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Il presidente di origine italiana conquista un ottimo risultato elettorale che lo proietta verso la rielezione tra due anni. Kirchenrismo sempre più in difficoltà

L’Argentina che ieri è andata alle urne si è espressa a favore di Mauricio Macri. Le elezioni di medio termine hanno rinnovato un terzo del Senato (24 seggi) e metà della Camera bassa (127 seggi). Molto più che elezioni parziali, un vero e proprio test per il presidente liberista, proprio nel momento in cui il paese è scosso dal caso Maldonado. Il dato politico sta nella vittoria di Macri, che ora sta pensando ad una sorta di “costituente” per mettere in cassaforte le riforme strutturali che ha in mente per rilanciare il paese (e che l’Fmi in qualche modo gli sollecita), e la continua sconfitta del peronismo kircherista.

La ex inquilina della Casa Rosada è stata battuta, proprio a Buenos Aires, dall’ex ministro dell’istruzione Esteban Bullrich, ma ha comunque affermato di voler continuare l’attività politica. Il dato, dunque, è che le riforme previste non dispiacciono alla popolazione argentina. Cambiemos ha ora in pugno il futuro del paese albiceleste.

Andrea Martire

[box type=”shadow” align=”aligncenter” class=”” width=””]Un chicco in più

Per prendere visione dei risultati per intero, si può consultare questa pagina [/box]

Foto di copertina di Mauricio Macri Licenza: Attribution-NoDerivs License

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Andrea Martire

Appassionato di America Latina, background in scienze politiche ed economia. Studio le connessioni tra politica e sociale. Per lavoro mi occupo di politiche agrarie e accesso al cibo, di acqua e diritti, di made in Italy e relazioni sindacali. Ho trovato riparo presso Il Caffè Geopolitico, luogo virtuoso che non si accontenta di esistere; vuole eccellere. Ho accettato la sfida e le dedico tutta l’energia che posso, coordinando un gruppo di lavoro che vuole aiutare ad emergere la “cultura degli esteri”. Da cui non possiamo escludere il macro-tema Ambiente, inteso come espressione del godimento dei diritti del singolo e driver delle politiche internazionali, basti pensare all’accesso al cibo o al water-grabbing.

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