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In 3 sorsi Lo Zimbabwe ha avviato le pratiche per la riammissione nel Commonwealth e inaugura una nuova fase politica, volta a una maggiore apertura nei confronti degli storici alleati occidentali

1. LA RICHIESTA DI RIAMMISSIONE

Lo scorso 9 maggio il neopresidente dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa, ha ufficialmente presentato la domanda di riammissione all’interno del Commonwealth, segnando un netto cambio in politica estera rispetto al predecessore, Robert Mugabe, che è stato al potere del Paese ininterrottamente dal 1980, anno dell’indipendenza dall’Inghilterra. Nonostante Mnangagwa sia stato uno stretto collaboratore durante i 37 anni di governo di Mugabe, ricoprendo più volte la carica di ministro (negli ultimi anni fu anche Vice-Presidente della Repubblica), il cambio di leadership sembra essere evidente. Risale al 2002 il momento in cui il Paese fu sospeso dall’organizzazione delle ex colonie britanniche a causa di elezioni non regolari e di ripetute violazioni dei diritti umani; l’anno successivo Mugabe decise poi di abbandonare definitivamente l’organizzazione, che venne accusata dal leader di complottare contro la stabilità del suo governo. La procedura di riammissione dell’ex colonia britannica, prevede che lo Stato sudafricano si dimostri allineato con i valori fondamentali dell’organizzazione, quali democrazia, protezione dei diritti umani e libertà di espressione. La richiesta di riammissione dello Zimbabwe porta con sé quindi un chiaro messaggio: la disponibilità e la volontà di riallacciare rapporti con le organizzazioni internazionali e con i partner occidentali.

Fig. 1 – A sinistra il Presidente Emmerson Mnangagwa, a destra Cyril Ramaphosa, Presidente del Sudafrica, storico alleato commerciale dello Zimbabwe

2. RILANCIARE LA PRODUTTIVITÀ DEL PAESE

La nuova amministrazione eredita una situazione economica disastrata: con un debito pubblico superiore agli 11 miliardi di dollari ed un tasso di disoccupazione della popolazione superiore al 90%, lo Zimbabwe è da anni inabile a ricevere finanziamenti. La strategia del nuovo Presidente sembra essere fondata su due pilastri: da una parte risanare l’economia attraverso una serie di riforme, dall’altra aprire verso l’Occidente. Per rivitalizzare l’economia, il neopresidente ha varato una nuova riforma agraria che prevede l’estensione da 5 a 99 anni del contratto di locazione degli agricoltori bianchi rimasti nel Paese. Solo nei primi anni 2000, la controversa riforma agraria varata da Mugabe costrinse migliaia di farmer bianchi ad abbandonare le proprie terre, facendo precipitare il Paese in una grave crisi economica. Dal punto di vista degli investimenti, il governo ha recentemente firmato un accordo con la Kako Resources, un’importante impresa mineraria, per lo sfruttamento del platino della regione Mhondoro-Ngezi, a nord-ovest del Paese. Lo Zimbabwe è ricchissimo di risorse minerarie e agricole, che però a causa delle controverse politiche attuate nell’era Mugabe sono state poco sfruttate.

3. RIACQUISTARE UNA CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE

Intanto, come aveva preannunciato, appena salito al potere lo scorso novembre, Mnangagwa ha fissato le elezioni presidenziali il prossimo 30 luglio. Osservatori del Commonwealth, dell’Unione europea e delle Nazioni Unite saranno invitati durante le elezioni per verificare che tutto proceda regolarmente. Se durante la dittatura di Mugabe, le elezioni erano caratterizzate da violenze ed intimidazioni, il neopresidente dovrà certamente invertire rotta e dar prova di aver riportato la democrazia nello Stato; riacquisire le credenziali democratiche è infatti assolutamente necessario non solo per la riammissione al Commonwealth e la riparazione delle relazioni con le forze occidentali, ma anche per poter accedere ai fondi delle istituzioni finanziarie internazionali, di cui il Paese ha oggi più che mai bisogno.

Fig. 2 – L’ex Presidente Robert Mugabe, 91 anni, fino allo scorso novembre il più anziano capo di stato al mondo

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

Sulle ultime vicende affrontate dallo Zimbabwe, potete leggere di più in questo articolo. [/box]

Foto di copertina: Free Grunge Textures – www.freestock.ca

 

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