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GDM2018 – È stato un 2017 complicato per il Primo Ministro britannico che, dopo elezioni negative per i Tories e una prima fase dei negoziati per la Brexit travagliata, deve riuscire a chiudere l’accordo finale con la Commissione Europea entro il 2018. Ce la farà?
È una regina nel mazzo di carte targato Il Caffè Geopolitico

CHI È

Theresa May è il Primo Ministro del Regno Unito. In carica da luglio 2016 dopo aver preso il posto di David Cameron in seguito al fallimentare (per quest’ultimo) referendum sulla Brexit, la leader esponente del Partito Conservatore ha puntato tutta la sua carriera politica sul successo dei negoziati con l’Unione Europea che porteranno Londra a lasciare l’UE. Quando? Ancora non si sa, come molti sono ancora i punti di domanda sul tappeto, in quello che sarà un anno cruciale per la May.

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Fig. 1 – Theresa May guarda i suoi ministri: di chi si può davvero fidare?

COME È STATO IL SUO 2017

È stato un 2017 decisamente complicato per la May, che ha dovuto elaborare praticamente ex novo le linee guida per “portare a casa” la Brexit, ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea che era stata decisa dalla popolazione britannica a giugno 2016 ma nella cui eventualità nessuno, alla fine, credeva davvero. Hard? Soft? Clean? Ancora non si è capito quali caratteristiche assumerà il distacco di Londra dalle istituzioni comunitarie, ma è chiaro che le grandi difficoltà politiche interne hanno indotto il Primo Ministro a moderare le proprie intenzioni e ad accettare compromessi abbastanza onerosi con Bruxelles al fine di riuscire a concludere la fase 1 dei negoziati entro dicembre 2017. Le elezioni che la May aveva indetto a giugno 2017 si sono rivelate un boomerang, portando ad una diminuzione – invece di una sonora affermazione, come ci si attendeva – della maggioranza Tory in parlamento, tanto da dover ricorrere ad una manciata di voti garantita dal partito Unionista dell’Irlanda del Nord. Inoltre, alcune figure prominenti dell’esecutivo di Downing Streeti – soprattutto il Ministro degli Esteri Boris Johnson – non vedono l’ora che la May commetta qualche passo falso per poterla rimpiazzare. Tutto sommato, però, la nuova “lady di ferro” della politica britannica ha portato a termine la prima fase dei negoziati, dovendo concedere aperture in tema di diritti da concedere ai cittadini comunitari residenti nel Regno Unito e di contributi al budget comunitario, che saranno versati per intero almeno fino a tutto il 2020.

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Fig. 2 – La May con Macron: il Regno Unito resterà un partner stretto dell’UE?

COME SARÀ IL SUO 2018

Il nuovo anno sarà decisivo per le sorti di Theresa “Maybe”. La “fase 2” delle trattative con la Commissione Europea sarà ancora più complessa della precedente, giacchè Londra dovrà cercare un accordo il più possibile vantaggioso per quanto riguarda la relazione economica futura. Che tratti assumerà il trattato commerciale con l’UE? Sarà un’area di libero scambio, sul modello norvegese, oppure si ricorrerà ad una copia “potenziata” del CETA (l’accordo con il Canada) che preveda anche regole ad hoc sul commercio dei servizi? Ma soprattutto, gli altri 27 Stati europei saranno soddisfatti dell’accordo finale e procederanno con la ratifica in tempo per la fatidica scadenza del 29 marzo 2019? Questa sarà infatti la “cut off date”, ovvero il giorno in cui Londra sarà davvero fuori dall’UE, anche senza un accordo. Ecco perché la May sta cercando prima di tutto di ottenere la concessione di un periodo di transizione di almeno due anni, durante i quali non cambierà assolutamente nulla. E chissà, non è da escludere che prima del 2021 si possa anche cambiare idea e tornare indietro (come sperano ad esempio leader autorevoli del passato come Tony Blair). Insomma, sarà poi vero che “Brexit means Brexit”, come era solita ripetere la May prima di rendersi conto che, dopotutto, uscire dall’UE sbattendo la porta non sarò un grande affare per il Regno Unito?

Il Desk Europa

Theresa May è una delle carte del mazzo de Il Caffè Geopolitico. Associatevi qui per ricerverlo insieme ad altri vantaggi.

 

 

 

 

Foto di copertina di Tiocfaidh ár lá 1916 Licenza: Attribution-NoDerivs License

Redazione

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