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Miscela Dark Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane

BELGIO

  • Otto persone arrestate a Bruxelles, nel quartiere di Molenbeek, con l’accusa di aver ordito un attacco terroristico. Al momento le autorità non hanno rilasciato ulteriori dettagli sull’operazione.
FILIPPINE

  • L’esercito filippino ha dichiarato che, secondo le loro fonti, il nuovo leader dello Stato Islamico nel sudest asiatico è noto con il nome di guerra di Abu Dar. Sarebbe uno dei vici comandanti dell’ex leader Isnilon Hapilon, ucciso nel 2017 al termine dell’assedio di Marawi. Viene descritto come meno radicalizzato e con meno esperienza sul campo del suo predecessore, ma ha sufficienti contatti e legami con altri guerriglieri in tutto il sudest asiatico.
YEMEN

  • Lo Stato Islamico nello Yemen, tramite Amaq News Agency, rivendica un doppio attacco nella città di Aden, dove è stato colpito un quartier generale dell’antiterrorismo, che ha provocato quattordici morti e quaranta feriti.
SOMALIA

  • Al Shabaab rivendica doppio attacco nella capitale Mogadiscio, nelle vicinanze del palazzo presidenziale, che ha provocato trentacinque morti.
AFGHANISTAN

  • Zabiullah Mujahid, portavoce dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, ha rilasciato una lettera rivolta al popolo americano e ai suoi rappresentanti del Congresso dove si invita entrambi a convincere l’amministrazione Trump a ritirare le truppe US e NATO dal Paese. Infatti solo questo passo, si legge nella lettera, potrebbe portare ad una riapertura delle trattative tra Emirato Islamico dell’Afghanistan e governo.
  • L’Emirato Islamico dell’Afghanistan ha imposto una tassa annuale di 4000 dollari per i giornalisti che vogliano continuare ad operare nella regione di Ghazni in condizioni di sicurezza.
  • Le autorità afghane hanno arrestato un consigliere militare tedesco dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan appartenente alla Red Unit, le forze speciali dei Taliban. Catturato nel distretto di Gereshk, nella provincia di Helmand, era noto con il nome di battaglia di Abdul Wadood ed era uno dei consiglieri militari più vicini al mullah Nasir, comandante della Red Unit ucciso da un raid US a dicembre.
Parte iniziale della lettera rivolta dall’Emirato Islamico dell’Afghanistan al popolo americano.
PAKISTAN

  • Tramite il proprio portavoce Mohammad Khurasani, il TTPTehrik e Taliban Pakistan – rivendica l’uccisione di due officiali di polizia nella città Quetta, capitale del Baluchistan.
SIRIA

  • Abu Ayman al Masri, veterano di rilievo del gruppo Hayat Tahrir al ShamHTS – e responsabile per l’inquadramento dei foreign fighters del gruppo, è stato ucciso nei pressi del villaggio di al Huta mentre provava a forzare un posto di blocco del gruppo ribelle Nour al Din al Zenki.
  • I gruppi Nour al Din al Zenki e Ahrar al Sham si uniscono dando vita ad una nuova entità denominata Jabhat Tahrir SuriyaJTS. Il nuovo gruppo si pone come alternativa ribelle al gruppo HTS e, insieme a quest’ultimi, ha rifiutato l’iniziativa lanciati da numerosi ideologi attivi sul fronte siriano per ricomporre la frattura tra i due.
  • Sull’onda di quest’ultima frattura all’interno della galassia ribelle-jihadista siriana, i gruppi Jaysh al Badiya, Jaysh al Malahim, Jaysh al Sahel – autoproclamatosi pro al Qaeda al momento della loro istituzione pochi mesi fa – si sono uniti, insieme ad una decina di altri gruppi minori, dando vita alla nuova organizzazione Tanzeem Hurras ad Deen – Organizzazione dei Guardiani della Fede. L’ennesima prova che al Qaeda non sposta la sua attenzione dalla Siria, ma che anzi è sempre pronta a sfruttare gli errori degli altri attori coinvolti nel conflitto, trasformandosi e cambiando aspetto ogniqualvolta si presenti l’occasione.
Miliziani del gruppo Jaysh al Malahim durante l’addestramento.
BURKINA FASO

