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La nomina di John Bolton alla posizione di National Security Advisor, che sostituisce H.R. McMaster, è significativa. Quali sono le sue posizioni in merito alle principali questioni sull’agenda di politica estera statunitense? Come vede il mondo il nuovo NSA?

Il National Security Adivsor (Consigliere per la sicurezza nazionale – NSA) è uno dei principali e più vicini consiglieri del Presidente in merito a questioni di sicurezza nazionale e, per questo motivo, può avere un grande impatto sulle decisioni di politica estera. John Bolton, sia per la lunga carriera governativa alle spalle sia per il carattere deciso che lo contraddistingue, potrebbe ritagliarsi uno spazio importante nell’amministrazione Trump.

IRAN

Bolton è uno dei più accesi oppositori dell’accordo sul nucleare e ha più volte sostenuto la necessità di condurre un attacco contro le installazioni nucleari iraniane per bloccare lo sviluppo del programma atomico. Inoltre considera Teheran come il maggiore sponsor del terrorismo a livello globale e, conseguentemente, una minaccia di primo piano per Stati Uniti e alleati nell’area – specialmente Israele e Arabia Saudita. A breve Donald Trump dovrà decidere come muoversi sull’Iran Deal: restare o uscire. La nomina di Bolton sembra essere un segnale nella seconda direzione.

COREA DEL NORD 

Se da una parte ha dichiarato che «Nobody should want a war on the Korean Peninsula» (Nessuno dovrebbe volere una guerra nella penisola coreana), dall’altra ritiene che gli Stati Uniti abbiano tutto il diritto di agire preventivamente contro la minaccia costituita da Pyongyang. Si è espresso in favore del rovesciamento del regime nord-coreano e della riunificazione della penisola. La nomina di Bolton pone, dunque, una minaccia diretta a Kim Jong Un: ciò potrebbe favorire i negoziati oppure un’escalation dagli esiti imprevedibili.

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Fig. 1 – John Bolton parla durante l’annuale Conservative Political Action Conferenze (CPAC)

ISRAELE

La Guardian of Zion Award, consegnata a Bolton il 29 maggio 2017, mostra la profondità del sostegno del nuovo NSA alla causa israeliana. Bolton si è espresso a favore del riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele e dello spostamento nella Città Santa dell’Ambasciata statunitense, aggiungendo che solo Washington ha diritto di decidere dove posizionare le sue sedi diplomatiche. Vari ministri israeliani hanno applaudito alla nomina di Trump in quanto ritengono Bolton un «vero amico di Israele». Nelle prossime settimane l’amministrazione americana dovrebbe svelare il suo piano di pace per risolvere il conflitto israelo-palestinese: difficilmente sarà un accordo gradito ad ambedue le parti.

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Fig. 2 – Bolton parla a una manifestazione contro il Governo irananiano a New York

CINA E RUSSIA

Anche per Cina e Russia il nuovo NSA non ha trovato parole molto gentili. La linea dura, infatti, è da lui sposata per tutti i regimi che direttamente o indirettamente minacciano gli Stati Uniti. In merito ha dichiarato: «Russia, Cina, Siria, Iran, Corea del Nord. Una politica di sicurezza nazionale basata sulla convinzione che regimi come questi onoreranno le promesse che fanno è destinata a fallire». Recentemente ha sostenuto i dazi imposti da Trump a Pechino – sostenendo che è «ben differente essere a favore del libero commercio e stare seduti mentre gli altri rubano la tua proprietà intellettuale e si comportano in modo non corretto» – e ha duramente condannato l’attacco chimico nel Regno Unito, ritenendo necessaria una risposta decisa contro Mosca.

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Fig. 3 – Bolton (il primo da sinistra) alle audizioni congressuali per lo spostamento dell’Ambasciata USA da Tel Aviv a Gerusalemme

BREXIT E UNIONE EUROPEA

John Bolton sostiene una dura e veloce Brexit e lo ha rimarcato in varie occasioni. Secondo Bolton, infatti, l’Unione Europea è un agglomerato di burocrazia disfunzionale e regolamentazioni asfissianti. Inoltre, la sua mal sopportazione per Bruxelles non è legata solo a ciò che l’Unione Europea fa ma anche, più semplicemente, a ciò che l’Unione Europea è. Il nuovo NSA, infatti, non nutre particolare simpatia per le organizzazioni internazionali e sovranazionali. In un suo lavoro uscito quasi vent’anni fa – Should We Take Global Governance Seriously? (2000) – Bolton mostra chiaramente la sua visione in merito, contrapponendo americanismo a globalismo. Così come ritiene istituzioni e norme internazionali una gabbia per l’America, allo stesso modo ritiene l’Unione Europea – quanto meno nella sua forma sempre più integrata da Maastricht in poi – una gabbia per gli Stati Membri.

Simone Zuccarelli

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

Bolton era ritenuto un possibile candidato alla carica di Segretario di Stato nella nuova amministrazione Trump. Secondo indiscrezioni, tuttavia, il presidente americano non lo avrebbe scelto in quanto non gradiva i folti e iconici baffi boltoniani. Interrogato recentemente in merito, un advisor della Casa Bianca ha dichiarato che nonostante i baffi fossero una questione rilevante non avrebbero costituito un impedimento insormontabile per la possibile nomina di Bolton. Così è stato.[/box]

Foto di copertina di Gage Skidmore Licenza: Attribution-ShareAlike License

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Simone Zuccarelli

Classe 1992, sono dottore magistrale in Relazioni Internazionali. Da sempre innamorato di storia e strategia militare, ho coltivato nel tempo un profondo interesse per le scienze politiche. 

A ciò si è aggiunta la mia passione per le tematiche transatlantiche e la NATO che sfociata nella fondazione di YATA Italy, sezione giovanile italiana dell’Atlantic Treaty Association, della quale sono Presidente. Sono, inoltre, Executive Vice President di YATA International e Coordinatore Nazionale del Comitato Atlantico Italiano.

Collaboro o ho collaborato anche con altre riviste tra cui OPI, AffarInternazionali, EastWest e Atlantico Quotidiano. Qui al Caffè scrivo su area MENA, relazioni transatlantiche e politica estera americana. Oltre a questo, amo dibattere, viaggiare e leggere. Il tutto accompagnato da un calice di buon vino… o da un buon caffè, ovviamente!