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RistrettoContinua lo spoglio elettorale in Pakistan. I dati parziali indicano che dei 272 seggi in palio (escludendo i 60 riservati alle donne e i 10 per le minoranze) il Pakistan Tehreek-e-insaf (PTI) di Imran Khan conduce in 118 seggi, dominando nel Khyber Pakhtunkhwa e penetrando in profondità nel Punjab, storico feudo del Pakistan Muslim League Nawaz (PML-N).

L’impressionante ascesa del PTI, già prevista nei sondaggi, è ora diventata reale e rappresenta un radicale cambiamento dei rapporti di forza all’interno del sistema partitico pakistano. Imran Khan, eletto in un collegio elettorale di Islamabad, ha proclamato ufficialmente la vittoria per il proprio partito con un discorso alla televisione, anche se in realtà la maggioranza assoluta di 137 seggi, richiesta per formare un Governo, è distante ed è improbabile che sarà raggiunta. Nel frattempo il PML-N e il Pakistan People’s Party (PPP) minacciano di non riconoscere il risultato delle elezioni, denunciando irregolarità e la longa manus dell’esercito (che secondo alcune fonti sosterrebbe proprio Imran Khan). Il PML-N (avanti in 60 seggi) è in evidente difficoltà, ed è certo che uscirà da questa tornata elettorale decisamente ridimensionato rispetto a cinque anni prima. Sul partito pesano gravemente gli scandali con al centro lo storico leader Nawaz Sharif, attualmente in carcere. Il PPP (avanti in 40 seggi), guidato dal giovane Bilawal Bhutto, non riesce a riscuotere apprezzabili successi al di fuori del Sindh, ennesima conferma della preoccupante regionalizzazione del partito.

Come previsto, la nuova Assemblea Nazionale sarà inevitabilmente un hung parliament, e questo sarà un problema per la formazione del nuovo Governo. Il regolamento dell’Assemblea Nazionale, infatti, indica che è necessaria una maggioranza assoluta per poter eleggere un nuovo Primo Ministro. Se i risultati parziali venissero confermati, quindi, il PTI di Imran Khan dovrà costruire una coalizione, se desidera formare un esecutivo.

Simone Munzittu

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Simone Munzittu

Sono nato in Sardegna nel 1996, a Cagliari. Presso l’ateneo di questa città ho conseguito con lode una laurea in Scienze Politiche, con una tesi sull’ascesa della partisanship nel Congresso degli Stati Uniti. La mia più grande passione è la politica, in ogni suo senso, con una predilezione verso ciò che concerne gli Stati Uniti e i Paesi dell’Asia-Pacifico, seppur non disdegno il continente europeo. La Cina è il Paese di cui mi sto innamorando, e che tanto mi piacerebbe visitare. Inoltre, amo la storia, la musica, i giochi di strategia, la Formula 1 (da ferrarista convinto)… e anche il caffè.

 

 

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