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Fuxing: la svolta ad alta velocità della Cina

La Cina ha sviluppato la rete ferroviaria ad alta velocità più estesa al mondo. Oltre a favorire la mobilità interna e a rappresentare parte della strategia di ribilanciamento economico, l’alta velocità gioca un ruolo fondamentale nella Nuova Via della Seta che collega Pechino con i Paesi del Sud-Est Asiatico

TRENI SUPERVELOCI

Il 21 settembre 2017 è stato inaugurato in Cina il treno più veloce del mondo: conosciuto come Fuxing, questo treno è in grado di raggiungere 350 km/h e di collegare Pechino e Shanghai in meno di 4 ore e 30 minuti. Lo sviluppo di una solida ed efficiente rete di trasporti è tra le priorità della leadership cinese, indispensabile per mantenere un livello di sviluppo economico sostenuto e per favorire una crescita economica omogenea nelle diverse aree del Paese. In meno di dieci anni il Regno di Mezzo è riuscito a costruire una rete ferroviaria ad alta velocità che si estende per circa 20000 km – e che al momento è la più estesa al mondo – e stima di poterla espandere ulteriormente, fino a raggiungere circa 35000 km entro il 2025. Connettendo più di 250 città situate in regioni con una popolazione totale che supera i 700 milioni, si ipotizza che questa rete ferroviaria servirà circa 4 miliardi di passeggeri all’anno. La Cina è il primo Paese con un PIL procapite inferiore a 7000 dollari ad aver investito nella costruzione di una rete ferroviaria che connettesse l’intero Paese. Esperti attribuiscono il rapido sviluppo dell’alta velocità alle “caratteristiche cinesi”: metropoli densamente popolate e distanti tra loro da un lato, e costi di realizzazione più bassi rispetto ad altri Paesi dall’altro. Oltre a favorire una maggiore mobilità della popolazione e ad alimentare il livello di agglomerazione urbana, lo sviluppo dell’alta velocità rappresenta una svolta importante per le strategie di ribilanciamento cinese, in grado di ridurre le profonde differenze economiche che separano le aree costiere ad est dall’entroterra e dalle regioni occidentali.

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Fig.1 – Il treno ad alta velocità Fuxing sfreccia a Changzhou sui binari della tratta Pechino-Shanghai, 21 settembre 2017

LO SVILUPPO DOMESTICO

Sono considerati ad alta velocità quei treni che viaggiano ad una media di almeno 200 km/h: il primo di questi dedicato al trasporto di passeggeri è stato inaugurato nel 2008 per la tratta Pechino-Tianjin, con una velocità media di 240 km/h ma capace di raggiungere i 350 km/h. Si stima che, solamente nel primo anno, 16 milioni di passeggeri abbiano usufruito di questa linea che collega la capitale alla metropoli nordorientale che si affaccia sul Mar Giallo. Nel 2009 è stata poi lanciata la prima tratta a lunga distanza che si estende per oltre 1000 km e collega la popolosa Wuhan con il porto di Guangzhou (conosciuta anche come Canton): da allora la rete ferroviaria cinese ad alta velocità è stata costantemente modernizzata e migliorata grazie a ingenti finanziamenti governativi. In un report del 2014 la Banca Mondiale stima che in Cina siano stati compiuti circa 1.9 miliardi di viaggi sulle linee ferroviarie ad alta velocità dedicate al trasporto passeggeri: si tratta di un traffico che è aumentato del 39% circa ogni anno, a partire dal 2008. I treni ad alta velocità sono così diffusamente utilizzati per spostamenti all’interno del Paese che le linee aeree che operano su tratte domestiche ne stanno risentendo, e per questo si stanno indirizzando su rotte internazionali ed oltremare. In questo rapido avanzamento tecnologico non sono comunque mancati dei gravi imprevisti: forti proteste sono scoppiate quando nel 2011, a causa di guasti tecnici, due treni ad alta velocità sono entrati in collisione a Wenzhou, nello Zhejiang, uccidendo 40 persone e ferendone almeno 192, ed in molti si sono chiesti se il Governo cinese stesse sacrificando la sicurezza dei propri cittadini in nome del progresso tecnologico e dello sviluppo economico. A seguito dell’incidente e dello sdegno pubblico, l’allora Primo Ministro Wen Jiabao ha poi annunciato la decisione di ridurre la velocità massima dei treni da 350 a 300 km/h, in attesa che fossero raggiunti livelli di sicurezza adeguati. Con Fuxing – che significa “rinnovamento”, uno degli slogan preferiti del Presidente Xi Jinping – la velocità è stata ripristinata a 350 km/h, e tutti i treni sono stati equipaggiati con un nuovo sistema di monitoraggio che riduce la velocità fino a fermare del tutto il treno in casi di emergenza.

