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Dal 19 al 27 marzo la capitale del Ciad ha ospitato il Forum inclusivo sulle riforme delle Istituzioni statali, che deciderà il futuro politico del Paese.

IL FORUM NAZIONALE INCLUSIVO 

Dal 19 al 27 marzo si è tenuto nella capitale N’Djamena, al Palais du 15 Janvier, il Forum nazionale inclusivo sulle riforme istituzionali. Questo rilevante evento politico, che avviene per la prima volta dall’approvazione della Costituzione nel 1996, ha segnato la proclamazione da parte del presidente Idriss Déby Itno della nascita della IV Repubblica. Le 75 raccomandazioni contenute nel testo finale prodotto dall’assemblea racchiudono proposte di sostanziale revisione del testo costituzionale relativamente alla riorganizzazione delle grandi Istituzioni, al regime parlamentare e alla figura del Presidente. Tra le principali misure figurano il ripristino del limite di due mandati per l’elezione presidenziale e l’estensione del mandato presidenziale da 5 a 6 anni. Il Forum ha inoltre proposto la soppressione della figura del Primo Ministro, del vicepresidente, del Mediatore civile e del Collegio di controllo e monitoraggio delle entrate petrolifere. La Corte dei conti, il Consiglio costituzionale e l’Alta Corte di giustizia verranno sussunte dalla Corte suprema, mentre il Consiglio superiore della comunicazione diventerà Alta Autorità dell’audiovisivo e dei media. Si è inoltre optato per il mantenimento dell’attuale regime monocamerale privo del Senato, per la creazione di un Consiglio superiore delle comunità territoriali decentralizzate e dei capi tradizionali. Il numero dei parlamentari dovrà essere ridotto da 188 a 140. La durata del mandato parlamentare viene estesa da 4 a 5 anni, rinnovabile per una sola volta. Le attuali 23 regioni sono trasformate in 14 province. I dipartimenti diventeranno collegi elettorali per le elezioni legislative. È stato inoltre pianificato di assicurare la rappresentanza dei membri della diaspora, dei nomadi e delle donne nell’Assemblea nazionale e di mantenere l’attuale sistema elettorale misto a turno unico.

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Fig. 1 – Il presidente del Ciad, Idriss Déby Itno

COSA DICE L’OPPOSIZIONE

Il presidente Déby Itno e gli esponenti del partito Mouvement Patriotique du Salut (MPS), largamente maggioritario nell’Assemblea nazionale, sostengono con forza la necessità di riformare l’architettura politica, amministrativa e socioeconomica del Paese e di adottare uno schema federale e regionalistico. Questo percorso di riforme è inteso come imperativo sulla via della modernizzazione del Ciad e come mezzo per realizzare il progetto sociale accolto dagli elettori nelle elezioni del 2016 in cui hanno confermato la fiducia a Déby Itno. A dispetto del carattere inclusivo che è stato formalmente attribuito al forum, nei fatti è mancata la partecipazione delle forze dell’opposizione politica, con i tre quarti dei 1.169 partecipanti membri o alleati del MPS. Si è assistito a una progressiva riduzione del Forum a un congresso del MPS. Nella seconda giornata del Forum, a seguito della decisione del MPS di imporre un presidio per condurre i dibattiti, numerosi rappresentati della società civile indipendente hanno abbandonato la sala in segno di dissenso. Ugualmente, durante il quarto giorno la scelta del MPS e degli alleati di Governo di optare per un regime presidenziale ha suscitato la protesta degli esponenti dei piccoli partiti di opposizione presenti in sala. Il Segretario generale dell’Union Nationale pour la Démocratie et le Socialisme (UNDS) ha lamentato una certa selettività rispetto al colore politico nel dare la parola ai presenti nel corso della discussione. Al contrario, il Presidente del consesso, Nouradine Delwa Kassiré Koumakoye, ha garantito di aver esteso a tutte le forze l’invito a partecipare al confronto.

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Fig. 2 – Il presidente ciadiano Idriss Déby durante l’incontro con l’ex segretario di Stato americano Rex Tillerson al palazzo presidenziale della capitale N’Djamena, il 12 marzo 2018  

DOVE VA IL CIAD? 

Sebbene l’articolo 224 della Costituzione affermi che la revisione della Carta debba essere approvata tramite referendum, nel messaggio del Capo dello Stato all’Assemblea nazionale dello scorso 14 aprile, Déby Itno ha scelto un’approvazione per via parlamentare delle modifiche al testo, ugualmente prevista dal medesimo articolo in caso di modifica tecnica. Il Comitato di redazione tecnica del progetto della IV Repubblica, al quale compete valutare l’ammissibilità delle raccomandazioni del Forum, ha presentato il documento di riforma al Governo in occasione del Consiglio dei ministri del 10 aprile. Una questione aperta restano le relazioni e gli equilibri tra Capo dello Stato, esecutivo e Assemblea nazionale a seguito della soppressione delle cariche di vicepresidente e di Primo Ministro. La Costituzione della IV Repubblica, se approvata per via parlamentare, rischia di risentire sin dal principio di un deficit di legittimità popolare. I deputati dell’Assemblea nazionale sono divisi su questo modo di procedere. Per il leader dell’opposizione Saleh Kebzaboh la IV Repubblica è un colpo di mano costituzionale che perpetua l’attuale illegittimità dell’Assemblea nazionale, i cui membri non sono stati ancora rieletti dalla fine del mandato nel 2015. I vescovi ciadiani hanno espresso preoccupazione per un processo di riforma che rischia di distorcere le regole del gioco democratico, poiché contiene in germe una seria divisione tra i cittadini. L’approvazione delle riforme costituzionali aprirebbe lo scenario di una monarchia a vita (fino al 2033) per Déby Itno, forte del fatto che il ripristino del limite di due mandati non sarà retroattivo, ma entrerà in vigore dall’inizio del prossimo mandato presidenziale nel 2021. Questo Forum distoglie l’attenzione dalla profonda recessione in cui è caduto il Paese dal 2016 e dalle ondate di proteste anti-austerity dei dipendenti del settore pubblico.

Salvatore Loddo

Un chicco in più
Dal 10 aprile 2018 i cittadini ciadiani sono autorizzati a ottenere visti di viaggio per recarsi negli Stati Uniti.

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Salvatore Loddo

Sono nato in una piccola località turistica della Sardegna nel 1985. Studi e lavoro mi hanno portato lontano. Ultima tappa è Atene, dove vivo da qualche tempo. Ho studiato filosofia a Venezia e Torino, diritti umani e “studi sul genocidio” a Londra. Ho collaborato con il Centro Studi Sereno Regis (Torino), Saratoga Foundation for Women Worldwide (New York), Philosophy Kitchen (Torino). Ho pubblicato nel 2015 La Shoah. Una guida agli studi e alle interpretazioni e articoli sulla crisi in Centrafrica e sulla “responsabilità di proteggere”. Principali aree di interesse sono la violenza politica e le strategie di prevenzione, la trasformazione non violenta dei conflitti e le innumerevoli forme di rappresentazione della violenza estrema.