  • Il gruppo JNIMJamaat Nasr al Ismal wal Muslimin – ha rivendicato il duplice attacco nella capitale Ouagadougou dove sono stati colpite l’ambasciata francese e il quartier generale dell’esercito. Ne parliamo in modo più approfondito in questo ristretto.
NIGERIA

  • Tre attentatrici suicide di Boko Haram hanno provocato venti morti nel paese di Konduga, alla periferia di Maiduguri. La città, che ha dato i natali al gruppo terroristico jihadista Boko Haram, è spesso un target privilegiato dell’organizzazione stessa.
  • Le autorità nigeriane confermano la scomparsa di 110 studentesse dopo che Boko Haram ha attaccato il Government Science and Technical College nella città di Dapchi nello stato di Yobe.
RUSSIA

  • Lo Stato Islamico nel CaucasoWilayah al Qawqaz – reclama l’azione compiuta da Khalil Khalilov – aka Khalil ad Dagestani –  che ha ucciso cinque persone, lasciandone ferite altre quattro, in un attacco condotto con arma da fuoco in una chiesa Ortodossa di Kizlyar, nel Daghestan.
Lo Stato Islamico nel Caucaso rivendica l’attacco alla chiesa ortodossa di Kizlyar.
LIBIA

  • Lo Stato Islamico rivendica un attacco suicida che colpite le forze del generale Haftar nella regione di Waddan provocando tre morti e dodici feriti. L’ultimo attacco rivendicato dal ramo locale del Califfato risaliva ad ottobre.
JIHADIMEDIA

  • As Sahab Media pubblica, nel giro di due settimane, due video di Ayman al Zawahiri dove il leader di al Qaeda incita a proseguire il jihad nel Maghreb Islamico, contro i crociati francesi, e contro il tiranno al Sisi in Egitto in vista delle prossime elezioni presidenziali di Marzo. I due video, che raffigurano il leader di al Qaeda seduto sulla stessa scrivania con gli stessi libri e lo stesso sfondo alle spalle, sembrano girati nello stesso momento nonostante siano usciti in tempi differenti.
  • Lo Stato Islamico nell’Africa OccidentaleISWAP – ha rilasciato un video in cui mostra l’attacco ai quattro soldati americani uccisi nel Niger ad ottobre. Parte delle immagini sono state prese direttamente dalle telecamere montate sugli elmetti dei soldati uccisi. La tarda pubblicazione del video dimostra i notevoli problemi logistici del gruppo nella regione.
Zakir Musa ritratto nel suo ultimo audio messaggio diffuso da Al Hurr Media.
  • Al Hurr Media, canale mediatico del gruppo Ansar Ghazwatul Hind, filiale di al Qaeda nel  ha rilasciato un audio messaggio in urdu del suo leader Zakir Musa. Si invita i mujahidin del Kashmir ad unirsi al gruppo per sfuggire all’ingerenza dell’agenzie di intelligence pakistane, che secondo Zakir Musa controllano e manipolano gli altri gruppi jihadisti kashmiri, e a colpire le compagnie legate al governo indiano che operano nel territorio.
  • Sono stati 5088 i canali Telegram chiusi nel mese di febbraio riconducibili alla Stato Islamico. Nel febbraio 2017  ne erano stati chiusi 2745. Al netto di un calo della produzione mediatica del gruppo, dovuta soprattutto alle ingenti difficoltà dell’organizzazione, aumenta, al contrario, lo sforzo di diffondere quel poco materiale che si ha a disposizione.

A cura di Valerio Mazzoni

Un chicco in più

Qui potete trovare le precedenti uscite degli Occhi nel Jihad 

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I
viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo del NBA.