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AstroCaffè Il Presidente Trump con una direttiva ha invitato il Congresso e il Pentagono a creare una sesta branca delle Forze Armate denominata Space Force, la quale abbia in carico le attività spaziali per la difesa USA.

LE ESIGENZE

Gli Stati Uniti sono da decenni il Paese più avanti nell’utilizzo dello spazio, soprattutto in campo militare. Washington possiede infatti la rete satellitare più completa, che copre tutte le esigenze della difesa, dall’osservazione della Terra (EO) all’intelligence dei segnali e delle comunicazioni (SIGINT), passando per la navigazione e il posizionamento globale (GPS) e l’allarme lontano (EW). Per non parlare dei satelliti per telecomunicazioni (SATCOM). Tutto questo dà alle Forze Armate statunitensi un grande vantaggio in diversi fronti: guida missilistica e posizionamento tattico e strategico (GPS), ricognizione e spionaggio (EO e SIGINT), deterrenza nucleare e missilistica (EW), comunicazioni criptate e pilotaggio di droni (SATCOM). Ovviamente, quando si cerca di colpire un nemico superiore, si cerca di farlo (almeno in teoria) privandolo dei maggiori fattori di superiorità. Nel caso degli Stati Uniti, uno di questi è la rete satellitare. Non è un mistero che Cina e Russia stiano sviluppando tecniche per effettuare un “primo colpo” di un eventuale conflitto con gli USA accecando tutti gli asset spaziali, sia utilizzando tecniche di guerra cibernetica sia mettendo fuori uso i satelliti fisicamente. La Difesa statunitense ne è consapevole ed è in corso un lungo dibattito su quali siano le strategie migliori per mantenere la superiorità spaziale di Washington sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

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Fig. 1 – Un F-16 sgancia una munizione JDAM a guida GPS

IL SETTORE SPAZIALE MILITARE USA OGGI

La struttura che si occupa dello spazio in funzione difesa degli Stati Uniti è articolato su tre livelli. Il primo è quello di Forza Armata e qui è l’Aeronautica militare (United States Air Force – USAF) a farla da padrona. Essa infatti ha la responsabilità del procurement sia dei satelliti sia dei servizi di lancio per i quali può rivolgersi solamente ad aziende statunitensi. Fino a pochi anni fa il dominio del consorzio ULA (United Launch Alliance) tra Lockheed Martin e Boeing era assoluto, poi si è inserita anche la SpaceX. Un secondo livello è costituito dall’USSTRATCOM (United States Strategic Command – Comando strategico degli Stati Uniti). Esso, che originariamente aveva in carico le questioni inerenti alla deterrenza nucleare, dal 2002 ha assorbito anche le funzioni di  pianificazione, comando e controllo delle operazioni spaziali. Il terzo livello è L’Ufficio nazionale per la ricognizione (National Reconnaissance Office – NRO). L’ente fa parte dell’insieme delle agenzie per l’intelligence statunitensi, dove sono presenti anche CIA ed NSA ad esempio. L’NRO sviluppa e gestisce i satelliti per la difesa USA  e risponde direttamente al Pentagono.

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Fig. 2 – Washington DC fotografata da un satellite

SPACE FORCE: PRO E CONTRO

L’esigenza da cui deriva l’iniziativa per la creazione della Space Force è certamente reale. La superiorità statunitense nello spazio può essere messa a rischio dalle tecnologie ASAT (antisatellite) che i principali avversari, Russia e Cina, stanno mettendo a punto.
Pro: l’idea potrebbe funzionare se alla base ci fosse l’intenzione di riunire tutte le attività spaziali statunitensi per la difesa sotto un unico ramo. Dallo sviluppo dei satelliti al procurement del lancio fino alla gestione in orbita. Oltre, ovviamente, a tutto ciò che concerne l’insieme di capacità di difesa attiva degli asset una volta in orbita e le strategie di resilienza (come ad esempio il lancio satellitare aerotrasportato). Questo nel lungo periodo potrebbe rendere più efficiente la catena di comando e risparmiare su alcuni costi.
Contro: per ottenere i vantaggi sopra descritti bisognerebbe togliere all’USAF il ruolo di “regina” dello spazio militare made in USA (cosa che si sa già che ai generali piace poco) oltre a diminuire se non annullare il contributo dell’NRO. Anche si decidesse di perseguire tutto questo, le tempistiche sarebbero molto lunghe.
A quanto risulta però, i compiti della Space Force sono ancora tutti da definire con chiarezza.

Emiliano Battisti

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Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.

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