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In 3 sorsi Il 1° luglio 2018 la guida del Consiglio dell’Unione Europea è stata affidata all’Austria. Quali saranno le priorità che Vienna si troverà ad affrontare?

1. L’AUSTRIA ALLA GUIDA DELL’UNIONE EUROPEA

La Presidenza del Consiglio è assunta a turno dagli Stati membri dell’UE ogni sei mesi. Il Consiglio dell’Unione Europea è l’organo che detiene il potere legislativo assieme al Parlamento Europeo e la cui Presidenza è affidata su base rotatoria. È una carica molto importante a livello politico, perché in grado di determinare gli argomenti all’ordine del giorno e di influenzare l’azione dell’UE. La Presidenza di turno delinea infatti una strategia politica ben precisa con una serie di temi prioritari che intende perseguire durante il suo mandato.
ll Governo del premier austriaco Sebastian Kurz è succeduto alla Bulgaria, che aveva ricoperto l’incarico dal gennaio 2018. Il Cancelliere austriaco, che dovrà guidare questo organismo fino al gennaio 2019, è il leader del Partito Popolare austriaco (ÖVP) e governa in coalizione con il partito di estrema destra FPÖ (Partito delle Libertà austriaco).
Da quando esiste l’Unione Europea è la terza volta che Vienna guida il Consiglio e sarà molto interessante capire quale contribuito apporterà alla risoluzione dei principali dossier europei.

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Fig. 1 – Il premier austriaco Kurz con l’omologa britannica Theresa May

2. LE PRIORITÀ DELLA PRESIDENZA AUSTRIACA

Quali saranno i principali obiettivi sui quali si concentrerà il Governo austriaco durante il semestre europeo? In primo luogo resta da decifrare la questione dell’immigrazione e della riforma del regolamento di Dublino. Kurz, piuttosto che rivedere il trattato di Dublino, ha fatto sapere che concentrerà i suoi sforzi per rafforzare i confini e potenziare il rimpatrio degli immigrati irregolari. Con lo slogan «un’Europa più sicura» la Presidenza austriaca punta forte la sua attenzione sul tema della sicurezza, sulla tutela delle frontiere esterne del Vecchio Continente e sul rafforzamento di Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera).
Altri temi che affrontati saranno la crescita economica, l’industria 4.0 e il rafforzamento del partenariato con i Paesi dei Balcani occidentali, che hanno avviato la procedura per un futuro ingresso nell’Unione.
Secondo il Cancelliere Kurz l‘avvicinarsi dei Balcani all’UE è «una delle priorità della Presidenza austriaca». L’Albania, l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro e Serbia sono i Paesi candidati a entrare nell’Unione Europea. Il Consiglio di fine giugno, in seguito ai veti posti soprattutto da Francia e Olanda, ha però posticipato al giugno 2019 la discussione sull’ingresso nell’Unione di Albania e Macedonia. In particolare sono stati espressi dubbi sulle risposte date da Tirana e Skopje in materia di lotta alla corruzione e alla criminalità.
Sul tema economico-finanziario, l’Austria dovrà presiedere le discussioni sul prossimo bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027. L’obiettivo è investire maggiormente in ricerca e sviluppo per potenziare il settore industriale e tecnologico.
Vienna dovrà gestire la delicata questione Brexit, con l’eventualità di prorogare il negoziato nel caso in cui Bruxelles e Londra non arrivassero a un accordo condiviso entro l’ottobre di quest’anno.

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Fig. 2 – Norbert Hofer, ministro dei Trasporti austriaco

3 I RAPPORTI CON I PARTNER EUROPEI

Detto delle posizioni e delle priorità del Governo austriaco, quale sarà la risposta degli altri Paesi europei? L’Austria si trova in una posizione politicamente determinante per la discussione all’interno dell’UE. Sul tema dell’integrazione Vienna può infatti costituire un “ponte” tra la fermezza dell’Europa dell’Est e l’apertura, almeno a parole, degli Stati Occidentali dell’Europa, capitanati dall’asse franco-tedesco.
In questo momento il Governo di Kurz appare comunque più vicino alle posizioni del gruppo di Visegrad, rispetto alla “coppia” Parigi-Berlino. Sulla riforma del regolamento di Dublino, Vienna ha espresso a più riprese il suo categorico rifiuto alla proposta di Bruxelles di ripartire in maniera omogenea i richiedenti asilo tra gli Stati membri.
Il Governo austriaco ha più volte schierato l’esercito e installato delle recinzioni di filo spinato alla frontiera con l’Italia per ribadire con forza la contrarietà all’apertura dei confini. Inoltre è importante sottolineare come l’alleato del Governo Kurz sia il partito di estrema destra FPÖ, che da sempre sostiene politiche anti-migratorie e nazionalistiche, con una vicinanza di pensiero all’Ungheria di Orban.

Luca Rosati