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RistrettoAnnuncio choc ieri sera, PPK rassegna le dimissioni per “non essere un ostacolo per il Paese”. Vediamo perché

Dopo solo 1 anno e 7 mesi il Perù non ha più il Presidente della Repubblica. Dopo il consiglio dei ministri di ieri, PedroPablo Kuczynsky, per tutti PPK, ha rassegnato le dimissioni. Il conflitto tra esecutivo e legislativo ha così fine, segnando la sconfitta politica del primo. Alcuni video imbarazzanti, presumibilmente fatti circolare ad opera del partito di destra Fuerza Popolar, fondato e presieduto da Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente e sconfitta all’ultima tornata proprio da PPK, mostrano un’imbarazzante tentativo di compravendita di voti in parlamento in cambio della costruzione di opere pubbliche. Ma questo è solo l’ultimo scandalo in ordine temporale.

Oggi si sarebbe dovuto tenere una votazione nel Congresso che avrebbe potuto chiedere l’impeachment per le tangenti (presunte) ricevute nel caso Odebrecht, come avevamo documentato giusto un anno fa. Il presidente ha comunicato la propria decisione attraverso un messaggio tv in cui dice di “farsi da parte per non diventare un intralcio per il Paese”. Ora il parlamento attende la formale richiesta di dimissioni e ci si interroga sul da farsi. Potrebbero essere respinte (ipotesi poco probabile) o potrebbe vedere la luce un governo di unità nazionale per superare la difficile fase, anche alla luce del fatto che il 13 e 14 aprile Lima ospiterà il summit delle Americhe, cui parteciperà anche Trump e, si dice, Maduro, sebbene non invitato.

Che ne sarà di PPK? Intanto, la magistratura ha chiesto che gli venga impedito di lasciare il Paese. Poi, sul piano processuale, dovrà difendersi. La Westfield Capital, impresa che appartiene allo stesso Kuczynski, offrì servizi di consulenza alla Odebrecht mentre PPK era ministro delle Finanze dell’esecutivo di Alejandro Toledo (tra il 2001 ed il 2006). Si indaga inoltre su una presunta relazione con First Capital, dell’imprenditore cileno Gerardo Sepúlveda. Attraverso questa, il leader di “Peruanos por el Kambio” (appunto, PPK) ebbe delle consulenze per il progetto H2Olmos, vinto poi, forse non a caso, proprio da Odebrect.

Andrea Martire

Foto di copertina di YoTuT Licenza: Attribution License

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Andrea Martire

Appassionato di America Latina, background in scienze politiche ed economia. Studio le connessioni tra politica e sociale. Per lavoro mi occupo di politiche agrarie e accesso al cibo, di acqua e diritti, di made in Italy e relazioni sindacali. Ho trovato riparo presso Il Caffè Geopolitico, luogo virtuoso che non si accontenta di esistere; vuole eccellere. Ho accettato la sfida e le dedico tutta l’energia che posso, coordinando un gruppo di lavoro che vuole aiutare ad emergere la “cultura degli esteri”. Da cui non possiamo escludere il macro-tema Ambiente, inteso come espressione del godimento dei diritti del singolo e driver delle politiche internazionali, basti pensare all’accesso al cibo o al water-grabbing.