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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

AFGHANISTAN

  • Nella provincia di Kunar, un raid effettuato da un drone US ha eliminato un importante luogotenente del TTPTehrik e Taliban Pakistan, Omar Rehman noto anche come Ustad Fateh, colpendo il compound dove quest’ultimo attendeva l’inizio di un meeting.
  • Pochi giorni dopo che le forze statunitensi ed afghane hanno ripreso il controllo di Dih Bala, roccaforte dello Stato Islamico nel Khorasan, quest’ultimi hanno colpito il dipartimento provinciale per l’istruzione di Jalalabad, capitale del Nangarhar, uccidendo 11 persone. 
  • Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato suicida che ha colpito l’aeroporto di Kabul, poco dopo che il vicepresidente afghano, Abdul Rashid Dostum, aveva lasciato la struttura. Nell’attacco suicida hanno perso la vita 14 persone.
Comunicato ufficiale dello Stato Islamico che rivendica l’attentato che ha colpito l’aeroporto di Kabul.
PAKISTAN

  • Il TTPTehrik e Taliban Pakistanha colpito a Peshawar il raduno del Awami National Party, uccidendone il candidato regionale Haroon Ahmed Bilour più altri 20 civili. 
  • Lo Stato Islamico nel Khorasan ha rivendicato l’attacco suicida che ha colpito il distretto di Mastung della città di Drigarh in Balochistan. L’attentato ha tolto la vita a oltre 140 persone, tra i quali anche il candidato, dato per probabile vincente, del Balochistan Awamy Party, Siraj Raisani. Nei giorni successivi, un operazione congiunta tra ISI ed esercito pakistano, ha portato alla morte di Hidayat Ullah, riconosciuto come ideatore dell’attentato.
ARABIA SAUDITA

  • Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco che ha colpito un checkpoint dell’esercito nella provincia di Qassim, nei pressi della città Buraidah, dove hanno perso la vita un membro delle forze di sicurezza saudite, uno straniero e tre militanti dell’organizzazione. 
TUNISIA

  • Il ramo tunisino di AQIMal Qaeda nel Maghreb Islamico, Katiba Uqba ibn Nafi, ha rivendicato il raid nella regione di Jendouba, vicino al confine con l’Algeria, che è costato la vita a 6 membri delle guardia nazionale tunisina.
Comunicato del gruppo Katiba Uqba ibn Nafi diffuso da al Andalus Media e poi tradotto in inglese dal GIMF – Global Islamic Media Front.
SOMALIA

  • Il gruppo terroristico Harakat al Shabaab, noto per essere l’ala somala di al Qaeda, ha rivendicato l’attacco effettuato contro il Ministero degli Interni a Mogadiscio che ha lasciato nove vittime sul posto.
IRAQ

  • Strike aero della Coalizione Internazionale, in accordo con l’antiterrorismo iracheno, ha portato alla morte di 8 membri dello Stato Islamico che pianificavano un attacco nella provincia di Diyala.
  • L’esercito iracheno ha tratto in arresto 23 membri dello Stato Islamico, tra cui alcuni luogotenenti, a nord-ovest di Mosul. Durante l’operazione è stata anche scoperta una rete di tunnel, con alcuni ancora in costruzione, che venivano usati dai militanti per spostarsi tra i villaggi limitrofi alla montagna di Atshana.
SIRIA

  • Per la Siria trovate un nostro aggiornamento dettagliato, diviso in due parti, in questo e questo link.
FILIPPINE

  • Lo Stato Islamico dichiara di aver ucciso 9 soldati filippini in seguito a delle schermaglie nell’area di Patikul dell’arcipelago delle isole Sulu.
YEMEN

  • Diverse fonti locali hanno riportato che, nel governatorato di al Bayda, ci sono state pesanti schermaglie tra miliziani dello Stato Islamico e di al Qaeda nella Penisola Arabica, che hanno portato alla morte di circa 30 miliziani di entrambi gli schieramenti. Pochi giorni dopo, quando la voce sembrava non trovare ulteriori confemre, lo Stato Islamico ha diffuso un video in cui dimostrava alcuni membri di AQAP tenuti in ostaggio.
Estratto del video diffuso da Amaq News Agency che ritrae i miliziani di al Qaeda nella Penisola Arabica tenuti in ostaggio dallo Stato Islamico.
RUSSIA

  • Lo Stato Islamico nel Caucaso ha rivendicato l’attacco accorso nella cittadina di Kizilyurt, nel Daghestan, che ha provocato la morte di tre poliziotti. Il giorno seguente, in una canale telegram di seguaci dello Stato Islamico, è stato diffuso un video che ritraeva in quattro componenti del gruppo terroristico, in macchina, poco prima di entrare in azione.
JIHADIMEDIA

  • Con un comunicato ufficiale, lo Stato Islamico ha avvertito i suoi seguaci ad affidarsi alle informazioni riportate solo dai suoi rami mediatici e diffusi esclusivamente dal suo account telegram Nashir News Agency. 
  • Lo Stato Islamico ha accorpato la provincie dislocate tra la Siria e l’Iraq, creandone due nuove che prendono i nomi di Wilaya al Iraq – Provincia dell’Iraq – e Wilaya al Sham – Provincia di Siria. Il nome delle ex provincie, in cui le operazioni del gruppo vengono portate a segno, ora verrano riportate soltanto come ulteriore specifica. Al momento non è possibile immaginare se il restyling mediatico delle province dello Stato Islamico, apparso per la prima volta nel numero 140 del settimanale al Naba, rispecchi anche una più corposa riorganizzazione sul campo dei fedeli di Abu Bakr al Baghdadi. Da una parte potrebbe essere opportuno considerare che, mediaticamente, lo Stato Islamico incassa una notevole sconfitta. Molta della campagna propagandistica dello Stato Islamico, infatti, si basava sull’abolizione dei confini tra Iraq e Siria sanciti dagli accordi di Sykes-Picot. Riconoscere ora due wilayat che ne rimarcano il confine è sicuramente un notevole passo indietro per l’organizzazione, anche se esso poi persegue una più generica, ed operativa, riorganizzazione del gruppo. 
  • Sul canale Telegram di sostenitori del Califfato, Muharir al Ansar, è stato diffuso un video dove si incita a colpire le città occidentali con attacchi chimici.

                                                                                   Valerio Mazzoni

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo NBA.