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In 3 sorsi In quale direzione sta procedendo il rapporto tra il leader venezuelano Nicolàs Maduro e il Presidente statunitense Donald Trump? Cerchiamo di delinearne i tratti essenziali, anche alla luce delle recenti inchieste.


1. L’INCHIESTA SU UN’EVENTUALE INVASIONE MILITARE…

In seguito alla rielezione alle presidenziali venezuelane di Nicolàs Maduro, svoltesi nel maggio scorso, il Presidente statunitense Trump non si è risparmiato in quanto a critiche, giudicandola fraudolenta. In aggiunta, ha firmato un ordine esecutivo per evitare che il regime liquidasse gli assets finanziari a discapito della popolazione, che si trovava, e si trova, in una situazione critica da anni. Si è parlato di iperinflazione, povertà, crisi nera: un tracollo economico-sociale, per riassumere. Maduro non è molto amato da parte dei suoi cittadini né dal Presidente Trump, il quale, secondo un’inchiesta dell’Associated Press, avrebbe addirittura pensato di valutare un’invasione del territorio venezuelano. In base a testimonianze di alcuni funzionari statunitensi, varie furono le voci che contribuirono a dissuaderlo dall’intervento. Tra queste, l’ex Segretario di Stato Tillerson e l’ex Consigliere per la sicurezza nazionale McMaster, ma anche l’allora Presidente colombiano Santos e altri leader sudamericani.

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Fig. 1 – Il Presidente Maduro in occasione della cerimonia di giuramento

2…E ALTRE PRESUNTE COSPIRAZIONI

Il quotidiano New York Times ha di recente rivelato che due funzionari statunitensi avrebbero incontrato in segreto militari ribelli al fine di organizzare un golpe contro Maduro, a partire dall’autunno del 2017. Sono stati riportati vari dettagli degli incontri e fra i partecipanti figurava anche un ex ufficiale venezuelano. Quest’ultimo fu accusato dal Governo statunitense di gravi crimini come torture contro i critici, incarcerazione di personaggi politici, traffico di droga e altri. A tal proposito, la Casa Bianca ha dichiarato l’importanza di impegnarsi perché vi sia un cambiamento positivo per il Venezuela, non menzionando alcunché sui contatti avvenuti. Garrett Marquis, portavoce dello staff del Consiglio di sicurezza, ha poi affermato il sostegno a un ritorno pacifico e ordinato della democrazia nel Paese sudamericano. A prescindere dalla reazione di Washington rispetto alla vicenda bisogna sottolineare che, in ogni caso, nessun aiuto materiale era stato promesso al gruppo di ribelli nell’ambito del piano di colpo di stato.

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Fig. 2 – Maduro mostra la sua opposizione al Presidente USA attraverso #FueraTrump

3. DAL DISTACCO DI TRUMP ALL’INFLUENZA CINESE IN VENEZUELA

Come precedentemente richiamato, in seguito alla rielezione del leader venezuelano, Trump ha imposto sanzioni finanziarie per cercare di incidere sul destino del Governo. Il motivo principale di tale comportamento fu il mancato riconoscimento dei risultati elettorali, percepiti come non equi né liberi e la dichiarazione statunitense secondo cui: “non staremo a guardare mentre il Venezuela crolla e la miseria delle persone coraggiose continua”. Nonostante ciò, Trump non considera il Paese sudamericano una priorità nella sua agenda nazionale. D’altra parte, la Cina continua ad espandere la sua influenza in Venezuela, ben comprendendo che il controllo sul petrolio costituisce uno strumento di pressione non di poco conto sui Governi. Pechino ha infatti concesso prestiti di oltre 60 miliardi di dollari in cambio di greggio, preziosa risorsa del Venezuela. In riferimento a ciò, il sostegno di Pechino risulta essere un piano di salvataggio necessario affinché si possa avviare una ripresa di produzione. Non ci resta che fare attenzione agli sviluppi del rapporto fra Maduro e Trump per comprendere su quale strada proseguirà e se il Venezuela acquisirà un ruolo di maggiore rilevanza. 

Marta Annalisa Savino

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Marta Annalisa Savino

Mi chiamo Marta e sono nata nel ’94. La mia passione per l’inglese, lo spagnolo e il francese, la cultura nonché l’attualità mi hanno portato a diplomarmi in lingue, iscrivermi all’Università degli Studi di Milano e, infine, a diventare dottoressa magistrale in “Relazioni internazionali”. Mi piace molto leggere, viaggiare, conoscere ed analizzare le varie e complesse dinamiche internazionali. Scrivo su “il caffè geopolitico” per passione, sia in ambito di politica estera che nella stesura di articoli inerenti a quest’ultima. Non mi resta che dirvi…Buona degustazione!!