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Ci siamo divertiti a immaginare un’intervista semi seria con il “villain” principale della terza trilogia di Star Wars, Kylo Ren. Al di là della fantasia, alcuni processi di radicalizzazione che abbiamo preso in considerazione sono reali

AVVERTENZE PER I NAVIGANTI INTERGALATTICI DEL CAFFÈ GEOPOLITICO:
Si consiglia la fruizione del seguente articolo con la seguente colonna sonora e a seguire le prossime indicazioni che vi saranno fornite tramite link.

Tanto tempo fa, in una Galassia lontana lontana…

Il Primo Ordine è distrutto. Una nuova pace regna nella Galassia. 

Kylo Ren si rifugia sul Pianeta Terra e da lì pianifica la sua nuova ascesa al potere. 

Informato del suo arrivo, un giovane collaboratore del Caffè Geopolitico, potente nella Forza, ottiene una sua intervista esclusiva.

Non può immaginare di essere il primo tassello di un piano più grande di lui..o forse sì.

Buongiorno Kylo Ren, la ringrazio per averci concesso questa intervista. Prima di cominciare, vuole che la chiamo Kylo Ren o Ben Solo?

Devi chiamarmi Kylo Ren. Ben Solo ormai non esiste più. L’ho allontanato tempo fa e poi l’ho ucciso definitivamente quando ho eliminato suo padre, Han Solo. A proposito Valerio, devo farti i complimenti per la tua rubrica Miscela Dark. La scelta del nome è senz’altro appropriata.

Sono molto lusingato Kylo Ren, ricevere i complimenti da chi rappresenta l’espressione massima di radicalizzazione intergalattica è un piacere. Indica che stiamo lavorando bene qui in redazione. Torniamo a noi, parlami della scelta del nome. Cosa rappresenta?

Il passaggio al Lato Oscuro della Forza va inquadrato come se fosse un percorso, una sorta di viaggio. Nello specifico, la scelta del nome, corrisponde all’ultima tappa, quando oramai il sentiero della radicalizzazione è stato intrapreso e si avvicina alla conclusione. Scegliere un nuovo nome ha quindi un duplice significato. Innanzi tutto rimarca il passaggio, un cambio di vita, sottolineato dal cambio di nome stesso. Ben Solo e Kylo Ren non sono le stesse persone. Quando si innesta il percorso di radicalizzazione si parte con la disintegrazione dell’identità sociale che consiste nel mettere in discussione tutti i valori nei quali si era creduto fino ad ora e, di conseguenza, a mettere in discussione il posto del soggetto nel mondo. Nessuno però può vivere completamente isolato dalla società e dal mondo, e la conseguente ricostruzione dell’identità sociale spinge il soggetto ad assumere una nuova identità, fondata su nuovi valori presi in considerazione. Questo nuovo approccio interpretativo del mondo spinge il soggetto in via di radicalizzazione a ricollocarsi nel mondo, spesso in una posizione persino contraria e opposta alla precedente. Il mio caso è emblematico.

Mi parlavi di un duplice significato. Quale sarebbe il secondo?

L’assunzione di un nuovo nome rappresenta una sorta di portale che permette al soggetto in via di radicalizzazione di entrare in contatto con la nuova identità sposata. Noi Sith, per esempio, scegliamo sempre dei nomi che rimandano alle antiche leggende del mondo Sith. Tempi lontani in cui i Sith dominavano la Galassia. I nomi assunti, rimandano a questo passato, spesso anche idealizzato. Il vestiario, le storie raccontate, il nome, sono tutti espedienti che aiutano questa ricollocazione sociale. Avverto già il collegamento che stai facendo, lo leggo nella tua mente.

Kylo Ren immortalato in un momento di pausa durante la nostra intervista.
Ehm..si! Bene! Secondo te può calzare?

Sì, perché no? Nella comunità jihadista spesso i nomi di battaglia rimandano ad antichi personaggi famosi della storia del Califfato Islamico. Guardiamo l’esempio del leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al Baghdadi. Egli riprende il nome del primo Califfo dell’Islam, ma il suo vero nome è, o meglio era, Ibrahim Awwad Ali al Badri. Oppure la tendenza all’unire alla fine del nome di battaglia il nome della città di provenienza, o anche il vestirsi di nero o il portare le bandiere nere, rimanda tutto a una profezia contenuta negli hadith, dove si narrava di questi “formidabili guerrieri che sarebbero giunti da est, portando i nomi delle loro città e con lunghi capelli e barbe nere”. Dando una rapida occhiata ai nomi di battaglia assunti da migliaia di foreign fighters si noterà sicuramente questo.

