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Profili: Most Wanted – Mokhtar Belmokhtar

Belmokhtar è uno dei personaggi più controversi all’interno del panorama jihadista. Nel Nord Africa non esiste un traffico illegale che non sia, almeno in parte, controllato dal “Guercio”. Per questo motivo definirlo solo un jihadista è riduttivo

Nickname : Il Guercio, Mr Marlboro, L’Intoccabile, Abu Khaled

Mokhtar Belmokhtar nasce il primo Giugno 1972 a Gardaha, una cittadina al centro dell’Algeria. Figlio di una berbera e di un commerciante, viene chiamato Mokhtar in onore dello zio, uno degli ultimi “martiri” della guerra d’indipendenza algerina decapitato due anni prima della nascita del nipote. Le sue origini familiari e il suo matrimonio con un’importante famiglia tuareg saranno per il “Guercio” le chiavi di accesso al quasi totale controllo dei traffici illegali che attraversano il Nord Africa. Belmokhtar infatti non può essere definito solo come un semplice jihadista. Nel corso della sua vita si è distinto per una spiccata visione strategica e per un autentico fiuto per gli affari. Negli anni in cui iniziò la guerra in Libia, fu l’unico all’interno di AQIM a comprendere gli enormi benefit che il gruppo poteva ricavare da essa. Iniziò cosi a girare la Libia stabilendosi nel Fezzan e da qui riuscì a ricevere un quantitativo di armi impressionante. Questa manovra però lo porterà in rotta di collisione con il leader di AQIM, Abdelmalek Droukdel, che lo accuserà di pensare più ai suoi traffici che al jihad. Così nel periodo della guerra in Mali, in cui Belmokhtar si stabilisce a Gao per dirigere da lì le sue operazioni, avviene la definitiva rottura tra i due. Fonda insieme ad Adnan al Sahrawi il famigerato gruppo al Mourabitoune che diverrà famoso per gli attacchi ai resort occidentali in Africa, alle aziende francesi operanti sul suolo e al contrabbando di ostaggi. Nel 2015 però, mentre al Sahrawi giura fedeltà al califfo al Baghdadi, il “Guercio” e una parte dei suoi uomini ribadiscono la loro fedeltà ad al Zawahiri e riavviano un percorso di riavvicinamento ad AQIM che culminerà infine con la proclamazione del nuovo gruppo Jamaat Nasr al Islam wal Muslimin, filiale di al Qaeda nel Sahel.

Dato per morto in almeno una dozzina di occasioni, Belmokhtar grazie alla sua rete di conoscenze e di traffici illegali è praticamente introvabile. Agenti dei servizi di sicurezza algerini, che gli danno la caccia da anni, affermano che “Mr. Marlboro” è solito cambiare rifugio all’incirca ogni 5/6 giorni percorrendo un minimo di sette ore di macchina. Gode inoltre della totale collaborazione di numerose tribù, famiglie e clan che vivono nel Sahra e nel Sahel che grazie a lui si sono arricchite a dismisura. Questo evidenzia come la lotta al terrorismo non possa scindere dal contrasto delle molte altre attività criminose che spesso sono ad esso collegate. Diventano infatti sempre più numerosi i report e le inchieste che vedono le maggiori organizzazioni terroristiche attive oggi alla ricerca di finanziamenti diversi – vendita armi, narcotraffico, traffici umani etc – dalle solite donazioni private che hanno segnato il periodo in cui le stesse nacquero. Basta pensare alle partecipazioni di Hezbollah nel traffico di droga americano e i recenti tentativi dello Stato Islamico per entrare nel grosso giro di affari dei traffici di droga Mediterranei. La grandezza e la conseguente pericolosità di Belmokhtar risiede proprio in questo. Nel panorama jihadista fu tra i primi a capire l’importanza dell’autofinanziamento e delle alleanze tribali. Come recita un famoso detto arabo, un guercio è il re nella terra dei ciechi.

TIMELINE 

1 Giugno 1972 – nascita a Gardaha, Algeria.

Anni 1980 – si reca in Afghanistan per combattere l’inazione sovietica

1992 – torna dall’Afghanistan in Algeria e da il via alla sua militanza nel GIA

2007 – fonda al Qaeda nel Maghreb Islamico – AQIM – insieme a Abdelmalek Droukdel.

2011 – giura fedeltà ad Ayman al Zawahiri, nuovo leader di al Qaeda.

2012 – scissione da AQIM e fonda nuova gruppo al Mourabitoune.

Gennaio 2013 – assalta per quattro giorni una centrale di lavorazione del gas nel Sahara (Algeria). Moriranno 48 ostaggi, quasi tutti stranieri.

Maggio 2013 – reclama operazioni simultanee contro basi militari francesi in Niger e contro una miniera di Uranio. 24 vittime, di cui molti più soldati che civili. Operazione condotta insieme al gruppo filo al Qaeda MUJAO – movimento per l’unicità del jihad in Africa Occidentale –

Agosto 2013 – annuncia unione tra al Mourabitoune e MUJAO

Gennaio 2016 – Rivendica azione nella città di Ougadougou, Burkina Faso, che colpisce due Hotel, un coffee shop e una stazione di polizia, provocando più di 40 morti.

Maggio 2015 – conferma la sua fedeltà ad Ayman al Zawahiri e ad al Qaeda.