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In 3 sorsi – Celebrate le elezioni più sanguinarie della storia messicana. Oltre 133 politici morti ammazzati in 6 mesi e 543 aggressioni. Narcotraffico e criminalità non fanno sconti a nessuno. 

1. ELEZIONI E VIOLENZA NEL MESSICO PRE – AMLO

Oltre 133 politici ammazzati, nessun  colore politico di preferenza, il narcotraffico, la criminalità organizzata e le mafie messicane hanno colpito chiunque, candidati alle amministrative, federali, statali, comunali e senza distinzione di partito. Il messaggio è chiaro, chiunque vada al governo è bene che abbia paura, è bene che non alzi troppo la voce se non vuole esserne vittima come tutti gli altri. Ogni gruppo ha avuto il proprio territorio di conquista.Il PRI, come storicamente fece in passato, ha permesso la creazione dell’equazione stato=mafia, scendendo a patti con tutti i gruppi mafiosi, con il fine di ridurre i tassi di criminalità e rendere meno sanguinario il paese.

Ma cosi non è stato, se c’è una cosa che salta agli occhi è la eccezionale ferocia e violenza con cui negli anni le mafie messicane hanno condotto i loro business, con minacce mai troppo velate, con faide e esecuzioni a cielo aperto, teste mozzate lasciate nelle piazze cittadine e una scia di sangue tanto fra le forze politiche quanto tra quelle dell’ordine.Il narcotraffico mai come oggi è tremendamente in forma, forte, ricco e audace, si infiltra nelle multinazionali bancarie del paese, nel governo e nei governi locali, tra le forze dell’ordine, tra colletti bianchi e privati cittadini. La sua forza dirompente ha portato a uno stato di anarchia in vaste aree del paese, oggi il Messico vanta un tasso di impunità di 9 delitti su 10 e un tasso di corruzione tra i più alti della regione. La narco – cultura è comunque parte del DNA del paese, e sarebbe ipocrita non ricordare che sebbene agli occhi di molti europei possa apparire strano o assurdo, la narco – cultura di fatto permea la cultura nazional popolare messicana e si fa largo facilmente tra gli strati poveri, ma non solo. Motivo per cui neanche fa scalpore quando viene detenuta tutta la stazione di polizia di un intera cittadina per il coinvolgimento nell’assassinio di un candidato politico. 

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Fig.1 – I narcos hanno portato la guera fin dentro le spiagge dorate dei grandi resort 

2. POLARIZZAZIONE DELLA CRIMINALITA’ E INCAPACITA’ DI PREVENZIONE

Secondo le statistiche circa l’80% dei politici ammazzati fanno parte dell’opposizione al governo attuale. Il livello di violenza è storico tanto da far emettere un comunicato all’Istituto nazionale Elettorale (INE) , cosa anche questa che accade per la prima volta nel paese. In pratica si sta assistendo a una polarizzazione della violenza contro chiunque si schieri apertamente contro la criminalità con proposte di vario genere. Oltre 292 morti politici in 12 anni e 133 in 6 mesi sono numeri terrificanti, a cui da ieri dovrà dare una risposta il prossimo presidente della Nazione, Andres Manuel Lopez Obrador, meglio conosciuto come AMLO, schieratosi apertamente contro il narcotraffico e il para – governo delle mafie ma senza, nella realtà, alcun piano strategico. Evidentemente tanto è bastato all’elettore messicano, anche se ora si deve necessariamente cambiare passo. 

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Fig.2 – Il neo eletto, Amlo

3. NON SOLO NARCOS, ANCHE TANTA MICROCRIMINALITA’

Non vi è solo una questione narcotrafficanti a rendere difficile l’ eradicazione della criminalità in Messico. Ad inasprire maggiormente la tanto difficile situazione vi sono bande di criminali, piccole  e grandi gangs, boss locali con business in pericolo, e tanta corruzione ad avvilire lo stato attuale di diritto, portando a conseguenze disastrose che si ripercuotono contro l’incolumità non solo civile ma anche dei rappresentanti politici, che si aggiungono alla nutrita schiera di vittime importanti come anche quella della categoria di giornalisti  la più violentata dalla criminalità in Messico. Attivisti, ambientalisti, difensori della legalità e dei nativi, ora Amlo ha vinto e deve necessariamente organizzare una pacificazione interna.

Ivan Memmolo