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Miscela Dark Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane

GERMANIA

  • Arrestate in un’ operazione antiterrorismo diverse persone a Berlino, tra i 18 e 21 anni, che avevano in mente di accoltellare dei partecipanti alla maratona di Berlino. Nelle abitazioni di alcuni arrestati sono stati rinvenuti dei coltelli da caccia. Le autorità non hanno rilasciato ulteriori informazioni, a causa delle indagini ancora in corso sugli arrestati. L’allerta terrorismo nel Paese resta molto alta.
FRANCIA

  • Arrestato nel nord del Paese Bassam Ayachi, ex imam del Belgium Islamic Center definito come il Padrino del Jihad Belga.  Ha aiutato per anni i giovani radicalizzati del Paese a raggiungere i teatri di guerra nel Siraq e nel 2009 era stato anche arrestato in Italia per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Poco dopo il suo rilascio, nel 2013, era partito per la Siria con il figlio per combattere  con il gruppo Suquor al Sham nella provincia settentrionale di Idlib.
ISRAELE

  • Lo Shin Bet, in collaborazione con l’Esercito Israeliano – IDF, ha reso noto di aver sventato un attacco terroristico perpetrato dal gruppo IJPIslamic Jihad in Palestine – che mirava a colpire una nave della marina militare israeliana. Il gruppo di fuoco, pronto ad entrare in azione a bordo di un peschereccio fungente da esca, era intenzionato, inoltre, a sequestrare quei soldati israeliani che sarebbero rimasti vivi al termine dell’attacco. Le autorità hanno indicato Amin Saadi Muhammad Jumaa, nato nel 1994, come leader della cellula, già noto per aver collaborato con Hamas nel reperimento di esplosivi dall’Egitto.
EGITTO

  • L’esercito egiziano dichiara di aver ucciso Nasser Abu Zaboul, leader di un organizzazione terroristica nel Sinai centrale dopo un intenso scontro a fuoco. Il nome dell’organizzazione non è stato menzionato nel comunicato dell’esercito egiziano, ma è probabile che Zaboul fosse a capo della filiale dello Stato Islamico nel SinaiWilaya Sinai – operante nella regione centrale del Sinai. 
Infografica presente in al Naba sulle operazione dello Stato Islamico nel Sinai
FILIPPINE

  • Le autorità filippine dichiarano di aver catturato Walton Juljirin, importante leader locale del gruppo terroristico Abu Sayyaf, nella provincia di Patikul.
PAKISTAN

  • Lo Stato Islamico continua a colpire la comunità cristiana presente nella città di Quetta. Questa volta sono state uccise 2 persone, mentre altre cinque sono state ferite, poco dopo il termine della funzione in una chiesa di Essa Nagri, area provinciale limitrofa alla città.
AFGHANISTAN

  • Nel distretto di Bal Chiragh della provincia di Faryab è stato ucciso Qari Hikmatullah, leader locale dello Stato Islamico nel Khorasan, da uno strike aereo statunitense. Qari Hekmat, come erano soliti chiamarlo le autorità afghane, guidava un distaccamento dello Stato Islamico non molto lontano dalla provincia del Jowzjan, una delle roccaforti del gruppo nel Paese. Era sfuggito a vari tentativi di omicidi mirati da parte dell’Emirato Islamico dell’AfghanistanTaliban. L’importanza di questa eliminazione risiede nel ruolo che Hekmat e la sua unità ricoprivano per la filiale afghana dello Stato Islamico. Quest’ultimo infatti, ex figura chiave all’interno dell’IMUIslamic Movement of Uzbekistan – che però aveva servito anche tra i ranghi dei Taliban sino alla morte del mullah Omar, era a capo del sistema di reclutamento ed addestramento dei foreign fighters che provenivano dalle repubbliche ex sovietiche centroasiatiche. Con la sua dipartita, si prova a colpire un network operativo ben ottimizzato, che dall’essere a disposizione dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan era passato nelle mani di IS-K.
YEMEN

  • 18 appartenenti alla filiale yemenita di al Qaeda – AQAP – sono riusciti a fuggire dalla prigione dove erano detenuti dai ribelli Houthi nella provincia di al Bayda. Hanno sfruttato una rivolta scoppiata all’interno del carcere per impossessarsi di alcune armi da fuoco e farsi strada tra le forze di sicurezza.
  • Riprende vigore l’attività dello Stato Islamico nel Paese nel governatorato di al Bayda, nello stesso distretto in cui operano anche i suoi rivali di al Qaeda nella Penisola Arabica. Sono state diffuse immagini del gruppo mentre distribuisce l’ultimo numero di al Naba e Amaq News Agency riporta un attacco del gruppo contro una postazione Houthi che è costata la vita a 10 ribelli.
Amaq News Agency pubblica foto che ritrae la diffusione del settimanale al Naba nella provincia di al Bayda
IRAQ

