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In 3 sorsiAmeenah Gurib-Fakim si è dimessa lo scorso marzo, lasciando la Presidenza al suo vice Paramasivum Pillay Vyapoory. L’ex Presidente era stata accusata di aver usato per scopi personali un’ingente somma di denaro destinata all’ONG Planet Earth Institute.

1. GALEOTTO FU LO SHOPPING

Lo scorso marzo la Presidente delle Mauritius si è dimessa a seguito di uno scandalo finanziario che l’ha vista personalmente coinvolta. Ha dichiarato di aver lasciato la carica «nell’interesse della Nazione», ammettendo di aver usato, per fini personali ma senza alcuna intenzione volontaria, parte dei fondi destinati al progetto “African science, technology and innovation” sostenuto dalla ONG Planet Earth Institute (PEI), di cui è stata vicepresidente: si tratterebbe di una somma pari a 10mila dollari, spesi in beni di lusso e viaggi privati. In sua difesa la signora Gurib-Fakim ha ribattuto di aver commesso un grave errore di distrazione, usando la carta di credito del conto intestato alla ONG piuttosto che quella personale (appartenente alla stessa banca) e di aver, quindi, restituito il denaro. La PEI, con sede legale a Londra e impegnata per lo sviluppo tecnologico e l’indipendenza scientifica dell’Africa, era stata fondata da Alvaro Sobrinho – un uomo d’affari angolano – nel novembre 2015, e regolarmente accreditata alle Nazioni Unite. Nonostante la dinamicità, la ONG era stata già danneggiata a causa di precedenti imputazioni a carico del suo fondatore, indagato perché accusato di aver sottratto oltre seicento milioni di dollari al Banco Espirito Santo Angola, di cui era direttore fino al 2012. Proprio a metà febbraio di quest’anno, il presidente angolano João Lourenço aveva firmato una sanatoria dalla durata di sei mesi per far rientrare i capitali depositati in modo fraudolento su conti all’estero. Nel 2017, inoltre, Sobrinho, interdetto dall’intraprendere altri investimenti bancari, avrebbe ottenuto favoritismi per alcune operazioni economiche da lui svolte alle Mauritius.

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Fig. 1- L’ex presidente delle Mauritius Ameenah Gurib-Fakim

2. FUORI FAKIM, NESSUNA DONNA ALLA GUIDA DI UN PAESE AFRICANO

Appartenente alla minoranza musulmana dell’isola, generalmente esclusa da alti incarichi pubblici, l’ex Presidente è una scienziata di fama internazionale, conosciuta soprattutto per i suoi studi pionieristici sulle proprietà mediche e nutritive della flora dell’isola Mauritius. Laureata in chimica all’Università del Surrey (Inghilterra), Gurib-Fakim ai tempi ottenne un dottorato onorario alla Sorbona (Francia) e numerosi premi per la sua attività di ricerca, ricoprendo negli anni diverse cariche amministrative all’Università di Mauritius. Nell’estate del 2015 la sua elezione era motivata dal desiderio di avere una personalità autorevole come garante della Costituzione.  Nelle Mauritius il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento per un mandato di cinque anni con compiti largamente cerimoniali. In Parlamento c’è, al momento, un maggioranza guidata dal partito del primo ministro Pravind Jugnauth, il Movimento Socialista Militante. Gurib-Fakim, eletta senza che avesse alcuna precedente esperienza politica, era stata scelta anche perché indipendente, non associata a nessun partito. Con la fine del mandato della Sirleaf in Liberia e le dimissioni della Gurib-Fakim, sembrerebbe che nessun Paese africano possa essere più governato da una donna. Tuttavia, le statistiche dimostrano che la rappresentanza politica femminile nell’Africa Sub-Sahariana sia di gran lunga superiore rispetto a quella dell’Europa o degli Stati Uniti d’America. Ad esempio, negli States meno del 20% dei seggi al Congresso sono occupati da donne.

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Fig. 2 – Emmanuel Macron in compagnia del primo ministro delle Mauritius Pravind Jugnauth

3. ISOLA FELICE, NONOSTANTE TUTTO?

Popolata da 1,3 milioni di abitanti, la Repubblica delle Mauritius si è imposta come una democrazia ed economia modello del continente. In testa ai Paesi Africani nella lista Doing Business della Banca Mondiale, l’isola occupa il secondo posto dell’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, dopo le Seychelles. Il premio Nobel all’economia Joseph Stiglitz suggerisce alle economie mondiali di lasciarsi ispirare dal “miracolo” dell’isola, dove l’accesso all’educazione e alla salute sono gratuite e l’89% degli abitanti sono proprietari di immobili.

Ornella Ordituro