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Ristretto – Un week end degli orrori per la capitale della Somalia, Mogadiscio, che dopo l’ultimo sanguinoso attentato di due settimane fa – che aveva provocato circa 358 vittime – è stata messa sotto assedio.

Un’autobomba è esplosa nei pressi dell’hotel Naaso-Hablood, a pochi passi dal palazzo presidenziale, provocando almeno 29 morti e decine di feriti. Subito dopo alcuni militanti hanno circondato il palazzo per metterlo sotto assedio. L’esercito somalo è riuscito a riprendere il controllo della città assediata dalla furia islamista solamente questa mattina. Tre attentatori sono stati uccisi, altri due arrestati. Tra i morti accertati ci sarebbe anche Modabe Numow, primo ministro della regione sud ovest della Somalia. Si tratta della prima volta in cui Al Shabaab ha rivendicato sin dall’inizio la responsabilità dell’attacco, uscendo di fatti allo scoperto come principale mandante degli attacchi degli ultimi mesi, volti a destabilizzare i fragilissimi equilibri della Somalia. Il Paese ha sofferto la mancanza di un governo solido negli ultimi vent’anni e il “nuovo inizio” segnato dall’elezione di Mohamed Abdullahi “Farmajo” a febbraio ha infuso nuova speranza sul futuro della Somalia, ma ha anche messo in discussione il potere di Al Shabaab, che ha legittimato il proprio potere negli anni grazie al clima di destabilizzazione diffusa. Nell’incertezza generale, ciò che possiamo assumere per certo è che il gruppo terrorista punta al cuore del Paese e non si darà pace finché non sarà riuscita a colpirlo a morte.

Caterina Pucci

Caterina Pucci

Nata nel 1990, il giornalismo è una vocazione che ho cominciato a coltivare sin dall’adolescenza. All’università, ho scelto di assecondare l’interesse per le lingue straniere, specializzandomi in inglese e arabo. Intanto, scrivevo per una rivista della mia città, Altamura. Nel 2013, il grande passo: mi sono trasferita a Milano per studiare Relazioni Internazionali. Sacrificando l’estate del 2014, ho trascorso un mese a Rabat per seguire un corso intensivo di lingua araba. L’ultimo semestre della mia vita accademica l’ho passato a Gent, in Belgio. Nel 2015, mi sono laureata con una tesi in Storia dell’Asia Islamica sul pensiero di Ali Shariati e la rivoluzione iraniana. Ho cominciato a lavorare come Assistente alla Comunicazione per l’Istituto di Cooperazione Economica Internazionale (ICEI) di Milano. In quel periodo, ho cominciato a scrivere per Il Caffè Geopolitico e ad ottobre 2016 sono diventata Responsabile del desk Africa. Continuo a occuparmene con passione da allora, mentre nella vita lavoro come redattrice. Continuando a perseguire il sogno di diventare una brava giornalista.