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Miscela Dark – Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane.

SIRIA

  • Lo Stato Islamico rivendica l’uccisione di 4 soldati statunitensi nel settore settentrionale di Deir ez Zor a seguito della detonazione di un ordigno esplosivo. L’annuncio è stato dato da Amaq News Agency, l’agenzia mediatica affiliata allo Stato Islamico, ed è poi stato seguito da un comunicato ufficiale del gruppo.
  • Le SDF – syrian democratic forces – a guida YPG e supportate dalla Coalizione Internazionale hanno completamente liberato il governatorato di Hasaka dalla presenza dello Stato Islamico. Simultaneamente, lo stesso obiettivo sembra essere quasi raggiunto dalle SAA – syrian arab army – nel governatorato di Deir ez Zor, nel settore meridionale. 
  • Torna in azione il gruppo Tanzim Hurras al Deen, l’autoproclamatasi filiale di al Qaeda in Siria, colpendo una caserma delle SAA nella regione nord del governatorato di Hama. Dopo il raid, che è costato la vita a a sette soldati del regime, il canale mediatico del gruppo, Sham al Ribat Media, ha provveduto a diffondere un video dell’operazione e il comunicato ufficiale del gruppo. 
comunicato diffuso dal gruppo Tanzim Hurras al Deen sul recente raid contro le SAA nel governatorato di Hama.
IRAQ

  • Il leader delle forze peshmerga a Makhmour, Sirwan Barzani, ha confermato l’uccisione di Abu Obaida, presunto ministro delle finanze e della logistica dello Stato Islamico. Il raid congiunto condotto dai peshmerga, supportati dalle forze aeree della Coalizione Internazionale, è avvenuto nei pressi del monte Qarachogh, nel settore di Ninive.
  • Proseguono, anche se con minore intensità, le attività dello Stato Islamico nelle regioni di Ninive, Salahuddin, Ninive e Kirkuk. Nelle ultime due settimane circa 50 persone, tra esercito, polizia, milizie curde e/o sciite, hanno perso la vita a cause delle operazioni del gruppo.
AFGHANISTAN

  • Terminato il cessate il fuoco per celebrare Eid al Fitr e la fine del Ramadan, l’operazione Khandaq lanciata dall’Emirato Islamico dell’Afghanistan ha ripreso vigore. Il presidente Ghani ha così visto naufragare il suo tentativo di estendere il cessate fuoco per altri dieci giorni. Nella provincia di Baghdis, in soli tre giorni, i taliban hanno preso il controllo di 8 checkpoint militari, uccidendo 12 ufficiali di polizia, circa 30 soldati e 2 civili.
  • Lo Stato Islamico nel Khorasan – ISKP – ha rivendicato l’attacco suicida che ha colpito i rappresentanti delle minoranze Sikh e Hindu sul tragitto che li avrebbe portati ad incontrare il presidente afghano Ghani a Jalalabad, capitale della provincia del Nangarhar. L’azione suicida ha provocato 19 morti e oltre 20 feriti.
Amaq News Agency, agenzia mediatica affiliata allo Stato Islamico, diffonde la foto dell’attentatore suicida entrato in azione a Jalalabad.
PAKISTAN

  • Il Consiglio della Shura del Therik Taliban e Pakistan TTP – ha nominato Mufti Noor Wali Mehsud come nuovo emiro del gruppo. La nomina viene resa nota insieme alla conferma della morte del precedente leader, Mullah Fazlullah, per mano di un raid aereo statunitense nella provincia afghana di Kunar. La leadership del gruppo torna nelle mani della tribù Meshud, stanziata nel nord e nel sud Waziristan, provando così a porre un freno alle frizioni tra correnti antagoniste all’interno del TTP. Mufti Noor Wali Meshud, noto anche come Abu Mansoor Asim, è uno dei jihadisti con più esperienza in tutto l’AfPak, avendo combattuto contro i sovietici durante l’invasione dell’Afghanistan, contro l’alleanza del nord e contro gli statunitensi – e i loro alleati – a partire dall’invasione post undici settembre. È inoltre noto per la sua campagna contro il vaccino antipolio, utilizzato, secondo lui, come scusa per aiutare agenti governativi pakistani e della CIA per raccogliere informazioni sul campo, e per aver recentemente rivendicato l’attentato che portò alla morte di Benazir Bhutto.
USA

  • L’FBI ha sventato un attacco che mirava a colpire la parata di Cleveland in occasione delle celebrazioni per il 4 luglio. Demetrius N. Pitt, che usava anche come nomi Abdur Raheem Rahfeeq e Salahadeen Osama Waleed, è finito sotto indagine nel 2015 dopo aver postato, sul suo account personale di Facebook, messaggi a sostegno di al Qaeda. A seguito di queste indagini, sembra che Demetrius N. Pitt abbia confidato ad un suo compagno, rivelatosi poi un agente sotto copertura dell’FBI, la sua intenzione criminosa di volersi vendicare dell’America proprio in occasione del 4 luglio, motivo per il quale si è poi passati all’arresto del soggetto. 
MALI

  • Il gruppo Jamaat Nasr al Islam wal Muslimin – JNIM, la filiale di al Qaeda nel Sahel, reclama la responsabilità del raid effettuato contro la base militare a Sevare del G5 Sahel, la coalizione antiterrorismo dei cinque paesi dell’omonima regione. L’attacco è costato la vita a 3 militari della coalizione.
  • Sempre JNIM rivendica l’attacco suicida che ha colpito le truppe francesi dislocate a Gao, nel nord del Mali. Nel comunicato del gruppo, diffuso dall’agenzia mediatica az Zallaqa, viene elogiata l’azione del martire che ha intrapreso l’attacco, che ha lasciato morti due civili, chiamato Abu Saad al Ansari.
Comunicato diffuso dal gruppo JNIM sul raid contro le truppe francesi a Gao, tradotto in inglese dal GIMF – Global Islamic Media Front.
IRAN

  • Jamaat Ansar al Furqan Iran ha rivendicato un raid condotto nella regione di Sistan e Balochistan costato la vita a due guardie della rivoluzione iraniana, identificate come Moshin Shahrki e Jalal Bahbood.
FILIPPINE

  • Continuano gli scontri tra esercito filippino e la filiale dello Stato Islamico attiva nel Paese. Tra le isole Sulu e la regione del Maguindanao, l’esercito ha registrato circa 30 vittime nelle ultime due settimane. 
JIHADIMEDIA

  • La filiale libica dello Stato Islamico, Wilaya al Barqah, ha diffuso un nuovo video – The Point of Death – dove mostra gli attacchi suicidi, per mezzo di autobombe, effettuati dai membri del gruppo a Sirte, Ajdabiya e Jufra.
  • Al Nabaa, settimanale ufficiale dello Stato Islamico, diffonde infografica con le operazioni del gruppo effettuate su scala globale nel mese di Ramadan.
Infografica diffusa da al Naba sulle operazioni dello Stato Islamico nel mese di Ramadan.

A cura di Valerio Mazzoni

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo NBA.