Puoi leggerlo in 3 min.

In 3 sorsiLa mancata tenuta delle elezioni legislative e la lunga permanenza al potere del Presidente Bongo Ondimba sono alla base della grave crisi istituzionale che sta attraversando il Gabon

1. CAOS ISTITUZIONALE

Dal 30 aprile scorso il Gabon è precipitato in un fulmineo stato di caos istituzionale a seguito dello scioglimento dell’Assemblea nazionale e del governo in carica decretato dalla Corte costituzionale per incapacità ad organizzare le elezioni legislative entro il 29 aprile. Al Senato è stato attribuito il potere legislativo fino all’insediamento della prossima Assemblea nazionale. Con un colpo di scena inatteso, due giorni dopo la dissoluzione del governo, il premier uscente Emmanuel Issoze Ngondet è stato incaricato di formare un nuovo governo di transizione. Con l’esclusivo compito di organizzare le elezioni i membri del nuovo esecutivo hanno prestato giuramento davanti al Presidente Bongo lo scorso 8 maggio. La decisione della Corte Costituzionale, un fatto senza precedenti nella storia repubblica gabonese, ha suscitato reazioni contrastanti tra le forze politiche. Il portavoce del governo e Ministro della comunicazione Alain Claude Bilie By Nze ha riconosciuto autonomia e libertà alla decisione presa dalla Corte costituzionale. L’esponente dell’opposizione Casimir Oyè Mba, vicepresidente dell’Union National (UN), ha qualificato la decisione di sciogliere il Parlamento un ‟colpo di Stato istituzionaleˮ compiuto in uno scenario preparato in anticipo dalla maggioranza così da evitare la prova del voto nel timore di incassare una sconfitta. Dal su canto, la Presidente della Corte Costituzionale, Marie-Madeleine Mborantsuo, ha difeso la difficile decisione presa in nome della semplice applicazione delle disposizioni costituzionali e ha rifiutato l’accusa di aver perpetrato un colpo di Stato e di aver creato un vuoto istituzionale colmato invece, a suo parere, dal Senato.

Embed from Getty Images

Fig. 1 – Il Primo Ministro uscente del Gabon Emmanuel Issoze-Ngondet 

2. NODO DELLE ELEZIONI LEGISLATIVE E CRISI POST-ELETTORALE 2016 

 L’attuale caos istituzionale affonda le sue radici nella mancata tenuta delle elezioni legislative posticipate rispetto alla data originaria del 27 dicembre del 2016 per ben due volte, nel luglio del 2017 e nell’aprile del 2018. Tale ritardo è stato dapprima motivato dalle insufficienti risorse economiche pubbliche a disposizione e in seguito dalla necessità di aprire un dialogo politico nazionale per ripristinare la pace sociale infranta dalla crisi post-elettorale seguita alle elezioni presidenziali del 2016. Alla fine dell’agosto del 2016, la proclamazione della vittoria del Presidente Ali Bongo Ondimba, esponente del Parti Démocratique Gabonais (PDG) sull’allora Ministro degli Esteri, Jean Ping, esponente dell’Union des Forces du Changement (UFC), scatenò un’intensa ondata di proteste dei sostenitori dell’opposizione nella capitale Libreville a cui fecero seguito pesanti violazioni dei diritti umani. Il rifiuto di Ping di riconoscere l’esito delle ultime elezioni presidenziali e la sua rinuncia a partecipare al dialogo nazionale inclusivo d’Angondjé, fortemente voluto dal Presidente Ali Bongo Ondimba e tenutosi dal 28 marzo al 26 maggio 2017, hanno impresso sulla revisione della Costituzione del 10 gennaio 2018, adottata dalle due camere a larga maggioranza PDG, e sulla riforma della legge elettorale decretata dal Consiglio dei ministri lo scorso 26 gennaio, un indelebile marchio d’unilateralità.

Embed from Getty Images

Fig. 2 – Il Presidente del Gabon Ali Bongo Ondimba

3. PROCESSO PRE-ELETTORALE

In occasione del Consiglio dei Ministri del 17 maggio, il Presidente Bongo Ondimba ha presentato un piano di azione generale da seguire nei prossimi mesi. Il giorno successivo il nuovo Primo ministro ha presieduto una riunione preparatoria relativa all’organizzazione delle prossime elezioni parlamentari. Al fine di facilitare il processo di organizzazione delle elezioni si terranno d’ora in poi due sessioni di lavoro settimanali. Al governo compete la mobilitazione dei mezzi finanziari e del materiale elettorale da mettere a disposizione del neo istituito Centro elettorale gabonese (CGE) a cui spetta il compito di pubblicare il calendario elettorale, di revisionare le liste elettorali e il registro elettorale nelle diverse circoscrizioni. In assenza ancora di un ufficiale cronoprogramma elettorale, Oyè Mba ha suggerito come data di inizio del nuovo mandato dell’Assemblea nazionale il prossimo settembre. Sebbene la reazione del cosiddetto ‟groupe de 41 partisˮ alla decisione della Corte costituzionale sia stata compatta, la nomina nel nuovo governo nel ruolo di ministri di tre figure di punta – Jean de Dieu Mouckagni Iwangou, Michel Menga M’Essone, David Mbadinga – della coalizione d’opposizione Coalition pour la Nouvelle République (CPNR) guidata da Ping ha aperto una velenosa crisi interna nei partiti Union et Solidarité (US) e Rassemblement Héritage et Modernité (RHM) dove peraltro non è mai sopito il dibattito sul partecipare o boicottare le prossime elezioni. Rispetto a un’opposizione frammentata, il potere del Presidente Bongo Ondimba esce rafforzato dalle prerogative attribuitegli dall’adozione della nuova Costituzione. Nello stile più classico del ‟micmacˮ, dell’intrigo familiare, il rapporto di Bongo Ondimba, al potere dal 2009, con Marie-Madeleine Mborantsuo, a sua volta alla guida della Corte Costituzionale ininterrottamente dal 1991, amante del padre Omar Bongo Ondimba, Presidente del Gabon dal 1967 al 2009, è quanto mai saldo. La vera sfida posta dalle prossime elezioni è di garantire l’alternanza democratica laddove sin dall’indipendenza il sistema dei partiti è stato dominato dal PDG.

Salvatore Loddo

Foto di copertina: Free Grunge Textures – www.freestock.ca

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Salvatore Loddo

Sono nato in una piccola località turistica della Sardegna nel 1985. Studi e lavoro mi hanno portato lontano. Ultima tappa è Atene, dove vivo da qualche tempo. Ho studiato filosofia a Venezia e Torino, diritti umani e “studi sul genocidio” a Londra. Ho collaborato con il Centro Studi Sereno Regis (Torino), Saratoga Foundation for Women Worldwide (New York), Philosophy Kitchen (Torino). Ho pubblicato nel 2015 La Shoah. Una guida agli studi e alle interpretazioni e articoli sulla crisi in Centrafrica e sulla “responsabilità di proteggere”. Principali aree di interesse sono la violenza politica e le strategie di prevenzione, la trasformazione non violenta dei conflitti e le innumerevoli forme di rappresentazione della violenza estrema.