Puoi leggerlo in 2 min.

In 3 sorsi-AstroCaffè Le relazioni tra Stati Uniti e Canada sono quanto mai incerte: il Governo statunitense, con l’intenzione di superare il NAFTA, denunciato più volte da Trump come uno dei peggiori trattati commerciali stipulati dagli Stati Uniti, ha concluso un accordo preliminare con il Messico, che potrebbe potenzialmente tagliare fuori il Canada. Washington e Ottawa, tuttavia, intrattengono rapporti in molteplici settori, non ultimo quello spaziale.

1. CANADIAN SPACE AGENCY E NASA

Il Canada iniziò ad addentrarsi nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie spaziali fin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. I successi ottenuti e l’ottima qualità delle strumentazioni prodotte (il primo satellite lanciato in orbita, Alouette 1, rimase operativo per 10 anni, sebbene la durata prevista fosse di un solo anno) portarono nel 1989 all’istituzione vera e propria della Canadian Space Agency, attualmente operativa. Durante tutta la sua esistenza la CSA, da subito intenzionata a giocare un ruolo di primo piano a livello spaziale, ha operato sempre in stretta collaborazione con la NASA, partecipando a più di 500 progetti in comune con quest’ultima, 46 dei quali sono attualmente in svolgimento. I canadesi confidano inoltre nella possibilità di poter estendere la loro influenza in futuro, in particolare da quando Donald Trump si è dichiarato intenzionato a costituire una Space Force per poter mantenere ancora per lungo tempo la supremazia statunitense in campo spaziale – il che dovrebbe effettivamente portare a numerosi nuovi investimenti, alcuni dei quali potrebbero rivelarsi decisamente appetitosi per la CSA. Tuttavia, le tensioni a livello diplomatico-commerciale tra le due nazioni nordamericane non accennano a diminuire. Che influenza potrebbero avere a livello spaziale?

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Il logo della NASA al Kennedy Space Center, Florida

2. OVER THE HORIZON

I rappresentanti della NASA e della CSA sono abbastanza fiduciosi sul fatto che le divergenze politiche tra Canada e Stati Uniti non influenzeranno negativamente la cooperazione tra le due agenzie. Il 7 settembre si è difatti tenuto un forum presso il Wilson Center a Washington, uno dei più importanti think tank degli Stati Uniti, circa il futuro andamento delle relazioni spaziali tra i due Paesi. Scott Pace, Segretario esecutivo del neo-costituito National Space Council, ha dichiarato che, «pur non avendo l’autorità per poter affermare con sicurezza come e in quale misura la rinegoziazione del NAFTA influenzerà la collaborazione tra le due agenzie spaziali […] credo che lo spazio sia piuttosto speciale. L’importanza dello spazio, il mutuo interesse presente, sono attualmente ‘fuori pericolo’». Con lui ha concordato anche Sylvain Laporte, Presidente della Canadian Space Agency, che, dopo un colloquio con Jim Brindenstine, Amministratore della NASA, si è espresso entusiasticamente circa i futuri progetti dell’Agenzia spaziale statunitense, lodandone lo spirito d’iniziativa: «Ancora una volta i nostri colleghi americani stanno definendo il futuro dell’esplorazione dello spazio […]; per parte nostra, confidiamo in una relazione lunga e proficua, almeno per quanto riguarda la collaborazione spaziale».

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Il braccio robot Canadarm2 sulla ISS

3. I PROBLEMI SUL TAVOLO

Come già affermato, la collaborazione tra Stati Uniti e Canada a livello spaziale non è assolutamente una novità. Entrambi gli Stati gestiscono insieme dal 1958 il NORAD, il Comando per la difesa aerospaziale del Nord America (North American Aerospace Defense Command). Il Canada inoltre è un Paese partner della Stazione spaziale internazionale (ISS). A tal proposito, la NASA si è detta soddisfatta riguardo all’apertura, da parte del Canada, a un prolungamento del proprio supporto alla ISS fino al 2024. La NASA ritiene infatti che la Stazione spaziale internazionale possa rivelarsi ancora estremamente utile, soprattutto in vista di future operazioni di esplorazione dello spazio circostante. L’obiettivo di entrambe le nazioni comunque vorrebbe essere quello di rendere l’ISS una piattaforma fruibile anche da parte del settore privato – senza tuttavia dimenticare ovviamente la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. La NASA si è detta disponibile a includere il Canada nel progetto della Lunar Orbital Platform-Gateway, una piattaforma di supporto progettata per sostenere e supportare eventuali missioni verso la Luna e verso Marte, la cui costruzione dovrebbe iniziare a partire dal 2020 sotto la supervisione dell’ISS: la CSA ha infatti sviluppato un braccio meccanico (Canadarm2), che potrebbe essere di grande aiuto per la manutenzione, in particolare quando non vi sono astronauti a bordo.

Vincenzo G. Romeo

Nato nel 1997, studio Scienze Politiche (Relazioni Internazionali) a Bologna. Accanito giocatore di RisiKo! e appassionato di videogiochi di strategia, ho sempre amato la storia – in particolare la storia antica -, fin da piccolo. Suono il violino e non disdegno qualche buona serie TV di tanto in tanto.

La politica statunitense si somma ai miei già numerosi interessi e collaboro per un’altra pagina online, The American Post, in merito. Anche qui al Caffè mi occuperò della stessa, con un occhio di riguardo per le relazioni diplomatiche degli Stati Uniti.