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In 3 sorsi  Il Paraguay si è abituato ad una monotonia politica che l’ha portato ad essere governato dallo stesso partito per più di sessant’anni. Questa volta il clima è sfavorevole per il Partido Colorado. Un’analisi dei candidati che cercano di vincere le elezioni del prossimo aprile

1. EGEMONIA DEL PARTIDO COLORADO

Ad Asunción sono settimane particolarmente frenetiche con lo sguardo puntato sul futuro politico che si sta delineando per il Paraguay. Tra poco più di dieci giorni, più precisamente il 17 dicembre, ci sarà il primo importante confronto che aprirà le porte alla campagna elettorale, che si prospetta essere tra le più combattute degli ultimi anni. Il popolo paraguaiano infatti questo mese si recherà alle urne per scegliere, attraverso il democratico processo delle primarie, i due candidati alla presidenza della repubblica.

Il prossimo aprile le due figure che risulteranno vincitori di questo turno di primarie si sfideranno per ricoprire il ruolo di Settimo Presidente della Repubblica, nata subito dopo il 1989 a seguito del crollo del regime dittatoriale guidato da Alfredo Stroessner.

Nonostante la cruda, violenta e tragica parentesi di 35 anni di tirannia, ANR (Asociacion Nacional Republicana) il “Partido Colorado”, è sempre stato la prima forza politica del paese da oltre sessant’anni. Questo a sottolineare come, nonostante il movimento sia stato al governo anche durante la dittatura, i paraguaiani hanno comunque continuato a nutrire forte fiducia e sostegno nei confronti di questi colori politici.

Solo una volta nel corso della sua storia, il Partido Colorado non è riuscito a portare a casa l’incarico di governo, lasciando il passo alla sinistra guidata da Fernando Lugo, il quale nel 2008 è riuscito, con la sua coalizione, a vincere con ben 10 punti percentuali di distacco sulla candidata della compagine avversaria. Per il paese si è aperto, allora, un periodo di cambiamenti guidati da politiche diametralmente opposte a quelle precedenti. Queste nuove misure proposte dalla maggioranza del presidente sono però state ostacolate dalle accuse rivolte a Lugo che lo hanno condotto verso l’impeachment nel 2012. Accusato sia d’abuso di ufficio che di non assolvere completamente agli incarichi presidenziali. Dopo la sua deposizione l’ultimo anno di mandato è stato affidato al suo vice-presidente Federico Franco. Il colpo inferto all’immagine di Lugo ha avuto una gran risonanza sull’intero partito di cui era guida, è stata questa dunque la causa maggiore che ha portato la sinistra paraguaiana a perdere le successive elezioni del 2013.

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Fig.1 – Manifestanti contrari alla legge che permette di ricandidarsi

2. I VOLTI DELLE PRIMARIE

Ad eccezione di questa breve parentesi di governo votato a sinistra, lo scettro del potere è tornato nelle mani dei rappresentanti del Partido Colorado. Il governo attuale dal 2013 ad oggi ha goduto di un largo consenso che gli ha permesso, come anche nei decenni precedenti, di farla da padrone su ogni aspetto della politica paraguaiana, complice anche l’inadeguatezza delle sinistre. Il governo di Horacio Cartes, anche se è stato fonte di diverse polemiche, ha perseguito politiche economiche per la diminuzione del debito pubblico e la crescita del Prodotto Interno Lordo. Inoltre durante quest’ultimo anno il governo si è focalizzato sulla promozione di una legge di rielezione che si è rivelata essere un’arma a doppio taglio e motivo di un clima di tensioni sfociate in violente manifestazioni. Anche se da un lato questa non si mostri come una proposta anti democratica, in quanto nella maggioranza degli stati democratici la rielezione di almeno un secondo mandato è un dato di fatto, in America Latina spesso si teme che le politiche di questo genere  possano diventare uno strumento di perpetrazione di potere.

Entrambe le coalizioni che si sfideranno nell’aprile del 2018 per il governo del paese, hanno deciso di permettere al proprio elettorato, attraverso le primarie del prossimo 17 dicembre, di scegliere i loro rappresentanti alle prossime elezioni. Per quanto riguarda il fronte della destra guidato dal Partido Colorado, le due figure indicate sono state quelle di Santiago Peña e Mariano Abdo Benitez. Il primo è stato sino allo scorso giugno Ministro delle Finanze del governo di Cartes e sotto queste vesti è stato tra i fautori degli enormi progressi sia nell’ambito della “lotta” al debito pubblico, sia nella promozione di politiche di sviluppo economiche. Nonostante un passato tra le fila del Partido Liberal, grazie al suo background culturale e alle sue competenze è stato scelto per questo ruolo di grande prestigio e in poco tempo ha saputo guadagnarsi il ruolo di “delfino” del presidente attuale. Il secondo candidato del Partido Colorado alle prossime primarie sarà Mario Abdo Benitez. Da un punto di vista della preparazione politica i due partono da una base comune, ma nel caso di quest’ultimo ad essere elemento discriminante è la sua tradizione all’interno delle fila del partito, in quanto suo padre (ex segretario personale di Stroessner) sin dalla giovane età ha permesso a suo figlio di farsi spazio dentro le gerarchie del partito.

Dall’altra parte il fronte di opposizione, approfittando del clima di tensione e degli scontri che si sono susseguiti nel paese negli ultimi mesi, ha deciso di riesumare la vecchia alleanza con il Frente Guasu, scioltasi nel 2012 a causa dell’impeachment di Lugo. Nella speranza che, come nel 2008, attraverso questa strategia la sinistra riesca a conquistarsi la fiducia di una larga fetta di elettorato che gli permetta di competere punto a punto con la destra. Il compito di affrontare il Partido Colorado il prossimo aprile spetterà a uno tra Efrain Alegre e Carlos Mateo Balmelli. Sono questi infatti i nomi dei due rappresentanti della alleanza che si fronteggeranno durante le primarie. Alegre è l’attuale presidente del Partido Liberal e il favorito, infatti i sondaggi lo danno vincente nelle primarie con il 77,7% dei voti. Nonostante Balmelli sembri non avere i numeri per portare a casa il risultato, la sua esperienza come senatore e presidente di Itaipu Binacional, potrebbe regalargli alcune buone carte da giocare sul tavolo del confronto.

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Fig. 2 – Fernando Lugo, ex presidente e attuale leader del Frente Guasu

3. UNA SFIDA CHE PARLA AL FUTURO

In conclusione possiamo dire che la situazione politica attuale del Paraguay sembra destinata a risolversi in un confronto politico all’ultimo voto, nel quale i due fronti si sfideranno su un terreno d’incertezza dettato dal fatto che entrambe le forze politiche hanno dalla loro numeri importanti. Dunque sarà necessario che i vincitori delle prossime primarie usino tutti gli strumenti in loro possesso per convincere un elettorato che sembra dimostrarsi sempre più consapevole di ciò che vuole per il futuro della propria nazione.

Emilia Labarca Bonilla

Un chicco in più 

Secondo un articolo pubblicato dal giornale paraguaiano La Nacion, colui che ha più probabilità di vincere le elezioni del prossimo aprile è Santiago Peña, il che significherebbe continuare sulla scia tracciata dall’attuale governo. Questa affermazione proposta da La Nacion è stata riportata da un’analisi previamente realizzata da The Economist.