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Sebastian Kurz e il nuovo Governo austriaco

In 3 sorsi –  Sin dal suo insediamento il nuovo governo austriaco guidato dal giovane Kurz ha fatto parlare di sé, non solo per aver creato una coalizione di maggioranza con un partito di estrema destra, ma anche per aver inserito nel programma di governo l’ipotesi di una doppia cittadinanza per gli altoatesini di madre lingua tedesca e ladina

1. COALIZIONE CON L’ESTREMA DESTRA

A due mesi dalle elezioni politiche, il 18 dicembre il Cancelliere Sebastian Kurz si è insediato come capo del Governo in Austria, creando una coalizione tra il partito di centrodestra (ÖVP) e quello di estrema destra, il Partito della Libertà (FPÖ). Ad oggi, tra gli Stati europei, l’Austria è l’unico ad avere un partito di estrema destra al governo, anche se l’estrema destra si sta affermando in altri Stati UE, tra cui anche l’Ungheria e la Svezia. Il partito austriaco di estrema destra (FPÖ), conosciuto per le sue idee anti-Ue, non è una nuova conoscenza a Bruxelles, che nel 2000 aveva inflitto una serie di sanzioni e misure restrittive all’Austria proprio per un governo di coalizione dell’ÖVP con l’FPÖ. Questa volta l’FPÖ ha dovuto rinunciare alla possibilità di indire un referendum sulla “Oexit”, cioè l’uscita dell’Austria dall’Unione Europea, ipotesi che aveva sostenuto per anni. L’Europa in principio si diceva molto preoccupata che Vienna potesse fare marcia indietro riguardo al futuro dell’UE, alle tematiche dell’immigrazione e redistribuzione dei migranti secondo quanto stabilito dal Trattato di Dublino. Il Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani si è però reputato soddisfatto del suo incontro a Bruxelles con il Cancelliere austriaco. Sebastian Kurz ha dichiarato che l’intento del nuovo governo austriaco è quello di istituire un chiaro orientamento filoeuropeo, contribuendo e sostenendo la creazione di una forte Comunità europea ed un futuro per l’Europa, con l’intento di collaborare positivamente durante la Presidenza austriaca del Consiglio europeo che inizierà a luglio 2018. Nei giorni scorsi, l’Austria ha presentato gli obiettivi principali del programma di governo, che comprendono la riduzione delle tasse, dare un impulso all’economia cercando in particolare di ridurre la disoccupazione giovanile, passare al 100% a energia da fonti rinnovabili entro il 2030 per seguire le linee guida dell’Accordo di Parigi, nonché garantire maggiore sicurezza e contrastare l’immigrazione illegale.

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Fig. 1 Cancelliere austriaco Sebastian Kurz (destra) e Vice Cancelliere Heinz-Christian Strache (sinistra)

2. IMMIGRAZIONE E UE

Il nuovo Cancelliere austriaco è ben noto agli altri Stati UE ed in particolare all’Italia. Da quando ha assunto la carica, Kurz ha utilizzato il tema dei migranti e la protezione dei confini, per conquistare consensi e approdare alla guida del governo austriaco. Il tema dell’immigrazione illegale è sempre stato al centro della sua propaganda politica e continua ad esserlo ancora oggi. Il Governo austriaco ha espresso la propria volontà di inasprire le misure di contrasto all’immigrazione clandestina, introducendo delle modifiche al sistema sociale, rafforzandolo, ma con l’intento di renderlo meno attraente per i migranti. Negli ultimi anni i controlli sulle zone di confine si sono intensificati creando cooperazioni tra le forze dell’ordine austriache e quelle italiane stanziate sia sul confine del Brennero che nelle principali stazioni ferroviarie italiane in prossimità del confine, con controlli massicci sui treni e convogli merci per bloccare i migranti clandestini. Per proteggere i propri confini, il governo austriaco ha messo a punto una maxi operazione, non solo sul confine con l’Italia, ma anche alle frontiere con Slovacchia, Ungheria e Slovenia. L’intensificazione dei controlli al confine da parte dell’Austria ha sempre avuto lo scopo di bloccare gli arrivi di gruppi di migranti illegali. Difatti, le linee guida del programma di governo austriaco presentate a Bruxelles si avvicinano sempre di più a quelle del Gruppo di Visegrád (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria).

