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Panama, l’influenza dell’immigrazione sul Pil

In 3 sorsi  Panama, repubblica che conta non più di 4 milioni di abitanti, vede crescere la propria economia, in controtendenza con il resto del continente, fermo al + 1,1%. E nella crescita l’immigrazione gioca un ruolo fondamentale

1. L’IMMIGRAZIONE E LA CRESCITA, LA REALTÀ DI PANAMA

La crescita sorprende se si pensa che alla pari di Panama hanno fatto meglio, negli anni scorsi, solo altre due nazioni o meglio città stato, Singapore ed Hong Kong, con tassi che superavano l’ 8.6% per poi ridursi nel corso degli ultimi anni, in quanto oramai economie ben più avanzate e mature della panamense. A parte dimensioni simili, tutte intorno ai 4 o 5 milioni di abitanti, ciò che ha fatto la differenza in queste realtà è stata per alcuni ed lo è per altri in questo momento, la politica migratoria. A differenza di tutte le altre realtà latino americane, che richiedono, per divenire residenti, di viverci stabilmente e rimanere nel paese per oltre 183 giorni in un anno, a Panama i requisiti sono differenti, non serve vivere neanche un solo giorno nella nazione, ma per ottenere il permesso occorre solo aprire una società; depositare del denaro contante in un conto corrente ed dare prove di solvibilità economica.
Il permesso si ottiene in 5 – 10 giorni e diviene definitivo, sempre, dopo 2 o 3 mesi e non va più rinnovato. Tale procedura, che permette tra le altre cose di accedere alla cittadinanza dopo solo 5 anni e con i requisiti di solvibilità economica richiesti, il paese attrae ogni anno giovani startupper, investitori, pensionati, e tutta una schiera di candidati che, o scappano da una mordente crisi nei propri paesi di origine o hanno la necessità di esplorare nuovi orizzonti economici che una piazza finanziaria internazionale e bancaria come quella di Panama, unita alla facilità di connessioni e posizione strategica del paese ed alla facilità di movimento di denaro e merci, offre. Questo rende il paese una calamita per una differente classe di migranti, quelli che possono ancora apportare valore economico sostanziale al paese.

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Fig.1 – Il presidente di Panama, Juan Carlos Varela

2. PANAMA, INGEGNO FISCALE E LUNGIMIRANZA POLITICA

Panama è nota per la sua fiscalità privilegiata;  una società panamense, di per sé residente fiscale del paese, come anche un residente fisico di Panama, godono di una fiscalità territoriale, ossia sono tenute al versamento delle tasse solo se gli introiti sono incassati da clienti Panamensi, siano essi società o persone fisiche. Mentre se si incassa da clienti in giro per il mondo, la  società panamense, o la persona fisica residente, non hanno obblighi di contabilità né di dichiarazione né di imposizione fiscale. Tale meccanismo ha generato un circolo virtuoso in cui imprenditori che iniziano ad investire attraverso il  paese verso il mondo, vivendo però altrove, ed utilizzando solo holdings panamensi o società di facciata, poi si rendono conto che la migliore alternativa è dare poi volontariamente seguito ad un vero spostamento fisico della propria azienda e spessissimo della persona stessa a Panama, e quindi si trova nella necessità di acquistare beni come case, auto e di trasferirsi con la propria famiglia.
Di riflesso quindi si è assistito ad una completa migrazione di una classe imprenditoriale mondiale che oggi occupa la buona parte degli appartamenti in Avenida Balboa e Costa del Este, che parla inglese o italiano e che impiega forza lavoro panamense consentendo un tasso di disoccupazione reale basso e un PIL in crescita,  che mostra tendenza positiva proprio da quando Martinelli, l’ex presidente,  instaurò tale politica migratoria, prima riservata solo a spagnoli ed italiani, a oltre 56 nazioni, definite Nazioni Amiche.

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Fig.2 – Un’immagine di Panama City durante la festa del Giorno dell’Indipendenza (3 novembre)

3. IL BUEN RETIRO DELLE MULTINAZIONALI

E’ notizia di solo pochi giorni che a trasferirsi a Panama sarà la VISA inc, McKinsey & Company, la cinese CRRC Corporation Limited, Panalpina World Transport, e la ditta di pneumatici HANKOOK. Tutte queste corporation porteranno un investimento superiore ai 3 milioni di dollari a breve termine e la motivazione del trasferimento sta proprio nella fiscalità privilegiata per i residenti di questa nazione sia come forme giuridiche che come dipendenti di queste imprese. Panama che si affaccia al mondo in modo competente, essendo punto di passaggio per i tanker del commercio mondiale attraverso il suo canale, e per milioni di possibili investitori attraverso il suo aeroporto Tocumen, hub delle Americhe, ha compreso che incentivare gli investimenti ed attrarre capitale non solo economico ma anche umano, richiede una politica migratoria “facile” e flessibile ma che attraverso il Convenio Tra Panama e Italia o quello con I paesi Amici di Panama, permette anche di esercitare un filtro pesante economico e sostanziale su candidati ad essere nuovi residenti.Una miscela vincente che potrebbe essere esportata in paesi simili sia in termini di popolazione che posizione geografica.

Ivan Memmolo

 Un chicco in più

Per un’analisi storica e tendenziale dell’economia panamense si può consultare il report del Gruppo Banco Mundial qui