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Ristretto/AstroCaffèLa NASA ha pubblicato la righiesta di budget per il FY2019. Chi si aspettava la partenza della nuova politica per l’esplorazione spaziale annunciata dall’Amministrazione Trump è rimasto deluso
La proposta dell’ente vede un’allocazione di 4,558 miliardi di dollari per il segmento “Sistemi per l’esplorazione dello spazio profondo” (si badi bene: per la NASA lo “spazio profondo” è tutto ciò che sta al di là delle orbite terrestri, compreso lo spazio cislunare) con un aumento di 336 milioni di dollari rispetto al 2018. Non certo la spinta necessaria al cambio di passo annunciato dalla Casa Bianca. Infatti, se si guarda alle tempistiche dei nuovi programmi per il volo spaziale umano (il vettore pesante SLS e il veicolo Orion), queste non hanno subito variazioni e il primo volo (senza astronauti) del combinato SLS/Orion non avverrà prima del 2020, con il primo lancio con uomini a bordo previsto per il 2023. Inoltre, se si guarda alle previsioni indicative per gli anni successivi, la NASA prevede un aumento di ulteriori 301 milioni per il 2020, ma poi un calo progressivo a partire dal 2021. Non certo quegl amiziosi stanziamenti necessari per programmi come il ritorno (possibilmente in pianta stabile) sulla Luna o i primi “salti” verso Marte. Anche il budget per l’intero settore “Campagna per l’esplorazione” (che comprende anche la ricerca tecnologica e le operazioni in orbita terrestre bassa) non subirà variazioni dopo la richiesta per il FY2019 di 10,498 miliardi di dollari.
I fondi totali chiesti dalla NASA per il 2019 ammontano a 19,892 miliardi di dollari, con un aumento di 373 milioni rispetto al 2018, ma con un calo previsto già per il 2020.
Per fare una comparazione, il budget più alto della storia dell’ente è stato quello del 1966 in pieno sviluppo del programma Apollo per la Luna e con il Gemini in corso. L’ammontare superava il 4% del totale della spesa federale degli Stati Uniti con più di 43 miliardi in dollari del 2014.
 
Emiliano Battisti

Foto di copertina di p_a_h Licenza: Attribution License

Emiliano Battisti

Sono nato a Roma nel 1986 e ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e quella specialistica in Relazioni Internazionali presso la LUISS Guido Carli. Dopo due esperienze in Ambasciate come stagista (presso quella italiana a Washington e presso quella statunitense a Roma) ho collaborato con l’Istituto Affari Internazionali a Roma e con il Centro Militare di Studi Strategici. Ho un Master in Istituzioni e Politiche Spaziali e uno in Giornalismo e Giornalismo Radiotelevisivo. Scrivo per Il Caffè Geopolitico dal settembre 2013 iniziando con Miscela Strategica dove mi sono occupato (e mi occupo) di spazio, difesa antimissile e velivoli militari. Inoltre, analizzo i teatri di crisi internazionale. Attualmente sono responsabile dell’Ufficio Stampa, del coordinamento dei Social Media e del desk Nord America oltre ad aver creato il desk spaziale AstroCaffè.