Parli molto lucidamente di questo percorso. Quasi come se lo avessi superato.

Beh, diciamo che sono consapevole di chi ero, di chi sono ora e di come sono giunto fin qui. Io credo che il sentiero radicale, una volta intrapreso, vada percorso fino in fondo, come diceva un vostro personaggio storico. Ma a tal proposito, vorrei precisare che io scelsi il nome Kylo Ren perché…

La linea comica di Kylo Ren sarà sicuramente approfondita nei prossimi episodi del film. Esilarante a dir poco il momento in cui, nell’approcciarsi a bere il caffè, si è scordato di levarsi la maschera.
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NO NO NO! Alt, fermati! Rischiamo di spoilerare il prossimo episodio così. Ad ogni modo credo che il personaggio storico di parli sia Che Guevara. Inoltre stavo pensando io a quella citazione, quindi non facciamo i furbi per cortesia ed evita di utilizzare la Forza contro di me. Tornando a noi..abbiamo fatto questo parallelismo tra jihadisti e Sith, c’è una personaggio odierno in cui ti rispecchi?

Questa è una bella domanda. Se dovessi limitarmi ad analizzare l’aspetto della radicalizzazione, ci sarebbero molti esempi che potrei portarti. Però se devo sbilanciarmi e scendere nei particolari, riguardanti anche la personalità dei singoli individui, direi senza dubbio Hamza bin Laden, il figlio di Osama bin Laden. Per una questione anagrafica innanzitutto, essendo coetanei – Hamza bin Laden è nato nel 1989. Ma quello che mi fa pendere verso questo parallelismo è il temperamento e il nostro albero genealogico. Veniamo entrambi da una famiglia con esperienze di radicalizzazione ed entrambi seguiamo, o proviamo a seguire, l’esempio dei nostri parenti che cedettero al Lato Oscuro della Forza. Inoltre tutti e due sopperiamo alla mancanza di esperienza  sui teatri di guerra con una dialettica ultra violenta, quasi ai limiti dell’irrealtà. Hamza, come me con mio nonno Darth Vader, soffre tremendamente del confronto con suo padre, considerato, a ragion veduta, un avanguardista nel mondo del jihad moderno. Infine Hamza è affiancato da una figura anziana, saggia, con la passione per il bisht – tradizionale abito lungo arabo – e che è il leader dell’organizzazione in cui milita, Ayman al Zawahiri. E questo mi ricorda molto il mio rapporto con Snoke, o almeno fino a quando io non…

Ok Ok basta così. Sono sicuro che se continuiamo ancora di questo passo spoilereremo qualcosa ai nostri lettori. Kylo Ben, che dirti? È stato veramente un grande piacere. Speriamo che le nostre strade si rincontrino, magari per combinare qualche progetto insieme che vada oltre una semplice intervista.

Valerio, è proprio per questo che ti ho concesso questa intervista. Ringrazio tutta la Redazione del Caffè Geopolitico, è stato un vero piacere, dico sul serio. Sono contento di sapere che potrò contare su di voi quando inizierà il mio piano di conquista del mondo.

Sicuro potrai contare su di me. Maestro.

Valerio Mazzoni

Un chicco in più

La seguente intervista è frutto dell’immaginazione dell’autore di questo articolo. Purtroppo non siamo stati in grado di contattare il vero Kylo Ren, e neanche l’attore che lo interpreta. Questo non vuol dire che rinunceremo a cercare Kylo Ren, ovunque esso si trovi. 

Valerio Mazzoni

Nato, cresciuto e residente a Roma classe 1989, laureando in Scienze politiche per le Relazioni Internazionali presso l’Università Roma Tre. Formato accademicamente da nottate passate a giocare ad Age of Empire e Risiko, nutre da sempre una smodata passione per la storia e per le relazioni internazionali, con particolare interesse per il fondamentalismo islamico, i servizi segreti e la loro controversa storia. Per il Caffè Geopolitico si occupa della Russia e delle ex Repubbliche Sovietiche. I
viaggi e la Lazio sono le sue passioni più grandi, anche se non disdegna rapide incursioni nel mondo del NBA.