  • A Hit city, ad ovest di Ramadi nella provincia dell’Anbar, l’esercito iracheno ha ucciso sette militanti appartenenti allo Stato Islamico. Tra questi ha perso la vita Omar Safwak, noto anche come Abu Walid al Shishani, uno dei più alti comandanti militari del gruppo guidato dal Califfo Abu Bakr al Baghdadi. I ceceni, insieme agli iracheni, solitamente occupano i gradini più alti nella scala gerarchica militare dello Stato Islamico, in virtù della loro già provata esperienza in guerra o in guerriglia prima ancora di unirsi all’organizzazione. 
SIRIA

  • Si intensificano gli scontri tra le SAA e le sacche di resistenza dello Stato Islamico tra i settori di Abu Kamal e Deir ez Zor. Una volta completate le operazioni nei distretti limitrofi a Damasco, è proprio qui che dovrebbe concentrarsi la prossima offensiva dei governativi. 
  • Il gruppo affiliato allo Stato Islamico Khalid Ibn al Walid reclama di aver ucciso 35 ribelli e feritone 42 in una serie di raid e di operazioni di martirio nel distretto di Daraa.
  • Non si è fatta attendere la reazione della comunità jihadista all’ultimo strike statunitense con il supporto degli alleati francese e britannici. In particolare, l’ideologo al Muhaysini ha ironizzato sulla portata limitata del raid, affermando anche che “Bashar può uccidere tutti i musulmani che vuole, ma non con le armi chimiche”. 
  • Lo Stato Islamico è tornato a colpire nella zona di Palmira. L’ultimo attacco suicida del gruppo si era verificato ad Ottobre 2017. Questa volta sono state prese di mira alcune caserme governative nell’area.
  • Sembra definitivamente tramontata l’ipotesi di tregua tra i gruppi HTSHayat Tahrir al Sham – e JTSJabhat Tahrir Suryia. Il gruppo ceceno Imarat Kavakaz in Sham, che agisce sotto l’ombrello di HTS,  ha invitato i due a riprendere il dialogo, specificando che allo stato attuale non patteggia per nessuno dei due gruppi.
Il comunicato del gruppo JTS riguardante l’ultimo tentativo di cessate il fuoco con il gruppo rivale HTS
JIHADIMEDIA

  • As Sahab Media ha diffuso un video in cui Hamza bin Laden, figlio di Osama bin Laden e probabile erede al trono di al Qaeda, incita i sauditi a rivoltarsi contro la loro dinastia di tiranni. Condanna le forti relazioni tra Arabia Saudita e US e indica nell’incontro del 1945 tra il regnante Abd al Aziz e Frank Delano Roosvelt l’inizio dell’intrusione statunitense nella Terra dei due Luoghi Santi dell’Islam. 
Locandina dell’ultimo audio messaggio di Hamza Bin Laden
  • Rilasciato il numero 127 del settimanale al Naba, rivista informativa settimanale dello Stato Islamico. Importante il monito lasciato su quest’ultimo numero alle cellule dormienti del gruppo. Si invita a non esagerare nell’assumere eccessive forme di sicurezza che potrebbero sfociare nell’inattività passiva. Si ricorda, infatti, che il cammino del jihad è un cammino che prevede la presa anche di determinati rischi. Quindi, si conclude, va bene prendere delle precauzioni, ma solo al fine di conseguire gli obbiettivi operativi del gruppo, non nella salvaguardia dei singoli individui o della cellula stessa. 
  • Con l’avvicinarsi del mondiale di calcio in Russia, cresce in modo esponenziale la diffusione di materiale propagandistico dello Stato Islamico, sia ufficiale sia prodotto dai numerosi fangroup, che invita a colpire la manifestazione. In particolare, la partita inaugurale tra Russia e Arabia Saudita che si disputerà a Mosca presso lo stadio Luzniki, è stato individuato come bersaglio ideale per colpire due tra i nemici più odiati dalla propaganda jihadista globale. 
  • Lo costola damascena dello Stato IslamicoDimashq Wilaya – ha diffuso un nuovo video dove mostra alcune fasi delle sue operazioni nelle periferie di Damasco. Inoltre nel video si prova a rassicurare i foreign fighters presenti in Siria, offrendogli un appoggio tra i proprio ranghi, qualora vogliamo continuare a combattere contro il tiranno Bashar al Assad.

A cura di Valerio Mazzoni

Un chicco in più

Qui potete consultare le precedenti uscite de Gli Occhi nel Jihad

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I
viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo del NBA.