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In 3 sorsi –  L’evoluzione dei rapporti tra Roma e Parigi ha creato lo spazio per la creazione di un patto, il Trattato del Quirinale, volto a consolidare l’amicizia tra i due Paesi e a concretizzare l’alleanza

1. ROMA-PARIGI

Lo scorso settembre a Lione si è tenuto il trentaquattresimo vertice tra Italia e Francia, incontro che non solo si è basato su una forte spinta europeista, ma ha anche visto rafforzarsi i rapporti tra i due Paesi. Emmanuel Macron, eletto lo scorso maggio Presidente della Repubblica francese, ha da sempre lasciato intendere che, una volta al Governo, avrebbe consolidato e ampliato le cooperazioni con i partner europei e internazionali. Il rafforzamento della cooperazione tra Francia e Italia va ad aggiungersi al duraturo legame che esiste tra Francia e Germania. Dando vita al Trattato del Quirinale, la Francia e l’Italia collaboreranno ulteriormente al rilancio dell’UE. Il Trattato avrà anche lo scopo di definire un metodo di scambi e cooperazione per evitare nuove incomprensioni. Negli scorsi anni, ci sono stati forti contrasti sia in politica estera che di difesa.  Non sono poi mancati gli screzi in campo economico, riguardanti investimenti diretti francesi in Italia e viceversa, come dimostrato dal caso Stx-Fincantieri. Un ulteriore obiettivo del progetto del Trattato del Quirinale è quello di contrastare l’immigrazione illegale, creando un monitoraggio comune delle rotte di migrazione dall’Africa occidentale.

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Fig. 1 Il premier italiano Gentiloni, la Cancelliera tedesca Merkel e il Presidente francese Macron durante la conferenza dei Balcani Occidentali a Trieste lo scorso luglio 2017

2. IL TRATTATO DEL QUIRINALE

Partendo dall’idea nata a Lione, il Presidente Emmanuel Macron e il premier Paolo Gentiloni hanno deciso di rafforzare l’alleanza tra i due Paesi con un patto, il Trattato del Quirinale, che sarà sancito entro la fine del 2018. L’idea di creare questo progetto bilaterale non avrà conseguenze positive solo per le relazioni tra i due Stati, ma anche a livello europeo. L’intento di Macron è quello di creare con l’Italia un rapporto simile a quello costituito nel 1963 tra Francia e Germania, conosciuto come Trattato dell’Eliseo (vedi il chicco in più). Rilanciando il progetto di un Trattato con l’Italia, Macron ha dichiarato che il rapporto tra Francia e Germania non è esclusivo e che, anzi, l’Italia potrebbe diventare protagonista della politica europea insieme a Francia e Germania. La cooperazione e comunicazione tra i due Paesi, sarà organizzata con incontri stabiliti e sistematici per discutere su questioni bilaterali, oltre che con scambi frequenti anche di funzionari. Il Trattato del Quirinale sarà redatto da un “gruppo di saggi”: sei esperti in materia scelti dai rispettivi Paesi, di cui tre francesi e tre italiani. Al momento sono noti i nomi dei tre italiani che prenderanno parte alla redazione del Trattato: Franco Bassanini, professore di Diritto Costituzionale, Presidente della fondazione ASTRID ed ex ministro; Marco Piantini, consigliere di Palazzo Chigi per gli affari UE; Paola Severino, rettore dell’Università Luiss di Roma ed ex ministro. Il compito del “gruppo di saggi” è quello di definire l’ambito del Trattato, che avrà lo scopo di ordinare concretamente la cooperazione tra i due Paesi su temi quali cultura, settore industriale, navale, civile e militare. Nei giorni scorsi, Macron e Gentiloni hanno inviato agli esperti una lettera per definire i compiti, le finalità ed il perimetro del patto. I lavori saranno organizzati in due fasi. Nella prima fase si porranno le basi, decidendo il contenuto del Trattato e concentrandosi su una cooperazione strutturata in campo economico, industriale e dell’innovazione, oltre che su questioni riguardanti l’istruzione, la cultura, la ricerca e l’insegnamento superiore. Questa prima fase dovrebbe concludersi entro la fine di aprile di quest’anno. La seconda fase sarà invece dedicata alla redazione del Trattato vero e proprio, che dovrà essere pronto a fine estate.

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Fig. 2 Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni

3. IL FUTURO DELL’EUROPA

Con la Francia l’Italia ha sempre avuto rapporti storici duraturi, vista anche la vicinanza geografica, ma negli anni gli “screzi” non sono di certo mancanti. Firmando il patto, si potrebbe creare un rapporto basato su consultazioni bilaterali, realizzando condizioni di cooperazione e comunicazione costanti, dando seguito a un “trilateralismo europeo” tra Francia, Germania e Italia come promotori di un’Europa più ambiziosa. Macron ha dichiarato che con questo patto si vogliono rafforzare le fondamenta di un Europa unita, più stabile, sovrana e democratica. Tra i punti chiave del Trattato e della cooperazione tra i due Paesi troviamo l’immigrazione e il contrasto del traffico di esseri umani. Gentiloni ha dichiarato che nel 2017 sono stati ottenuti risultati importanti e che l’intenzione è di continuare in questa direzione. L’idea è quella di delineare insieme le politiche dell’Europa per il prossimo decennio, dando quindi una prospettiva a lungo termine all’UE, lavorando meglio e in modo più organizzato alla creazione di nuove regole per armonizzare i sistemi di accoglienza e di asilo e cercando di creare un’Europa più forte che difende i popoli e risponde meglio alle loro necessità.

Moira Mastrone

Un chicco in più

La cooperazione tra Francia e Germania è stata formalizzata il 22 gennaio del 1963 tra il Presidente francese Charles de Gaulle e il cancelliere tedesco Konrad Adenauer, con una convenzione che ha preso il nome di “Trattato dell’Eliseo”. Nel 2018 la cooperazione franco-tedesca celebrerà 55 anni e, in questa occasione, i due Paesi hanno deciso di potenziare l’integrazione e aggiornare il trattato per affrontare al meglio le sfide future e agire congiuntamente in favore della sicurezza, della pace, dello sviluppo e della lotta al terrorismo. Il nuovo Trattato dell’Eliseo inoltre proporrà di ravvicinare le società, i cittadini e soprattutto i giovani dei due Paesi, sviluppando gemellaggi fra scuole e programmi di scambio, oltre a promuovere l’insegnamento reciproco delle lingue. Tra i vari punti, la nuova versione del Trattato dell’Eliseo avrà un’impronta green, puntando a contribuire a salvaguardare il pianeta con azioni mirate alla protezione del clima, rispondendo alle sfide globali su energia, mobilità, biotecnologie e intelligenza artificiale. La cooperazione franco-tedesca rimarrà strutturata e consolidata, con un Consiglio bilaterale che continuerà a riunirsi ogni bimestre. 

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Redazione

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