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In 3 sorsiSituate nel Mar Cinese Meridionale, le isole Spratly e Paracel sono da tempo al centro di una feroce contesa tra la Cina e diversi Paesi del Sud-est asiatico. Tra di essi spicca il Vietnam, che sta cercando di sfruttare le risorse energetiche presenti nelle acque vicine agli arcipelaghi contesi.

1. VECCHIE DISPUTE

Le Spratly e Paracel sono oggetto di contesa territoriale sin dal XVIII secolo, ma è solo negli ultimi decenni che le rivendicazioni dei vari Stati hanno assunto toni più minacciosi. Le ragioni sono da ricercarsi nei vicini fondali marini, dove si stima siano stoccati enormi quantitativi di combustibili fossili. Dopo questa scoperta, le dispute territoriali tra i Paesi dell’area sono diventate pressanti e continue, a motivo del crescente fabbisogno energetico asiatico.
In alcuni casi le rivendicazioni hanno un legittimo supporto storico-sociale, ma diversi trattati internazionali pongono seri limiti alle pretese degli Stati coinvolti nella disputa, aumentando confusione e incertezza.
La Cina è il principale attore nell’area. Le sue rivendicazioni territoriali si sono scontrate con quelle dei Paesi vicini, e diversi sono stati i momenti nei quali l’inasprimento delle tensioni ha fatto temere l’inizio di uno scontro militare, in particolare con il Vietnam. Quest’ultimo sta cercando di sfruttare le risorse dei fondali locali in collaborazione con Rosneft, società petrolifera russa che copre il 9% del fabbisogno di gas del Vietnam. Lo scorso 15 maggio Rosneft ha infatti iniziato a trivellare a 370 chilometri dalle coste sud-orientali vietnamite. Il progetto prevede anche la costruzione di un condotta marina che dovrebbe condurre direttamente il gas in territorio vietnamita, con un risparmio sui costi di trasporto.

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Fig. 1 – Manifestazione di protesta in Vietnam contro le rivendicazioni cinesi sulle Spratly

2. LE “NOVE LINEE” DELLA DISCORDIA

Il punto interessato è in un’area vicina alle isole vietnamite Lan Do e rientra in spazi marittimi che la Cina considera appartenenti alla sua giurisdizione e demarcati graficamente sulla mappa con le cosiddette “Nove Linee“. Il Governo cinese ha quindi chiesto l’immediato arresto delle trivellazioni, ma il Vietnam ha dichiarato che tale decisione rientra tra i suoi compiti in quanto le aree coinvolte ricadono sotto la sua completa giurisdizione.
Dopo la guerra del Vietnam il Paese aveva rotto l’alleanza con la Cina e i rapporti erano diventati tanto tesi che nel 1979 ci fu addirittura un breve scontro militare. La situazione cambiò alla fine degli anni Ottanta con una politica di maggiore apertura del Vietnam verso il mondo internazionale, ma gli interessi sulla sovranità delle isole hanno riacceso la tradizionale conflittualità tra i due Paesi.
Per cercare di limitare i rischi di scontro militare, il 10 ottobre del 2011 Cina e Vietnam firmarono un’intesa contenente delle linee guida per gestire i contenziosi riguardanti le isole. L’accordo spinse i due Governi a cercare maggiore dialogo e cooperazione, oltre all’apertura di una linea telefonica diretta per risolvere immediatamente situazioni d’emergenza.

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Fig. 2 – Bambini vietnamiti partecipano a una cerimonia patriottica sulla difesa delle isole contese nel Mar Cinese Meridionale

3. TRA TENSIONE E DISTENSIONE

Ma gli anni successivi furono caratterizzati da diversi episodi conflittuali, come il sequestro di imbarcazioni vietnamite da parte del Governo cinese per pesca, ricerca o trivellazioni nelle aree contestate; la trasformazione, da parte del Governo cinese, di piccoli atolli o scogli in vere e proprie isole destinate a uso militare e la richiesta perentoria, sempre da parte cinese, di bloccare le trivellazioni nelle aree contestate.
Nonostante ciò, il lancio del progetto della “Nuova Via della Seta” nel 2013 sta portando a una distensione insperata tra i due Paesi. La politica del presidente cinese Xi Jinping mira infatti a rafforzare i rapporti economici, sociali, politici e finanziari con i Paesi coinvolti nel progetto. E tale obiettivo sembra essere stato in parte raggiunto, soprattutto se si guarda al rapido miglioramento dei rapporti bilaterali e multilaterali di Pechino con diversi Paesi del Sud-est asiatico, incluso appunto il Vietnam.
Gli osservatori internazionali sono ora curiosi di vedere quali saranno le future reazioni del Governo cinese verso le iniziative di Rosneft. Nel frattempo, quest’ultima ha deciso di tenere il massimo riserbo sull’argomento, per non creare ulteriori tensioni diplomatiche tra Vietnam e Cina. Di fatto il Governo russo è stato coinvolto indirettamente nella disputa e potrebbe fare da intermediario tra i due Paesi.

My Ding Hua