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Ristretto – Proviamo a spiegarvi meglio la notizia dei miliziani ISIS giunti dalla Tunisia. Innanzi tutto qui la notizia originale del Guardian, per evitare fraintendimenti. È infatti meglio affidarsi alla fonte originale, per evitare errori di traduzione o distorsioni (purtroppo ogni tanto presenti) dei nostri media 

Andremo per punti:
1. Secondo Interpol i sospetti sono arrivati tra luglio e ottobre 2017, ovvero il periodo che ha visto la ripresa degli arrivi dalla Tunisia.
(Se volete sapere perché i tunisini se ne vanno da loro Paese leggete qui https://buff.ly/2noKGzr)

2. Sono arrivati su barche, ma se preferite definirle “barconi” per legarle ai fenomeni migratori dalla Libia sappiate che è errato. Il procuratore agrigentino Vella conferma che sono barche piccole e in migliori condizioni di quelle che arrivavano dalla Libia. Da quanto indicato non si “nascondono” tra i migranti, usano mezzi propri. Le dinamiche sono diverse e notarlo non è un dettaglio, è la differenza tra capire come fermarli o no.

3. Prima che ve lo chiediate ve lo diciamo (anzi ripetiamo) noi: qui non c’entrano le ONG, non sono mai c’entrate neppure per la Libia (come abbiamo dimostrato proprio nei nostri articoli). In questo caso poi non c’è neanche dibattito: non solo proprio da agosto 2017 non ci sono quasi più ONG, ma quando erano presenti operavano altrove, vicino alla Libia. Anzi, queste barche oggi arrivano fino a zona Agrigento nonostante esistano controlli in mare per impedirlo. Forse non basta dire “non li vogliamo” perché non arrivino – come abbiamo spiegato altre volte, le dinamiche dei flussi funzionano in maniera molto particolare e ignorarlo non aiuta.

4. Non c’entra neanche l’accoglienza: secondo gli inquirenti sono “arrivi fantasma” cioè non individuati, si stimano 3000 arrivi così, solo 400 identificati. Gli altri? Alla macchia. Quindi non dipende da cosa poi noi accettiamo o meno come politica di accoglienza o respingimento, questi individui arrivano indipendentemente dalle nostre misure. E lo fanno anche in un momento, questo, dove respingimento e rimpatri stanno avvenendo.

5. Nonostante ciò, è bene rendersi conto che la cosa verrà usata dalle varie parti per fini elettorali, e sui social la discussione sarà molto accesa. Tuttavia, le dinamiche di cui sopra non indicano link terrorismo-migrazione nei termini indicati da politici: indicano invece come si possa prendere una barca dalla Tunisia all’Italia senza essere intercettati. Ed è questa la dinamica chiave.

6. A dispetto del clamore suscitato, bisogna ricordare che l’informativa è nuova per il pubblico, non per le forze di sicurezza. Quindi la questione va affrontata con meno isterismi e più fiducia nei nostri servizi. Ricordate? Quella resilienza sulla quale abbiamo scritto tante volte.

7. Dall’altro è evidente che l’arrivo non rilevato di persone dalla Tunisia è un rischio. Il che mostra anche in questo caso che la dottrina Minniti nel Mediterraneo ha una falla: non guarda davvero alle dinamiche ma solo all’aspetto mediatico, e si lascia aggirare.

8. Tutto questo pone due linee principali di azione necessarie: 1) aiutare lo sviluppo tunisino; 2) mantenere controllo su arrivi – il che non vuole dire che sia una sfida sul “tutti o nessuno” (come vedrete tra politici e anche sui social), ma sul “come”. Come si controlla chi si muove da Tunisia a Italia via mare, come si incrociano i dati sull’identificazione per individuare i terroristi. Fermare i flussi in assoluto – ne abbiamo avuto esempio recente proprio con la strategia Minniti – non è possibile, quindi serve un sistema che sappia gestire la cosa. E se volete capire il problema che soffre oggi il nostro Paese su queste tematiche, è proprio quello che “aiutare a casa loro” è uno slogan comune che però non si trasforma in misure reali, e che il dibattito continua su “tutti o nessuno”.

Lettori e soci, aiutateci a far capire cosa ci sia davvero in ballo.

Lorenzo Nannetti

Un chicco in più

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha smentito la notizia con una nota.

Foto di copertina: porto vecchio by skinny79 rilasciata con Licenza Creative Commons

Lorenzo Nannetti

Appassionato di storia militare e wargames fin da bambino, scrivo di Medio Oriente, Migrazioni, NATO, Affari Militari e Sicurezza Energetica per il Caffè Geopolitico, dove sono Senior Analyst e Responsabile Scientifico, cercando di spiegare che non si tratta solo di giocare con i soldatini. E dire che mi interesso pure di risoluzione dei conflitti… Per questo collaboro con e sono membro di Wikistrat, network di analisti internazionali impegnato a svolgere simulazioni di geopolitica e relazioni internazionali per governi esteri, nella speranza prima o poi imparino a gestire meglio quello che succede nel mondo.

E per chi vuole scoprire cosa faccio esattamente… vedi cv Lorenzo Nannetti