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Fig. 2 Attivisti protestano per il controllo dei passaporti al confine del Brennero

3. PASSAPORTO AUSTRIACO PER L’ALTO ADIGE   

Tra i punti del programma del Governo austriaco è sorto anche il desiderio di dare ai cittadini di madre lingua tedesca e ladina residenti in Alto Adige la doppia cittadinanza, aggiungendo il passaporto austriaco a quello italiano. Kurz ha specificato che questa ipotesi è stata inserita nel programma di governo austriaco solo dopo aver ricevuto una lettera da parte di 19 consiglieri provinciali altoatesini di madre lingua tedesca (su un totale di 35) che esprimevano il loro desiderio di far ricevere la doppia cittadinanza a una parte della popolazione altoatesina. Lunedì 18 Dicembre Werner Neubaur, responsabile per i rapporti con l’Alto Adige della FPÖ, ha annunciato a Bolzano, durante il suo incontro con il partito politico indipendentista dei Freiheitlichen (I libertari), la lega patriottica Südtiroler Heimatbund (Federazione della Patria Sudtirolese) ed alcuni esponenti della Südtiroler Volkspartei (Svp) (Partito Popolare Sudtirolese), l’inserimento di questa ipotesi nel programma di governo. Il Cancelliere austriaco, subito dopo l’affermazione di Neubaur ha fatto marcia indietro ribadendo in più occasioni che non ci sarà nessuna iniziativa di doppia cittadinanza per gli altoatesini di madrelingua tedesca e ladina, se non con la cooperazione al 100% dell’Italia, garantendo che il nuovo governo austriaco ha il desiderio di rafforzare il rapporto con lo Stato italiano e non ha nessuna intenzione di creare tensioni. Kurz ha specificato che questa opzione potrà essere applicata a quei gruppi che hanno interesse nel ricevere la doppia cittadinanza, tra cui il gruppo dei “figli delle vittime del nazional-socialismo”, i britannici che abitano e lavorano in Austria e che dovranno subire le conseguenze della Brexit, e infine ai sudtirolesi che si sono dichiarati di madre lingua tedesca (69,41% della popolazione altoatesina) e ladina (4,53% della popolazione altoatesina) durante l’ultimo censimento di appartenenza linguistica del 2011 (pari a circa 335.000 cittadini italiani residenti in Provincia di Bolzano). Al contrario invece i cittadini dichiaratisi di madre lingua italiana o non dichiaratisi (circa 130.000) e i cittadini residenti nella vicina Provincia Autonoma di Trento non potranno aspirare al passaporto austriaco. Non è la prima volta che l’Alto Adige fa questa richiesta all’Austria, ma tutte le volte precedenti sia Vienna che Roma avevano bocciato l’ipotesi. Negli ultimi giorni, molti sono gli altoatesini di madre lingua tedesca e ladina che si sono pronunciati contrari e che sarebbero invece favorevoli a ricevere un passaporto europeo.

Moira Mastrone

Un chicco in più

In base al trattato di Saint-Germain del 1918, l’Italia acquisisce l’Alto Adige o Sudtirolo, facente all’epoca parte dell’Impero austro-ungarico, sconfitto nella Prima Guerra Mondiale. Dal 1923, lo Stato italiano istituisce la Provincia di Trento, che comprende anche l’Alto Adige, introducendo la toponomastica italiana che sostituirà per tutto il periodo fascista quella tedesca. Così ha inizio “l’italianizzazione” del Sudtirolo, trasformazione affidata a Ettore Tolomei, incaricato direttamente dal regime di Mussolini. Durante tutto il periodo fascista, in Alto Adige saranno introdotti una serie di divieti, tra i quali quello di usare la lingua tedesca. In questo periodo ci sarà una massiccia migrazione di lavoratori italiani da altre regioni, in particolare dal Veneto, per potenziare i nuovi stabilimenti industriali della zona industriale di Bolzano. Nel 1939, in conformità a un accordo tra l’ambasciatore italiano a Berlino e Heinrich Himmler, capo delle SS, vengono create le cosiddette “Opzioni”, tramite le quali i sudtirolesi hanno potuto scegliere se restare in Italia o spostarsi nel territorio del Terzo Reich e ricevere la cittadinanza tedesca. Il trattato di Parigi del 1946 riconosce all’Italia il confine del Brennero ed i Ministri degli Esteri di Italia e Austria, rispettivamente Alcide De Gasperi e Karl Gruber, firmano un accordo per l’autonomia dell’Alto Adige. Ad oggi, la popolazione di madrelingua tedesca resta predominante all’interno dei confini della Provincia di Bolzano.   

Foto di copertina di Österreichisches Außenministerium Licenza: Attribution License