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RistrettoAl World Economic Forum di Davos, Svizzera, è intervenuto anche il presidente statunitense Donald Trump. Nel discorso sono stati toccati numerosi punti Innanzitutto, Trump ha ricordato i successi economici del suo Paese (che lui si auto-attribuisce in toto, ma che sono anche frutto di un processo antecedente alla sua elezione): crescita economica, confidenza di consumatori e aziende ai massimi livelli da anni, disoccupazione in calo (tra gli afroamericani è al minor livello da sempre). Ha celebrato la riforma fiscale varata a dicembre – che ha già spinto diverse imprese a dare bonus ai lavoratori e ad alzare la loro paga oraria – e l’attività di deregulation dell’amministrazione. Ha rimarcato il concetto di America First does not mean America alone, già esposto dal National Security Advisor McMaster in un articolo per il WallStreetJournal del maggio scorso. Ha sostenuto la volontà di concludere accordi commerciali, ma solo se favorevoli a entrambe le parti. Inoltre, ha chiarito di essere a favore del libero commercio, ma con la condizione che lo stesso sia “giusto”, facendo particolare riferimento ai Paesi che violano le regole per guadagnare posizioni nel mercato. Ha ribadito la volontà statunitense di diventare leader nel settore energetico e l’impegno dell’amministrazione nella riforma dell’immigrazione. Ha chiesto ai leader presenti di non dimenticare i loro cittadini e di dare loro voce perché solo in questo modo sarà possibile costruire un mondo migliore per tutti, un mondo fatto di nazioni sovrane che condividono sogni e obiettivi comuni. Chi si aspettava fuoco e fiamme contro la globalizzazione e il libero commercio è rimasto deluso. Un Trump presidenziale insomma, che si è attenuto al discorso senza andare a braccio con il rischio di divagare.

Simone Zuccarelli

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più Qui è possibile vedere il discorso integrale. [/box] Foto di copertina di GovernmentZA Licenza: Attribution-NoDerivs License
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Simone Zuccarelli

Classe 1992, sono dottore magistrale in Relazioni Internazionali. Da sempre innamorato di storia e strategia militare, ho coltivato nel tempo un profondo interesse per le scienze politiche. 

A ciò si è aggiunta la mia passione per le tematiche transatlantiche e la NATO che sfociata nella fondazione di YATA Italy, sezione giovanile italiana dell’Atlantic Treaty Association, della quale sono Presidente. Sono, inoltre, Executive Vice President di YATA International e Coordinatore Nazionale del Comitato Atlantico Italiano.

Collaboro o ho collaborato anche con altre riviste tra cui OPI, AffarInternazionali, EastWest e Atlantico Quotidiano. Qui al Caffè scrivo su area MENA, relazioni transatlantiche e politica estera americana. Oltre a questo, amo dibattere, viaggiare e leggere. Il tutto accompagnato da un calice di buon vino… o da un buon caffè, ovviamente!