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Miscela Dark Gli avvenimenti principali riguardanti la galassia jihadista in queste due settimane

IRAQ – SIRIA


EGITTO


  • Tramite l’agenzia mediatica Amaq, lo Stato Islamico nel Sinai ha rivendicato un attacco missilistico all’aeroporto di al Arish, nel nord del Sinai, mentre erano presenti per una visita i Ministri degli Interni e della Difesa.
  • Lo Stato Islamico nel Sinai rivendica l’attacco alla chiesa copta di Mar Mina, nella capitale il Cairo. L’azione intrapresa ha provocato 11 vittime.

AFGHANISTAN


  • IS-Khorasan rivendica operazione suicida, condotta a bordo di una moto, che ha provocato l’uccisione e il ferimento di 25 sciiti a Herat. Tattica ripresa dai Taliban.
  • IS-Khorasan reclama un attacco che ha colpito un centro culturale sciita con un’operazione suicida che ha provocato 40 morti e 30 feriti.
  • Taliban rivendicano attacco suicida in Helmand che ha provocato la morte di 31 soldati ANA e il ferimento di 22.
  • IS-Khorasan rivendica attacco suicida vicino al quartier generale dell’intelligence afghana a Kabul. L’azione ha provocato dieci vittime e diversi feriti.

YEMEN


  • AQAPal Qaeda nella Penisola Arabica – conferma la morte di Abu Hajir al Maliki, noto anche come Shakim al Khurasani, figura mediatica di spicco del gruppo.
  • Secondo il Dipartimento di Difesa statunitense, lo Stato Islamico nello Yemen avrebbe raddoppiato le sue unità a partire dal 2016. È dall’ottobre di quest’anno infatti che gli Stati Uniti, con raid aerei e operazioni sul campo, hanno aumentato i loro sforzi nel paese per impedire che lo Stato Islamico nello Yemen, ma anche al Qaeda nella Penisola Arabica, trasformino il paese in un safe heaven jihadista.
Estratto video dell’intervista di Sahab Media al portavoce di AQIS .

SOMALIA


  • Diffuso online dall’agenzia mediatica al Hayat il primo video dello Stato Islamico girato interamente in Somalia. Il protagonista del video invita i lonewolf nelle città occidentali a passare all’azione.

RUSSIA


  • Prima attraverso l’agenzia mediatica Amaq, poi attraverso un comunicato ufficiale, lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco al supermercato di San Pietroburgo che ha provocato 11 feriti per mano di un ordigno esplosivo nascosto all’interno di uno zaino. Solo qualche settimana prima la città era stata protagonista di un’operazione antiterrorismo che aveva sventato una cellula dello Stato Islamico pronta ad entrare in azione.

IRAN


  • Ansar al Furqan, gruppo terrorista sunnita attivo in Iran e con buoni legami con al Qaeda, rivendica azione contro pipeline nella regione di Omidiyeh. Il governo iraniano però e l’agenzia Aqajari Oil and Gas, che si occupa di garantire la sicurezza degli impianti, non confermano e bollano la notizia come “mera propaganda”.
  • A seguito delle proteste che stanno infiammando l’Iran, l’ideologo filo al Qaeda Abdullah al Muhaysini invita tutti i gruppi ribelli attivi in Siria a mostrare i loro prigionieri iraniani per accrescere la pressione su Teheran.

SIRIA


  • Sembra finita la tregua tra SDF e Stato Islamico. Quest’ultimo ha infatti rivendicato un attacco suicida nella regione di Hasakah, condotto da un foreign fighter tedesco, che ha lasciato sul campo circa 50 vittime tra le Forze Democratiche Siriane. L’attacco accorre pochi giorni dopo la scadenza – 28 dicembre – del cessate il fuoco che SDF e IS avevano firmato a fine novembre. In questo articolo parlavamo in modo più approfondito dei punti del cessate il fuoco.
Il protagonista dell’ultimo episodio di “Inside the Khilafah” Abu Salih al Amriki.

NIGERIA


  • Lo Stato Islamico nell’Africa Occidentale reclama l’uccisione di nove soldati governativi nigeriani, in un operazione militare condotta contro una caserma militare nello stato del Borno in Nigeria.

USA


  • A San Francisco un ex Marine è stato arrestato dal FBI con l’accusa di aver voluto perpetrare un attentato al Pier 39, centro commerciale e zona turistica situata sul molo della città. Il nome dell’arrestato è Everitt Aaron Jameson e ha 26 anni.

GERMANIA


SAHEL


  • Jamaat Nasr al Islam wal Muslimin – JNIM – rivendica doppio attacco in Burkina Faso, dove sono state colpite le forze del G5 Sahel.

KASHMIR 


Al Qaraar, canale mediatico dello Stato Islamico in Jammu e Kashmir, diffonde video messaggio dove invita i membri del gruppo – filo al Qaeda – Ansar Ghazwat ul Hind e il suo emiro Zakir Musa ad unirsi allo Stato Islamico. Il protagonista del video, identificatosi come Abu al Bara al Kashmiri, ha rivolto il suo messaggio in urdu – sottotitolato anche in inglese.

Locandina del canale al Qaraar dove invita il gruppo Ansar Gazwatul Hind ad unirsi allo Stato Islamico nel Jammu e Kashmir. Il messaggio apparso su Twitter è stato indirizzato al canale ufficiale del gruppo guidato da Zakir Musa, al Hurr Media.

JIHADIMEDIA


  • Al Hayat Media Center pubblica nuovo episodio della serie “Inside the Khilafah”. In questo episodio il protagonista del video, noto come Abu Salih al Amriki, invoca i combattenti dello Stato Islamico negli USA a sfruttare la facilità con la quale nel paese si posso acquisire armi di vario tipo per poter poi insorgere contro gli infedeli.
  • Gulibati a Rum, canale Telegram che traduce in italiano il materiale prodotto dallo Stato Islamico, ha aggiunto i sottotitoli in italiano al quinto episodio di “Inside the Khilafah”.
  • As Sahab Media, canale ufficiale di al Qaeda, divulga la seconda parte dell’intervista del portavoce di al Qaeda nel Subcontinente Indiano – AQIS – Ustadh Osama Mahmood. In questa seconda puntata si parla soprattutto dello stato del jihad nel Kashmir, dove il gruppo Ansar Ghazwat ul Hind è stato definito come un “capitolo dorato” della storia jihadista nella regione. Si invita tutti i gruppi operanti nella zona a collaborare e a diffidare dall’esercito pakistano, ugualmente “criminale” come quello indiano. Non è stato menzionato lo Stato Islamico, mossa retorica utilizzata ormai da quasi tutta la leadership di al Qaeda. Il portavoce ha confermato di essere in Afghanistan durante l’intervista, probabile nelle regioni di confine con il Pakistan. Nel prossimo episodio si discuterà dello stato di salute del jihad in Pakistan.
  • Diffusa su vari canali filo al Qaeda, una presunta lettera di Hamza bin Laden dove parla della morte del figlio di 12 anni – nipote di Osama bin Laden. Sarebbe morto durante l’estate nel corso di un raid aereo avvenuto al confine tra Afghanistan e Pakistan. La stessa sorte toccò anche ad una giovane figlia di al Zawahiri.