Berlino. La persona arrestata, di cui non si conosce ancora l’identità per ragioni di privacy, stava reclutando uomini per lo Stato Islamico per poter poi effettuare un attacco chimico in Israele ed era giunto in Germania, via Libia, grazie a un passaporto falso. 
DANIMARCA

  • Le Autorità danesi hanno arrestato a Copenhagen due persone con l’accusa di aver acquistato dei droni per conto dello Stato Islamico. Non è ancora chiaro, in base alle dichiarazioni dell’autorità giudiziaria, se i componenti tecnici acquistati fossero da inviare nei teatri di guerra dove l’organizzazione opera o se dovessero essere riutilizzati per altre funzioni.
OLANDA

  • Un’imponente operazione antiterrorismo in Olanda ha portato all’arresto di 7 persone, di età tra i 21 e i 34 anni, nelle cittadine di Arnhem e Weert. La cellula terroristica aveva in mente di colpire un grande evento pubblico che si sarebbe tenuto in Olanda e il piano prevedeva l’utilizzo di armi automatiche, granate, cinture esplosive e di un veicolo bomba. Il luogo e l’evento da colpire non sono noti. La cellula smantellata gravitava attorno alla figura di un trentaquattrenne iracheno, che già nel 2017 aveva tentato di raggiungere lo Stato Islamico in uno dei suoi teatri operativi per adempiere al jihad. 
Traduzione in inglese dell’ultimo audio messaggio di Ayman al Zawahiri diffuso da al Andalus Media.
JIHADIMEDIA

  • Az Zallaqa Media, l’agenzia mediatica del gruppo JNIMJamaat Nasr al Islam wal Muslimin, ha diffuso un nuovo video intitolato And The Battle Continues. Nel video si afferma la volontà dell’organizzazione jihadista nel continuare a combattere i crociati francesi, colpevoli di portare avanti politiche coloniali nel Sahel e di oltraggiare la fede islamica. Viene mostrato l’attacco perpetrato dal gruppo al campo base della missione Barkhane a Timbuktu ad aprile 2018, che ospita anche le truppe MINUSMA, in cui i jihadisti usano delle divise sottratte a truppe francesi e maliane. La qualità della produzione mediatica, comparata ai precedenti video diffusi dal gruppo, è ulteriormente aumentata, facendo registrate un notevole salto di qualità. Il simbolo di az Zallaqa, negli istanti iniziali del video, è posto vicino ai simboli delle agenzie mediatiche di altre filiali di al Qaeda, a testimoniare l’appartenenza di JNIM al network globale di al Qaeda.
  • Al Andalus Media, agenzia mediatica del gruppo AQIMal Qaeda nel Maghreb Islamico, ha diffuso le traduzioni in inglese, francese e tedesco dell’estratto dell’ultimo audio messaggio di Ayman al Zawahiri, Come Fronteggiare l’America, dove il leader di al Qaeda invita ad adempiere al jihad nel Sahara e nel Sahel con qualsiasi mezzo disponibile.

                                                                                                             Valerio Mazzoni

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo NBA.