Fig.2 – Una mappa del Pan-Asian Rail Network che collega la Repubblica Popolare Cinese con altri Paesi del Sud-Est Asiatico: in nero le tratte esistenti, in giallo quelle da completare | Fonte: Wikimedia Commons.

ALTA VELOCITÀ SULLA NUOVA VIA DELLA SETA

La Nuova Via della Seta rappresenta il piano cinese per il XXI secolo: la più grande piattaforma di collaborazione economica e commerciale nella zona euroasiatica, resa possibile grazie ad una solida rete di infrastrutture e trasporti. Dal 2010 Pechino ha dichiarato di aver discusso di progetti riguardo la costruzione di una rete ferroviaria ad alta velocità con circa 50 Paesi, di cui 7 sarebbero partner ASEAN: i progetti sono sicuramente ambiziosi, come dimostra il cosiddetto Pan-Asian Rail Network che dovrebbe collegare la Cina con Laos, Vietnam, Cambogia, Thailandia, Malesia, Singapore e Birmania. Grazie a questo network ferroviario, andare da Kunming a Singapore richiederebbe solamente 10 ore. Tra questi grandiosi progetti ad alta velocità, l’unico al momento in costruzione è quello che connetterebbe la Cina con il Laos, la cui apertura è prevista per il 2022. Alcuni progetti sono stati per il momento archiviati, come quelli con Vietnam e Birmania, mentre per altri le negoziazioni sono tuttora in corso. Come dimostra un’analisi elaborata dal think tank americano Centre for Stratetic and International Studies (CSIS), da un lato gli investimenti cinesi sono molto allettanti: hanno costi molto ridotti e manifestano un’alta efficienza, e Pechino s’impegna a finanziare investimenti aggiuntivi se necessari. Dall’altro però le linee ferroviarie ad alta velocità sono generalmente molto costose e con un basso margine di profitto. Essendo promosse attraverso prestiti da banche di proprietà cinese, queste linee ferroviarie rischiano di creare un rapporto fortemente sbilanciato tra Paese creditore e Paese debitore: Pechino potrebbe essere in grado di ottenere concessioni politiche e economiche attraverso l’utilizzo di questi prestiti. A questo si potrebbero aggiungere delle problematiche riguardanti la sicurezza interna visto che, in qualità di proprietario degli investimenti, Pechino controllerebbe un’importante infrastruttura del Paese debitore.

Ludovica Meacci

Un chicco in più

Il reticolo ferroviario ad alta velocità su scala nazionale è al momento composto da otto linee principali: quattro si estendono da Nord a Sud, e altre quattro da Est a Ovest, connettendo le principali città della Cina per un totale di 12000 km. Queste linee sono designate esclusivamente per il trasporto passeggeri e, sebbene il loro completamento fosse stato previsto per il 2020, la costruzione di molte di queste tratte è già stata portata a termine. Nel 2016 il Governo cinese ha annunciato di voler passare da questo cosiddetto 4+4 grid ad un 8+8 grid, raddoppiando così il numero delle linee principali e dei km totali. 

 

Foto di copertina di Dai Luo Licenza: Attribution License